NEWS OF THE DAY
21/3/2009

Unit� di intenti europea sulla posizione da tenere al prossimo G20 di Londra. Al Consiglio Europeo, conclusosi ieri a Bruxelles, i 27 leader hanno messo altri miliardi sul piatto della lotta alla crisi, accentuando per� le intenzioni di regolamentazione dei mercati finanziari.

Altri 105 miliardi sul tavolo, per fronteggiare la pesante crisi economico-finanziaria globale: i 27 leader europei lasciano Bruxelles lanciando un messaggio di unit� in vista del vertice G20 di aprile. Tenuta ferma l'intenzione di non seguire gli Stati Uniti sulla via dei maxipiani di stimolo, gli europei hanno comunque lanciato segnali importanti ai mercati: 75 miliardi andranno al Fondo Monetario Internazionale, 25 ai prestiti per i Paesi dell'Est Europa in difficolt�, 5 ai progetti energetici. Secondo il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso, i 27 hanno deciso di rispondere in modo coerente alla crisi economica, finanziaria e occupazionale, con azioni coordinate su tutti i fronti. Forte il richiamo, molto europeo peraltro, alla regolamentazione dei mercati finanziari: in vista del G20 l'Europa punter� a una supervisione pi� rigorosa delle istituzioni finanziarie, che si baser� sulle conclusioni del rapporto firmato dal gruppo "de Larosiere". I 27 hanno ribadito la linea dura contro i paradisi fiscali. Sul fronte economico, invece, sono stati messi a tacere gli allarmismi su possibili default di Paesi dell'Eurozona. Sul banco degli imputati � finita intanto ancora una volta la Francia, tanto che lo stesso presidente Sarkozy ha dovuto giustificarsi: l'annuncio di uno spostamento produttivo della Renault dalla Slovenia a Parigi, ha fatto ricomparire lo spettro del protezionismo. Lubiana ha smorzato i toni, ma la Commissione Europea vuole vederci chiaro.

20/3/2009


105 miliardi di euro: � la somma cumulativa dei tre interventi su cui i 27 leader europei hanno trovato l'accordo oggi a Bruxelles per contrastare gli effetti della crisi.


La maggior parte dei soldi, 75 miliardi, andranno al Fondo Monetario Internazionale, per sostenere gli sforzi del'organizzazione economica a sostegno dei Paesi pi� in difficolt�. 25 miliardi prenderanno invece la strada degli Stati membri dell'Europa centro-orientale pi� colpiti dalla crisi, mentre 5 miliardi andranno a progetti energetici (450 a progetti che coinvolgono l'Italia, un risultato superiore alle aspettive). I 27 hanno ribadito inoltre la loro contrariet� a pompare ulteriore denaro nelle economie, come richiesto dagli Stati Uniti. Per il presidente francese Nicolas Sarkozy, c'� unit� tra i 27 in vista del G20 di Londra: un'unit� che si riflette soprattutto nella determinazione a varare nuove misure di regolamentazione dei mercati. Proprio la Francia, per�, si � trovata nell'occhio del ciclone di un nuovo caso protezionismo, dopo che la casa automobilistica Renault ha annunciato che sposter� parte della produzione dalla Slovacchia a Parigi per creare 400 posti di lavoro Oltralpe.

17/3/2009

L'Europa pronta al boicottaggio della conferenza Urban 2 dell'Onu sul razzismo. I 27 chiedono il ritiro dei paragrafi pi� antisemiti della dichiarazione.

Fronte comune dell'Europa in vista della conferenza sul razzismo in programma a fine aprile a Ginevra: i 27 Ministri degli Esteri, riuniti ieri a Bruxelles, si oppongono al testo della dichiarazione finale cos� come presente nelle bozze attuali -cinque i paragrafi incriminati-  e sono pronti ad appoggiare la nuova versione proposta dall'Olanda. Via quindi qualsiasi riferimento razzista verso Israele, s� a una versione depurata -per dirla con il Ministro italiano Franco Frattini, tra i maggiori sostenitori del boicottaggio- da approcci antisemiti  o limitazioni della libert� di espressione. L'Italia, insieme a Germania, Olanda ed altri Paesi del nord Europa, si � presentata ieri a Bruxelles con l'intenzione di smuovere le acque, portando a casa -a fine giornata- un risultato superiore alle aspettative, con un'Europa unita sul tema come raramente ormai accade. Anche Francia e Gran Bretagna, su posizioni meno dure di Roma e Berlino, hanno fatto intendere che un cambiamento del testo � necessario, dopo che pure Canada e Stati Uniti, al di l� dell'Atlantico, hanno detto "no, grazie" all'invito dell'Onu. Il testo olandese, molto pi� snello rispetto a quello attualmente sul tavolo, passer� alle Nazioni Unite dopo le necessarie limature: un suo rifiuto potrebbe causare il ritiro dell'Unione Europea. Una mossa molto pi� che simbolica.
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