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| 30/6/2009 Gi� dal prossimo anno in circolazione i nuovi caricatori di telefoni cellulari compatibili per tutte le marche: lo ha annunciato la Commissione Europea. Stop a decine di caricatori di cellulari nelle case dei cittadini europei: ieri -con immancabile tempismo estivo- il Commissario Europeo all'Industria, il tedesco Guenther Verheugen, si � presentato in sala stampa a Bruxelles, con la notizia della stagione. Tenendo in mano e mostrando ben sei caricabatterie differenti provenienti dai cassetti di casa sua, Verheugen ha annunciato trionfante l'ultima rivoluzione di una Commissione Europea impegnata da un po' troppo tempo a risolvere i microproblemi della quotidianit� continentale, anzich� a tracciare progetti futuri di integrazione politica ed economica. Ma tant'�: la rivoluzione epocale si chiama caricabatterie unico per tutte le principali marche di cellulari. Il segreto sta nell'attacco del caricatore al telefonino, che avverr� mediante porta Usb, la stessa che gi� si usa per i personal computer, nonch� per i telefoni in grado di trasmettere dati. Il vantaggio star� tutto nella possibilit� di ridurre l'impatto sull'ambiente, con lo smaltimento di milioni di caricabatterie inutilizzati: quando si cambier� cellulare, non sar� infatti pi� necessario cambiare anche caricatore. Bruxelles stima in circa tre anni il loro ricambio. Ma questo potrebbe rappresentare solo il primo passo: il prossimo sar�, nelle intenzioni della Commissione Europea, l'utilizzo di un unico cavo per tutti gli apparecchi elettronici presenti in casa. 26/6/2009 Il vertice G8 dei Ministri degli Esteri rappresenta l'ultima vera tappa in vista del summit dei leader mondiali in programma a luglio in Abruzzo. Sono 634 i km. che separano Trieste da Coppito: ci vorranno undici giorni per percorrerli idealmente, una volta concluso l'ultimo summit di rilievo, in vista del vertice degli otto Grandi. Il G8 dei Ministri degli Esteri completa un percorso di avvicinamento, affrontando questioni importanti ma tuttavia non centrali rispetto ai macro-obiettivi della presidenza italiana. Il summit di Trieste, nato con l'intenzione di coinvolgere l'Iran nei negoziati per la stabilizzazione di un Medio Oriente allargato fino alla problematica area afghano-pakistana, si � trovato a perdere uno degli attori pi� attesi -Teheran, per l'appunto- che da possibile partner si � trasformato in problema, per le note vicende interne. Ed � pure probabile che -rebus sic stantibus- il tema iraniano entri a gamba tesa anche all'Aquila, insieme alle questione pi� calde di politica estera. Saranno tuttavia tre i temi principali nel men� degli otto Grandi: su tutti la crisi e il codice di condotta economico-finanziaria che l'Italia intende far approvare. Se ne � parlato al G8 di Lecce, ma l'allegato uscito dal summit pugliese ha solo menzionato le macroaree del global legal standard. Il Ministro Tremonti ha promesso 12 punti. L'Italia vi ha puntato tutto. Poi ci sar� il clima: dopo l'insipido G8 siracusano, si spera quantomeno in un accordo-quadro in vista di Copenhagen. Infine gli aiuti allo sviluppo: nella speranza che a L'Aquila non si ascoltino le ennesime promesse mai o troppo poco mantenute. L'Africa sta perdendo la pazienza. 20/6/2009 Concluso ieri a Bruxelles il Consiglio Europeo: s� dei 27 alla riforma del sistema di vigilanza finanziaria, mentre sul Trattato di Lisbona l'Irlanda ripeter� il referendum a ottobre. L'ennesimo vertice dei compromessi ha chiuso ieri una presidenza ceca problematica, regalando all'Europa piccoli passetti in avanti. Accantonate le lunghe ore di discussione per dare l'appoggio unanime all'unico candidato in lizza per la testa della Commissione Europea, Jos� Barroso, ieri i leader hanno finalmente trovato il tempo di parlare dei meccanismi di uscita dalla crisi, quali il nuovo sistema di vigilanza finanziaria. Nessuna riforma ambiziosa sul modello Obama, per�: le pressioni britanniche hanno lasciato l'impalcatura originaria tale e quale, svuotandola per� delle novit� pi� significative. S� quindi alla creazione di tre nuove autorit� europee di supervisione entro il 2010, ma le loro decisioni non potranno superare determinati paletti: vietato dunque imporre una ricapitalizzazione bancaria a un Paese membro. Anche il presidente del nuovo European Systemic Risk Board non sar� necessariamente il presidente della Bce. Maggiori progresso sul Trattato di Lisbona: i 27 hanno reso legalmente vincolanti una serie di garanzie all'Irlanda, che renderanno possibile un nuovo referendum a ottobre. Il presidente della Commissione Barroso si � detto certo che stavolta gli irlandesi diranno s� al Trattato. In alto mare infine la nomina del nuovo presidente dell'Europarlamento: qui il Governo italiano rischia una clamorosa sconfitta, dopo che la Francia ha detto di preferire il polacco Jerzy Buzek a Mario Mauro. Parigi si aggiunge al blocco dell'Europa centrale e settentrionale, lasciando poche chances al candidato italiano. |
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