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| 17/5/2004 Si riaprono ufficialmente oggi a Bruxelles, dopo cinque mesi di stallo, le trattative sulla costituzione europea. I 25 Ministri degli Esteri proveranno nelle prossime 48 ore a risolvere i maggiori contenziosi ancora aperti, a un solo mese dal Consiglio Europeo, ultima data utile per chiudere sotto presidenza irlandese. L'ora della verit�, per una costituzione europea che deve vedere la luce entro giugno, se si vuole tenere fede ai buoni propositi enunciati solo due mesi fa dai leader dell'Unione allargata. I Ministri degli Esteri avranno da oggi la responsabilit� di spianare la strada all'accordo finale, n� potranno permettersi ulteriori inutili battibecchi o giri di parole. Sul tavolo i nodi di sempre: diritto di veto in settori ritenuti cruciali, composizione della Commissione, presidenze dei Consigli settoriali, e il finora irrisolto sistema della votazione a doppia maggioranza. L'atmosfera � di cauto ottimismo: la Spagna di Zapatero vuole chiudere a giugno, ed � disponibile a negoziare sulle percentuali di voto, mentre la Polonia, altro osso duro nelle precedenti trattative, � in piena crisi di Governo. Tra gli altri temi sul tavolo, Medio Oriente e situazione internazionale faranno il paio col controverso accordo con gli Stati Uniti sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei, per il quale � previsto il via libera da parte dei Ministri. Prevista infine una discussione sulla politica di difesa comune, allargata ai Ministri titolari del settore. 12/5/2004 La Commissione Europea ha avviato una procedura per deficit eccessivo contro sei dei nuovi Paesi membri dell'Unione Europea. Alla base della procedura lo sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit/pil nel 2003. A undici giorni dalla festa per l'allargamento, arriva la prima doccia fredda per sei dei dieci nuovi Paesi membri dell'Unione. A lanciarla il neo Commissario agli Affari economico-monetari Joaquin Almunia, che ha aperto una procedura per deficit eccessivo contro Cipro, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia: i loro sforamenti del tetto deficit/pil variano dal 3,6% della quasi virtuosa Slovacchia al 12,9% della Repubblica Ceca. Malta e Cipro restano sotto osservazione anche per quanto riguarda il parametro debito/pil, che in entrambi i casi risulta sopra il 70%. Ad occuparsi degli eccessivi disavanzi nei conti pubblici dei sei Paesi sar� il Consiglio Ecofin del 5 luglio, lo stesso che dovr� prendere una decisione sull'early warning italiano. L'avvio della procedura � scattato dopo che le previsioni per il 2004 non hanno indicato rientri nei parametri del patto di stabilit� per i sei Paesi: data per� la particolare situazione, � probabile che sar� loro concesso un periodo transitorio pluriennale per il riaggiustamento dei conti pubblici. 12/5/2004 I Ministri dell'Economia europei, riuniti ieri a Bruxelles, hanno rinviato ogni decisione sull'early warning all'Italia per il possibile sfondamento del tetto del 3% fissato dal patto di stabilit�. La questione passa cos� alla prossima presidenza semestrale olandese. Il primo Ecofin a 25 frena sull'avvertimento preventivo all'Italia: nessuna sorpresa, dopo l'analoga e precedente presa di posizione dell'Eurogruppo, ma il nostro Paese resta sotto osservazione, almeno fino al 5 luglio, quando il caso torner� all'esame dei Ministri dell'Economia europei. Per ora basta ai partner l'assicurazione fornita dal Ministro Giulio Tremonti, secondo il quale il nostro Governo non sfonder� il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil, grazie all'adozione di misure "tempestive ed efficaci". Il nuovo Commissario agli Affari economico-monetari, Joaquin Almunia, tiene invece alta la guardia. Riserve sul rinvio sono state avanzate da Austria, Svezia e Spagna, il cui ministro dell'Economia Pedro Solbes, gi� promotore -in veste di Commissario Europeo- dell'early warning, ha ironizzato: "un rinvio giustificato solo dalle elezioni europee". L'Ecofin ha quindi chiuso la procedura di deficit eccessivo avviata un anno e mezzo fa contro il Portogallo, raggiungendo un accordo politico in merito a due direttive sui servizi finanziari. 3/5/2004 Si apre questo pomeriggio a Strasburgo l'ultima sessione del Parlamento Europeo, la prima allargata ai 10 nuovi Stati membri. Oggi infatti � il primo giorno di lavoro per le istituzioni comunitarie dopo la solenne cerimonia di sabato. Sar� l'ex-presidente polacco Lech Walesa ad aprire l'ultima plenaria della legislatura dell'Europarlamento. Una presenza dall'alto valore simbolico, che intende rendere onore a uno degli artefici della caduta del blocco comunista, presupposto indispensabile alla riunificazione del Vecchio Continente. In aula 788 europarlamentari, appartenenti ai 25 Paesi membri. Dopo le elezioni di giugno e con le nuove ripartizioni dei seggi, scenderanno a 732. L'ultima sessione dell'Europarlamento, che si protrarr� fino a mercoled�, prevede un calendario snello, ricco di commemorazioni storiche, col ricordo di due padri fondatori dell'Unione come Jean Monnet e l'italiano Altiero Spinelli. Un dibattito sulla costituzione europea e sul modello economico e sociale nell'Europa allargata preceder� domani la votazione sulla mozione di censura alla Commissione per il caso Eurostat. E oggi � anche il primo giorno di lavoro per i dieci nuovi Commissari Europei, che mercoled� otterranno, dallo stesso Europarlamento, il via libera definitivo al loro incarico. |
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