NEWS OF THE DAY
17/6/2004

A quattro giorni dalle elezioni europee, sono iniziate le grandi manovre politiche per dare un nuovo volto all'Europarlamento. E' ormai certa la nascita di un nuovo raggruppamento di centro, tra i cui fondatori figura la Margherita di Francesco Rutelli.

L'annuncio � atteso per oggi: il leader dei centristi francesi dell'Udf Francois Bayoru e quello della Margherita Francesco Rutelli si troveranno a Bruxelles per dare un nome e una collocazione al nuovo soggetto politico del prossimo Europarlamento. La sua nascita segue una gestazione durata alcuni mesi, che ha visto impegnato dietro le quinte e in prima persona lo stesso presidente della Commissione Romano Prodi: si chiamer� con ogni probabilit� Partito Democratico Europeo , e raccoglier� sotto la
propria ala tutti i partiti delusi dai Popolari, dove l'afflusso di gruppi euroscettici -consevatori britannici e cechi su tutti- ha incrinato il tradizionale spirito europeista del principale blocco europarlamentare. Almeno 20 gli eurodeputati che confluiranno nel nuovo gruppo, pronto a stringere un'alleanza strategica con i liberali di Graham Watson, terza forza del Parlamento. Intanto sono gi� iniziate le trattative per la nomina del ticket di presidenti dell'Europarlamento destinati a succedere a Pat Cox: socialisti e popolari sono pronti a insediarvi in sequenza il francese Michel Rocard e il tedesco Hans-Gert-Poettering, ma i giochi sono ancora aperti.

Intanto riprendono questa mattina a Bruxelles le trattative tra i principali leader europei per trovare un accordo sul successore di Romano Prodi alla presidenza della Commissione e sulla futura costituzione. In programma le riunioni dei leader del Partito Popolare e di quello Socialista. Questo pomeriggio i negoziati entreranno nel vivo, con l'inizio del Consiglio Europeo, il primo ufficialmente a 25 Paesi.

17/6/2004

Si apre oggi a Bruxelles il Consiglio Europeo dei 25 capi di Stato e di Governo dell'Unione. In agenda due questioni di estrema importanza per il futuro dell'Europa: il varo della costituzione europea e la nomina del successore di Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea. Ma su quest'ultimo punto non si intravedono ancora schiarite.


Negoziati ancora in alto mare per il nuovo presidente dell'esecutivo europeo: l'ennesimo "no" del favorito, il premier lussemburghese Juncker, ha rimesso in campo una quantit� di candidature e veti incrociati che non lascia intravedere soluzioni facili. Francia e Germania spingono per il pemier belga, il liberale Verhofstadt, un integrazionista che non piace a Londra e a Roma. Nel totonomine si insinuano anche le famiglie politiche del neoletto Europarlamento: i popolari sostengono il cancelliere austriaco Schuessel, avversato da Parigi, mentre i socialisti non nascondono le speranze per l'attuale Commissario portoghese Vitorino e per l'Alto Rappresentante Solana. N� escono dal gioco l'altro belga, il popolare Dehane o il premier irlandese Ahern. Romano Prodi ironizza su una sua possibile riconferma. Questa sera l'atteso annuncio della nomina. Intanto la presidenza irlandese ha scoperto le carte sulla costituzione, per non rischiare di bissare il fallimento italiano: voto a maggioranza qualificata con 55% dei Paesi e 65 di popolazione, Commissione a 18 membri dal 2014, compromesso sui poteri della Commissione in materia di infrazioni al patto di stabilit�.

16/6/2004

Giorno di vigilia per la politica europea, ancora scossa dalla bassa affluenza e dai risultati delle elezioni dell'Europarlamento. Domani e dopodomani si svolge a Bruxelles il Consiglio Europeo, che sar� chiamato a nominare il nuovo presidente della Commissione e -soprattuto- a varare la prima costituzione europea. Ma gi� stasera la capitale belga vedr� l'arrivo di numerosi leader del centrodestra.

Sar�, come tradizione, il castello di Bouchout, 20 km. da Bruxelles, l'anticamera di un Consiglio Europeo che ambisce a entrare nella storia. Gi� questa sera i rappresentanti del Partito Popolare, tra cui il premier italiano Silvio Berlusconi, raggiungeranno la suggestiva fortezza di Meise per discutere i lavori della conferenza intergovernativa e analizzare i risultati delle elezioni europee. Domani mattina il dibattito si sposter� sulla nomina del presidente della Commissione, tema di cui discuteranno anche i socialisti europei, riuniti a Bruxelles. Questi negoziati preparatori sono cruciali per sbrogliare due matasse ancora ben ingarbugliate: sul nuovo presidente della Commissione l'asse franco-tedesco spinge il liberale belga Verhofstadt, mentre Londra propone in prima battuta il lussemburghese Juncker e in seconda l'altro belga Dehahne. Possibile persino un rinvio della nomina a luglio. Sul
varo della costituzione sono invece tutti d'accordo, ma tra il dire e il fare resta il mare dei paletti posti da ciascuno Stato membro: voto a maggioranza e sua applicazione su tutti. Immigrazione, terrorismo, prospettive finanziarie e politica estera gli altri temi sul tavolo.
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