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| 14/7/2009 Al via formalmente da oggi la nuova legislatura all'Europarlamento. Ieri il Ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi ha invitato gli eurodeputati italiani a "fare sistema". Tutto gi� scritto. O quasi. La nuova legislatura quinquennale dell'Europarlamento, che si apre oggi a Strasburgo, non dovrebbe riservare -almeno all'inizio- grosse sorprese. Il polacco Jerzy Buzek sar� eletto -primo politico dell'est Europa- presidente dell'assemblea, dopo il ritiro di Mario Mauro, cui il sostegno dichiarato del premier Silvio Berlusconi non ha alla fine giovato. Anzi, secondo alcuni sarebbe stato persino nocivo, dopo l'esplosione dello scandalo di Bari. Mauro dovrebbe comunque ottenere la presidenza dell'importante Commissione Affari Esteri, mentre i due italiani in dirittura per la vicepresidenza di Strasburgo sarebbero il socialdemocratico Gianni Pittella e la popolare Roberta Angelilli. Sempre in questa tornata saranno eletti i presidenti delle commissioni parlamentari: tra gli italiani, Paolo de Castro dovrebbe andare all'Agricoltura, e Luigi De Magistris al Bilancio. Per un Europarlamento in attesa di vedere rafforzati i propri poteri con la futura approvazione del Trattato di Lisbona si profilano sfide importanti, con l'approvazione di normative in materia ambientale, economica, di orario di lavoro, di telecomunicazioni e diritti dei passeggeri. Sul fronte delle sorprese: Strasburgo pare intenzionata a tenere sulla graticola il presidente della Commissione Jos� Barroso. Nonostante la pressione dei Governi, gli eurodeputati hanno scelto di non votarne la rielezione a luglio. Forse lo faranno a settembre, ma si vedr�. 12/7/2009 La crisi muta le abitudini dei vacanzieri europei. Lo suggerisce l'Istituto di Statistica comunitario. Pi� viaggi, ma di durata inferiore e leggermente pi� economici. E' toccato ad Eurostat smentire il luogo comune che impone l'equazione pi� crisi uguale meno ferie. Secondo Bruxelles, negli anni della peggiore turbolenza finanziaria dalla Grande Depressione, tengono i viaggi estivi, con ben il 45,1% dei cittadini comunitari che lo scorso anno si sono mossi almeno una volta da casa, un punto in pi� rispetto al 2007. Non male anche il periodo primaverile, quando a viaggiare � stato uno su tre. Cala -come detto- la durata media delle vacanze, scesa a cinque giorni e mezzo: il decremento dei soggiorni aiuta anche la minor spesa, che nel 2008 � stata pari a 340 euro per viaggio, cinque euro in meno rispetto al 2007. Pi� che un reale guadagno, in questo caso vale forse la pena di sottolineare la tenuta del budget. La regola generale � che si paga di pi� per viaggi all'estero, mentre si risparmia per quelli nazionali. E a tradire maggiormente l'Europa quale meta delle vacanze sembrano essere soprattutto i turisti extracomunitari, il cui afflusso lo scorso anno � sceso di un punto e mezzo, mentre gli europei hanno registrato solo una leggera flessione. L'Italia figura nel complesso tra i Paesi pi� colpiti dal minore afflusso turistico. E per il 2009, i primi due mesi dell'anno hanno gi� fatto registrare una preoccupante flessione delle notti in albergo, pari a quasi il 10%, anche se il periodo � forse tra i meno indicativi. 7/7/2009 Venti anni di consolidamento dei bilanci in Europa bruciati dall'attuale crisi economico-finanziaria. E' la stima fatta dalla Commissione Europea, per il vertice odierno dell'Ecofin, preceduto ieri sera dall'Eurogruppo. "Resta preoccupante la situazione dell'economia europea, nonostante alcuni segnali positivi": mantiene un atteggiamento molto prudente, per bocca del Commissario agli Affari Economico Monetari Joaquin Almunia, l'esecutivo comunitario, alla vigilia dell'Ecofin. Almunia frena pure su nuovi piani di rilancio dell'economia: "� tempo per il risanamento del sistema finanziario e per il consolidamento delle finanze pubbliche", dice. La posizione di Almunia rispecchia il documento uscito dalla sua Direzione Generale: "venti anni di consolidamento bruciati in neppure due anni di crisi", afferma il testo. Bruxelles lancia quindi un monito ai Paesi membri, affinch� comincino a lavorare ad una "exit strategy" che riporti le finanze pubbliche su un percorso di sostenibilit�. E mette in guardia soprattutto dal rigonfiamento eccessivo del debito, che potrebbe rallentare la ripresa. Sempre per la Commissione Europea, la crisi ha inciso sul potenziale di crescita continentale per una percentuale del Pil pari a cinque punti. Ormai persi. Per questo Bruxelles indica la strada -pur tortuosa- delle riforme strutturali. Ma sulla ricetta comunitaria divergono le strategie dei pesi massimi: se la Germania punta alla strada di risanamento dei bilanci, la Francia ha appena annunciato un vasto piano nazionale di investimenti dal 2010, che potrebbe far esplodere il deficit. |
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