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6/4/2009 Un mondo libero dal rischio atomico: cos� Barack Obama ha entusiasmato ieri la piazza di Praga, in un discorso destinato a passare alla storia. Prime divisioni per� con l'Europa sul caso-Turchia. E' responsabilit� morale degli Stati Uniti liberare il mondo dalla minaccia nucleare: marcando l'ennesima inversione di rotta rispetto all'era Bush, il presidente americano Barack Obama ha lanciato ieri -di fronte alle 20mila persone radunatesi ad ascoltarlo al castello di Praga- la speranza di un pianeta senza il rischio di test nucleari, attentati con bombe sporche o conflitti atomici. Per questo Stati Uniti e Russia, ha annunciato Obama, riapriranno i negoziati sulla riduzione delle testate nucleari. Il discorso, dal valore altamente simbolico anche per il luogo -una citt� dell'ex-blocco comunista- ha marcato un riavvicinamento tra le due sponde dell'Atlantico, consolidatosi pure sul fronte ambientale: ieri, incontrando i leader europei, Obama ha mostrato segnali di collaborazione in vista della conferenza sul clima di Copenhagen. Su un punto per�, l'Europa che conta e gli Stati Uniti restano divisi. Mentre Obama definisce "un segnale importante l'avanzamento della membership della Turchia all'Unione Europea", il presidente francese Nicolas Sarkozy non � d'accordo. "Sono e sar� sempre contrario all'ingresso di Ankara", dice. Pi� morbida nella sostanza, ma non nella forma la cancelliera tedesca Angela Merkel, che resta dell'idea che una partnership privilegiata sia meglio. Fuori dall'asse franco-tedesco l'italiano Silvio Berlusconi, che spera di sciogliere il nodo limitando l'afflusso di emigrati turchi al resto d'Europa. 5/4/2009 Sintonia tra Europa e Stati Uniti sulla lotta ai cambiamenti climatici, oggi nel vertice di Praga. Ma Bruxelles e Washington tornano a dividersi sulla Turchia. Al termine di una settimana segnata dal consenso generale tra Europa e Stati Uniti sulle azioni economiche e militari da intraprendere nell'imminente futuro, le prime crepe sulle due sponde dell'Atlantico sono emerse chiaramente proprio nell'ultima giornata del trittico di vertici settimanale. "Far avanzare la membership della Turchia verso l'Unione rappresenterebbe un segnale importante per ancorarla all'Europa", ha detto Obama rivolgendosi ai leader europei. Sul tema il neopresidente americano ha marcato una chiara continuit� con il suo predecessore Geroge Bush. Continuit� pi� unica che rara, considerate le molte differenze. Ma, allo stesso modo, non sono cambiate le posizioni europee. il presidente francese Nicolas Sarkozy, in un'intervista all'emittente Tf1, ha detto di essere contrario all'ingresso di Ankara. "E sar� sempre contrario", ha aggiunto. Sulla stessa linea la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ribadisce l'ormai consolidata posizione di Berlino: s� al rafforzamento dei rapporti Europa-Turchia, ma con la linea rossa di una partnership privilegiata. E mentre il presidente della Commissione Europea Barroso cerca di mediare, si schiera con Obama il premier Berlusconi, che cerca di superare lo scoglio del timore di nuovi flussi migratori. In disaccordo col premier, sul fronte interno, la Lega Nord, partner di Governo. 5/4/2009 Il colpo di teatro ha coronato una due giorni dall'esito tutt'altro che scontato: uno accanto all'altro, il segretario generale della Nato uscente e quello appena nominato si sono presentati insieme in sala stampa. E' cos� che Jaap De Hoop Scheffer e Anders Fogh Rasmussen si sono idealmente passati il testimone, al termine di 48 ore di febbrili trattative diplomatiche, che hanno visto coinvolta anche l'Italia. Rasmussen prender� servizio da agoto. Decisivo l'ultimo incontro tra il presidente americano Barack Obama e il premier turco Recep Tayyp Erdogan, strenuo oppositore di Rasmussen per via delle vignette anti-Maometto. Esulta Erdogan, che sostiene di aver ricevuto garanzie -probabilmente su future nomine turche di alto rango nella Nato- e strappa un nuovo successo anche Obama, che conferma la sua fama di mediatore dal tocco magico. Proprio il presidente americano ha annunciato la sua piccola vittoria personale: al vertice ha incassato l'invio di altre 5000 truppe Nato in Afghanistan, dove la nuova amministrazione statunitense intende concentrare la lotta al terrorismo. Vittoria parziale, anche perch� il grosso si fermer� solo per le elezioni di agosto e il resto sar� prevalentemente impegnato in operazioni di addestramento. Ma il colpo d'immagine � riuscito. Al rafforzamento contribuir� pure l'Italia, con poco pi� di 500 soldati, nuovi aerei ed elicotteri da trasporto. |
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