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| 8/6/2009
Le proiezioni sul nuovo Parlamento Europeo confermano la vittoria del centrodestra, con i Popolari che conquistano il 35,7% e 263 seggi. Franano i socialisti al 21,9% e 161 seggi, in calo anche i liberali ad 80 seggi. Crescono solo i Verdi, grazie all'exploit francese. Il giorno dopo le elezioni europee, a Bruxelles si guarda avanti. Il successo dei Popolari europei, forza di centrodestra, � stato netto; il calo dei socialisti marcato, anche se ai dati ufficiali del centrosinistra vanno ancora aggiunti i 22 seggi del Pd; mentre le forze estremiste o xenofobe hanno fatto s� registrare successi al di qua e al di l� dell'ex cortina di ferro, ma non hanno sfondato. Lo stesso partito euroscettico e paneuropeo Libertas ha riscosso consensi ridicoli. Queste elezioni passeranno alla storia per la disfatta di due partiti storici: i Labour Britannici, che hanno dovuto ingoiare persino il sorpasso da parte degli euroscettici dello UK Independence Party, e i Socialisti francesi, finiti sotto il 20%, un pelo sopra i Verdi di Cohn Bendit, abile a reinventarsi una formazione politica di successo. Il voto ha contribuito a destabilizzare un Governo a guida socialista, quello ungherese, incredulo di fronte alla pesante avanzata dell'estrema destra dello Jobbik. Nel nuovo Europarlamento, la delegazione italiana giocher� un ruolo importante sia tra i conservatori -dove Pdl e Udc saranno secondi solo ai tedeschi- sia nel nuovo Pse, dove il Pd si collocher� numericamente tra tedeschi e spagnoli. Intanto la partita � apertissima sul nuovo presidente dell'Europarlamento: in pole position l'italiano Mario Mauro e il polacco Jerzy Buzeck, quest'ultimo sostenuto dal blocco tedesco-orientale dei popolari. Si rischia la conta interna. Sorride per ora solo il presidente della Commissione Europea Barroso: la sua rielezione appare scontata. 8/6/2009 Il risultato � stato netto e senza appello, al di l� di ogni previsione: � il centrodestra ad aver vinto queste elezioni europee di crisi. Con un'affluenza generale al minimo storico, di poco superiore al 43%, nonostante la martellante campagna di incoraggiamento al voto, i conservatori hanno conquistato quasi tutti i bastioni che contano nel Vecchio Continente, assicurandosi oltre un terzo dei seggi. La debacle vera l'hanno vissuta i socialisti, che in una notte vedono calare di sei punti la propria presenza all'Europarlamento, finendo poco sopra il 21%. In realt� mancano al conteggio gli oltre venti deputati del Pd, che potrebbero compensare in parte il calo. Scendono di poco i liberali, mentre crescono i Verdi, sull'onda del successo francese, superando i 50 seggi e il 7% europeo. Infine la destra e la sinistra, entrambe poco sotto il 5%. Il centrodestra conquista quasi tutti i principali Paesi europei: in Germania la Cdu/Csu si attesta intorno il 38%, mentre i socialdemocratici superano di poco il 20; in Francia -se l'Ump di Nicolas Sarkozy si attesta al 28%- i socialisti per un pelo non subiscono l'umiliazione di un sorpasso dell'Europe Ecologie di Cohn-Bendit (entrambe le liste al 16%); in Spagna i Popolari centrano il sorpasso sui Socialisti di Zapatero, in Gran Bretagna il crollo -atteso- dei laburisti, umiliati a doversi contendendere il secondo posto con lo Uk Independence Party; in Polonia infine vincono i liberali di Piattaforma Civica del Premier Tusk, col 45%. Altro dato che fa riflettere � l'avanzata dei partiti euroscettici, nazionalisti o xenofobi: in Olanda la vittoria di Geert Wilders, in Inghilterra il British National Party elegge il suo primo deputato, in Ungheria si afferma lo Jobbik, mentre ottengono buoni risultati pure i nazionalisti romeni e slovacchi. Dalle urne esce dunque un'Europa conservatrice, ma non solo: � un'Europa disillusa anche rispetto al progetto di integrazione, che snobba il voto o protesta affidando il voto agli schieramenti nazionalisti o xenofobi. 5/6/2009 La temuta ondata di consensi per l'estrema destra euroscettica alle elezioni europee parte dall'Olanda: gli exit poll nei Paesi Bassi, dove si � votato ieri, hanno registrato una forte ascesa dello schieramento pi� xenofobo. Ha vinto, ma non stravinto come le peggiori previsioni indicavano, il Partito per la Libert� di Geert Wilders. Secondo gli exit poll, il PVV -schieramento di estrema destra xenofobo ed anti-islamico- ha ottenuto alle europee il 14,8% dei voti, quattro seggi, piazzandosi dietro i Cristiano Democratici del premier Jan Peter Balkenende, che porta a casa il 20,3% e cinque seggi. I veri sconfitti sono i laburisti del PvDA, partner di coalizione di Balkenende, che avrebbero chiuso al 13,4%, perdendo ben dieci punti rispetto al 2004. Tre seggi andrebbero ai liberali, come ai democratici filoeuropei del D66, questi ultimi in crescita. Wilders ha gi� annunciato che non sieder� a Strasburgo: il suo Partito per la Libert� ha condotto la campagna elettorale all'insegna di pi� Olanda e meno Europa, dell'opposizione all'ingresso della Turchia, di battaglie contro immigrati e persino contro l'esistenza stessa dell'Europarlamento. Il voto conferma la presa che i temi xenofobi hanno sull'elettorato olandese, segnando il tramonto -almeno alle urne- della convivenza multiculturale all'insegna della tolleranza. Il dato sull'affluenza � risultato migliore del previsto, col 40% dei votanti. Le stime -fornite da exit poll elaborati dai media- hanno gi� fatto irritare Bruxelles. Al punto che L'Aja potrebbe rischiare una multa, per aver diffuso i dati prima della chiusura dell'ultimo seggio in Europa, domenica sera. Ieri si � votato anche in Gran Bretagna, mentre oggi � il turno di Irlanda e Repubblica Ceca. |
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