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1/4/2009 Domani si apre a Londra il G20, ma gi� oggi i leader delle maggiori potenze mondiali si troveranno a Londra, invitati dalle Regina nel pomeriggio e a Downung Street in serata. Un G20 cruciale e storico per alcuni, un'altra occasione gi� persa per altri: � difficile dire quale sar� il risultato finale di questo vertice internazionale, che inizia domani a Londra. Un summit nato, almeno nelle intenzioni, per tradurre in azioni concrete gli impegni assunti lo scorso autunno a Washington. La maggiore linea divisiva riguarda la ricetta da seguire per uscire dalla crisi: gli Stati Uniti, spalleggiati dalla Gran Bretagna, spingono per piani di stimolo economici e fiscali; mentre l'Europa continentale marcia pi� compatta verso un giro di vite sugli strumenti finanziari e sulle istituzioni che regolano il mondo della finanza. Tutti d'accortdo invece, almeno a parole, sul "no" al protezionismo. La prima bozza di conclusioni ottenuta dal Financial Times appare fiacca, tanto che ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy ha minacciato: "senza conclusioni concrete mi alzo e me ne vado". Ma la partita che si gioca domani al London Excel in realt� � ben pi� grande: i Paesi emergenti, quali Cina, India e Brasile, vogliono approfittarne per mettere in discussione la leadership americana. Il primo passo sar� quello di ottenere quote maggiori di rappresentanza al Fondo Monetario Internazionale. Mentre l'ipotesi di una valuta globale di riferimento al posto del dollaro sta pure prendendo quota. Sar� un vertice storico anche sotto altri punti di vista: Barack Obama metter� per la prima volta piede in Europa da presidente. E l'attesa � alta. Una nota di gossip l'ha infine pubblicata il quotidiano britannico The Times: che ha notato come il G20 segner� l'esordio nell'alta societ� internazionale di Michelle Obama. Per lei e le altre 15 consorti presenti la moglie di Gordon Brown, Sarah, ha organizzato una serie di eventi mondani paralleli. Assenti la moglie del premier Berlusconi e Carla Bruni, oltre agli unici due consorti uomini: il marito di Angela Merkel e quello di Christina Kirchner. 25/3/2009 Inatteso incidente diplomatico questa mattina all'Europarlamento di Strasburgo. Il presidente di turno dell'Unione Europea, il ceco Topolanek, attacca pesantemente le politiche economiche americane. La notizia, finita anche sul New York Times online, ha aperto un caso diplomatico. "The way to hell", "La strada verso l'inferno": la traduzione inglese del discorso del premier ceco, nonch� presidente di turno dell'Unione Europea Mirek Topolanek, ha fatto esplodere il secondo caso in due giorni avente come protagonista lo sfiduciato presidente di turno comunitario. Il primo, suo malgrado, si � innescato con la crisi di Governo interna. Il secondo � scoccato con il suo duro attacco al pacchetto di stimolo americano. Un attacco amplificato dalla sua posizione: Topolanek, parlando a nome dell'Europa, ha aperto una minicrisi nei rapporti transatlantici, a una settimana esatta dal G20. Per Topolanek, il finanziamento del 'piano di stimolo' americano viene fatto in contanti, con l'acquisto di titoli di Stato. Per questo rappresenta una minaccia alla liquidit� dei mercati. E dunque "una strada verso l'inferno", come confermato anche dai giornalisti cechi presenti a Strasburgo. L'impressione � che Topolanek, ormai dimissionario ma in cerca di un incarico pro-tempore, stesse parlando pi� all'opinione pubblica interna (timorosa degli interventi statali) che non a nome dell'Europa. Anche se poi ha rassicurato i 26 partner: la crisi di Governo in corso a Praga non minaccer� la presidenza di turno. 25/3/2009 Presidenza di turno dell'Unione Europea nel caos: a Praga � caduto il Governo di centrodestra guidato da Topolanek. Che promette: "attendo l'incarico per un nuovo Governo, rester� fino a giugno". Nonostante la tranquillit� di facciata, quella di ieri � stata una brutta notizia per l'Europa. Che -nel bel mezzo della crisi economica- vede la presidenza di turno traballare. La Commissione Europea esprime "piena fiducia", ma c'� poco da stare allegri: tra otto giorni si apre a Londra il G20, tra undici Barack Obama sar� a Praga per il primo incontro con l'Unione Europea. In entrambi i casi a rappresentare i 27 sar� un primo ministro, Mirek Topolanek, che ieri � stato sfiduciato da 101 deputati su 200 del Parlamento. Topolanek � il secondo leader dell'est a cadere in pochi giorni, dopo l'ungherese Gyurcsany. Ma se a Budapest era stata la crisi a determinare l'uscita di scena, a Praga hanno giocato fattori pi� politici: un'opposizione abile a infilare voti di sfiducia a ripetizione, franchi tiratori nella maggioranza e un presidente euroscettico -in rotta di collisione col premier- che sar� chiamato ora a gestire la difficile transizione. Topolanek � stato chiaro: dimissioni, poi reincarico fino a giugno per chiudere il semestre, infine elezioni. L'opposizione socialdemocratica ci sta, ma a patto che si fermino le privatizzazioni e saltino le teste di alcuni Ministri. A finire ostaggio del caos politico anche il Trattato di Lisbona, la cui ratifica non � stata completata. Non � per� la prima volta che un esecutivo cade durante il semestre di presidenza: accadde gi� nel '96 al Governo Dini e -nel '93- al danese Schluter. |
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