NEWS OF THE DAY
19/6/2009

Luce verde alle nuove regole sulla vigilanza finanziaria in Europa da parte del vertice dei 27 leader comunitari: intanto pare in seria difficolt� la candidatura di Mario Mauro alla presidenza del Parlamento Europeo.

Si � chiuso con una serie di compromessi il Consiglio Europeo estivo, l'ultimo della tribolata presidenza ceca: i 27 hanno dato l'atteso via libera alle nuove regole sulla vigilanza finanziaria. Ok dunque ai nuovi organi di supervisione, che saranno operativi gi� dal 2010. Ma queste autorit�, su pressione britannica, avranno poteri ben pi� limitati rispetto alle intenzioni iniziali: non potranno ad esempio interferire con le responsabilit� di bilancio dei singoli Paesi membri. Quindi: nessuna ricapitalizzazione bancaria potr� essere imposta da Bruxelles. E pure il presidente dello European Systemic Risk Board non sar� necessariamente il presidente della Bce. Per un'intesa raggiunta c'� n'� un'altra ancora in alto mare, anche se le cose sembrano in questo caso volgere al peggio per l'Italia: il presidente francese Nicolas Sarkozy ha esplictamente appoggiato l'ex premier polacco Jerzy Buzek alla presidenza del prossimo Europarlamento. Un'investitura che si aggiunge a quella implicita della Germania e che sembra far tramontare la nomina dell'Italiano Mario Mauro. Una possibile clamorosa sconfittam, cui il premier Berlusconi sta gi� cercando di porre rimedio, puntando alla nomina di Giulio Tremonti alla guida dell'Eurogruppo. Infine i 27 hanno offerto all'Irlanda garanzie legalmente vincolanti su politica fiscale, aborto e neutralit� militare: su queste basi Dublino ripeter� ad ottobre il referendum sul Trattato di Lisbona.

19/6/2009

Alla fine la montagna ha partorito il topolino: come hanno annunciato a tarda notte dal premier ceco Jan Fischer, ore di discussioni e negoziati hanno prodotto l'intesa dei 27 leader europei sull'unico vero candidato in lizza per il posto di presidente della Commissione.

Il portoghese Jos� Barroso esce dal vertice di Bruxelles, che si conclude oggi, con la nomina a succedere a s� stesso. Non bastandogli l'assenso di 21 leader conservatori, gli sono arrivati ieri gli appoggi pi� o meno espliciti pure di quattro leader socialisti. Tutto facile, dunque? No, perch� l'Europarlamento -che si riunir� a met� luglio- presenta al momento un'apparente maggioranza contraria a Barroso, capitanata da socialisti e verdi, che punterebbero su un personaggio dal profilo pi� europeista, l'ex-premier belga Guy Verhoftsadt. La presidenza dell'Unione Europea sonder� i gruppi politici dell'Europarlamento, per ottenere l'investitura ufficiale di Barroso nella prima sessione plenaria, a met� del mese prossimo. Barroso ha fretta, teme di dover aspettare l'estate sulla graticola. Un altro nome in bilico � quello dell'italiano Mario Mauro, candidato alla presidenza del prossimo Europarlamento: ieri l'atteso incontro tra il premier Silvio Berlusconi e l'omologo polacco Donald Tusk ha prodotto un'inaspettata fumata nera, che rimanda tutto a una conta dei voti interna al Ppe il prossimo 7 luglio. Col rischio concreto che la Germania appoggi il candidato polacco Buzek. Infine, sulla riforma della vigilanza finanziaria, tutto sembra rimandato alla proposta concreta che la prossima Commissione Europea render� nota in autunno.

18/6/2009

E' la crisi economica a dominare la prima parte dei lavori del Consiglio Europeo, apertosi un'ora fa a Bruxelles.

I 27 stanno discutendo le possibili strategie di uscita dalla recessione e -soprattutto- si stanno confrontando su come rafforzare le misure di vigilanza finanziaria, dopo il giro di vite proposto ieri dall'amministrazione Obama. Se il blocco continentale, di cui fa parte l'Italia, preme per la creazione di nuove autorit� sopranazionali dedite alla supervisione sistemica, la Gran Bretagna di Gordon Brown � stata chiara: ''le decisioni che hanno un impatto sul sistema bancario nazionale devono essere prese da  autorita' nazionali, cosi' come noi ci siamo presi la  responsabilita' di salvare le nostre banche''. Cosi' Brown, che sembra dunque chiudere la porta di fronte a qualsiasi pretesa di spostare a Bruxelles e a Francoforte il baricentro di controllo. Ma ci sono altri punti che dividono i 27: su tutti le nomine ai prossimi posti di comando delle istituzione europee. Oggi fumata nera dall'incontro tra il premier italiano Berlusconi e quello polacco Tusk per la presidenza dell'Europarlamento. Restano dunque in corsa sia l'italiano Mario Mauro sia il polacco Jerzy Busek: si andr� alla conta. E sulla conferma di Jos� Barroso alla presidenza della Commissione Europea i leader conservatori paiono decisi a trovare un consenso politico, per ottenere un voto di investitura dell'Europarlamento a met� luglio. Si va dunque verso un altro braccio di ferro interistituzionale: a Strasburgo infatti una maggioranza pro-Barroso non pare esserci.

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