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| 29/5/2004 Accordo raggiunto fra Commissione Europea e Cina per l'export del carbon coke. Bruxelles ha ottenuto la fine delle restrizioni cinesi sull'export, che minacciavano la produzione siderugica europea. Importante passo indietro di Pechino in un contenzioso con l'Europa che rischiava di trascinarsi fino in sede Wto: di fronte all'ennesimo ultimatum di Bruxelles, la Cina ha accettato un accordo sul commercio di carbon coke. Il compromesso riguarda le quantit� e i prezzi che l'industria siderurgica europea pagher� per importare il coke cinese: secondo le prime informazioni, l'Europa vedr� riconosciuto un prezzo ridotto di circa 200 dollari per tonnellata, contro gli attuali 450 dollari richiesti da Pechino. Per il 2004 inoltre, la Cina garantir� all'Unione un livello di importazioni non inferiore a quattro milioni e mezzo di tonnellate, lo stesso di un anno fa. Anche le licenze, il cui costo era passato a 200 dollari, saranno gratuite. Il Commissario europeo al Commercio, Pascal Lamy, ha commentato dal Messico: "si tratta di una buona notizia per l'industria europea". Il settore siderurgico comunitario, proprio a causa delle restrizioni sull'export cinese, rischiava di subire seri danni. Ma gi� il premier Wen Jabao, nell'ultima visita in Italia, aveva lanciato segnali distensivi, promettendo un'offerta di coke a prezzi di mercato per le acciaierie del nostro Paese. 25/5/2004 "Ho la sensazione che stiamo facendo passi avanti": cos� il Ministro degli esteri irlandese Brian Cowen ha commentato l'ennesimo round negoziale ieri a Bruxelles dei 25 Paesi dell'Unione Europea, impegnati a trovare un accordo sulla costituzione. Un clima pi� sereno ha accolto ieri la ripresa dei negoziati sulla costituzione europea. Dopo le schermaglie a muso duro di soli sette giorni prima, i 25 Ministri degli Esteri hanno avuto una discussione maggiormente costruttiva, come ha osservato il presidente di turno, l'irlandese Brian Cowen. Un curioso paradosso vuole che questo clima positivo coincidesse con i negoziati sul punto pi� controverso dell'intero trattato costituzionale: il sistema di voto a doppia maggioranza, sul quale si lavora a possibili ritocchi rispetto al testo originario della Convenzione, come ammesso dal Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Accordo sostanziale invece sull'innalzamento della soglia minima di europarlamentari, mentre nessun progresso � stato registrato sull'inserimento delle radici cristiane nel preambolo della costituzione. Un compromesso della presidenza irlandese pare invece aver sbloccato le trattative sulla procedura per l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione. Ma il tempo stringe: l'obiettivo � chiudere tra 24 giorni. 21/5/2004 Il presidente di turno dell'Unione Europea, l'irlandese Bertie Ahern, guida oggi la delegazione dell'Unione che a Mosca inconter� il presidente russo Vladimir Putin. Tra i partecipanti, anche il presidente della Commissione Romano Prodi e l'Alto Rappresentante Javier Solana. Un vertice per chiudere importanti questioni di natura politica e commerciale, tuttora aperte tra l'Unione Europea e la Russia. Il primo summit dell'Europa allargata con Mosca si lascia alle spalle le polemiche innescate lo scorso autunno dalle dichiarazioni dell'allora presidente di turno Silvio Berlusconi per concentrarsi su questioni concrete, quali la costruzione di quattro spazi comuni tra i due blocchi: il primo di natura economica, il secondo di libert� e giustizia, un terzo per la cooperazione nel campo dela sicurezza esterna, infine uno spazio per la ricerca. La posta in palio � alta: dopo la travagliata estensione degli accordi di partnership ai 10 nuovi Paesi membri, Mosca punta a sfruttare gli accordi commerciali con Bruxelles per entrare nel Wto. L'Europa, dal canto suo, cercher� di appianare alcune questioni riguardanti dazi e tariffe, puntando a ottenere vantaggi nel settore della politica energetica. Bruxelles intende infine raggiungere progressi sulla delicata questione del protocollo di Kyoto, n� tralascer� un accenno alla spinosa questione cecena. 18/5/2004 Si sono riaperti questa mattina a Bruxelles, in un'atmosfera di cauto ottimismo, i negoziati sulla costituzione europea. Per il presidente di turno, il Ministro degli Esteri irlandese Brian Cowen, si stanno facendo "progressi". Le dichiarazioni di rito del mattino, animate da tanti buoni propositi, hanno aperto la seconda giornata dei lavori della Conferenza Governativa tra i 25 Ministri degli Esteri europei. Il presidente di turno, l'irlandese Brian Cowen, ha riscontrato un'atmosfera di lavoro molto buona, intravedendo "progressi" smentiti per� dalle indiscrezioni filtrate finora. L'unico vero accordo sembra essere stato raggiunto sulle presidenze di team: tre Paesi alla guida dei Consigli di settore per un anno e mezzo, con un sistema a rotazione. Pi� sfumata l'identit� di vedute sulla procedura di approvazione del budget, mentre il vero pomo della discordia sembra essere rappresentato dall'estensione dei settori di voto a maggioranza qualificata. Oggi la discussione si sposta sul calcolo del voto a maggioranza, questione sulla quale si registra una maggiore disponibilit� al dialogo da parte di Spagna e Polonia. Ma la riapertura di capitoli considerati gi� chiusi, oltre che il rischio di bocciatura del testo costituzionale in caso di referendum nazionali, getta un'ombra di incertezza sull'esito dei lavori. Il tempo stringe: tra un mese bisogna cercare di chiudere. |
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