NEWS OF THE DAY
16/3/2009

Occupazione ancora in calo in Europa, secondo i dati Eurostat. Male anche la produzione industriale negli Stati Uniti.

Quasi 700mila persone hanno perso il lavoro in Europa nel quarto trimestre del 2008, con un calo percentuale di tre decimi rispetto al trimestre precedente. Oltre 450mila nella sola Eurozona. Il dato � particolarmente preoccupante, in quanto si tratta del primo calo per due trimestri consecutivi del livello di occupazione in Europa dal 1995. Il livello di occupati in Eurolandia si � cos� assestato a 145 milioni di persone. Il dazio peggiore, a livello comunitario, � stato pagato dalla Lettonia, con quasi il 3% degli occupati in meno, male anche la Spagna, intorno a meno 2%. L'Italia, con un -0,1%, si colloca al di sopra della media europea, dove a sorpresa la migliore risulta la Grecia (+0,6%). Su base annua, il dato occupazionale appare invariato sia in Eurolandia che nell'Unione presa nel suo complesso. Intanto, sull'altra sponda dell'Atlantico, preoccupa il dato sulla produzione industriale, a febbraio in calo dell'1,4%, risultando cos� di poco peggiore rispetto alle attese. A pesare soprattutto il crollo del mercato automobilistico e il calo delle esportazioni. L'unica ventata di ottimismo l'ha cos� portata il presidente della Fed Ben Bernanke, che ha ipotizzato una fine della recessione entro il 2009.

15/3/2009

"Pronti a tutto per rilanciare la crescita": il summit G20 dei Ministri delle Finanze lancia un messaggio condiviso di fiducia a un mondo in recessione. A inizio aprile saranno i venti leader a dover offrire le ricette su come raggiungere l'obiettivo.

L'impegno lo ha esplicitato in conferenza stampa il cancelliere dello scacchiere britannico Alistair Darling: "siamo preparati a prendere ogni misura necessaria fino a quando la crescita non sar� ripristinata'', ha detto citando il comunicato finale, due pagine di buone intenzioni divise in altrettanti punti fondamentali: stimolare la crescita globale e rafforzare le regole del sistema finanziario. Nello specifico, le misure indicate per stimolare la crescita si concentrano sul ripristino del credito, su politiche monetarie espansive da parte della banche centrali, e sull'aiuto alle economie emergenti, anche mediante un aumento significativo delle risorse per l'Fmi. Cifre non ce ne sono, in quanto Europa e Stati Uniti divergono sulla necessit� di nuovi piani di stimolo, ma almeno le intenzioni di fondo sono condivise. Nel secondo punto del documento compare il giro di vite in materia di mercati finanziari, in particolare su hedge funds e agenzie di rating. Nessuna intesa invece sulla lotta ai paradisi fiscali. Per il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il crollo delle esportazioni mondiali � il vero "problema dei problemi", mentre il Governatore di Bankitalia Mario Draghi delinea una strategia in tre mosse per ripristinare la fiducia

14/3/2009

"Pronti a tutto per rilanciare la crescita": il summit G20 dei Ministri delle Finanze mondiali cerca di lanciare messaggi rassicuranti a un mondo in recessione, mettendo da parte -almeno ufficialmente- le differenze sulle ricette da intraprendere.

Il G20 ha ''intrapreso azioni decise, coordinate ed esaurienti per rilanciare la domanda e l'occupazione. Siamo preparati a prendere ogni misura necessaria fino a quando la crescita non sar� ripristinata''. Il comunicato finale del summit dei Ministri delle Finanze, come spiegato dal cancelliere dello scacchiere britannico Alistair Darling, sceglie di focalizzarsi pi� su un messaggio rassicurante da inviare ai mercati e all'economia, che non sulle ricette concrete per uscire dalla crisi. Ma per il momento pu� bastare. Per i dettagli ci penseranno i leader mondiali ad aprile. Il documento finale uscito da Horsham ricalca le linee direttrici annunciate da Barack Obama in settimana: focus sulla crescita e maggiori regole per il sistema finanziario. Sul primo fronte i 20 Ministri attaccano il protezionismo e invocano come priorit� il ripristino dell'erogazione del credito. L'Fmi vedr� crescere le proprie risorse, mentre viene ribadita la volont� di mantenere politiche monetarie espansioniste. Per l'americano Tim Geithner, "serve una cornice comune per cambiare le  regole'' del mercato globale. Il documento lascia intravedere un giro di vite per hedge funds ed agenzie di rating. Per il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ''il motore di ricerca verso standard di regole e principi e' partito, ma oggi il problema dei problemi e' l'export".
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