NEWS OF THE DAY
14/3/2009

L'Europa si prepara a dichiarare guerra ai paradisi fiscali presenti nel Vecchio Continente. Che, fiutata l'aria, lanciano importanti segnali di apertura.


La resa � arrivata a circa un anno di distanza dall'esplosione dello scandalo dei conti bancari nascosti in Liechtenstein, con conseguente stuolo di evasori fiscali: ieri Svizzera, Austria e Lussemburgo, ultimi capidsaldi del segreto bancario in Europa, hanno piegato la testa e hanno annunciato che coopereranno caso per caso, a fronte di concrete e giustificate richieste. Resta in piedi quindi la legislazione attuale, ma i segreti delle banche offshore saranno un po' meno tali. Gia l'altroieri anche Andorra e il Liechtenstein avevano annunciato mosse analoghe, mentre dal prossimo anno il Belgio abolir� tout court la norma sul segreto bancario. L'improvvisa disponibilit� di questi paradisi fiscali � giunta a fronte di una crescente pressione delle maggiori istituzioni internazionali: le bozze del prossimo Consiglio Europeo, in programma tra cinque giorni a Bruxelles, anticipano la predisposizione di una lista di paradisi fiscali, con relativo corredo di sanzioni. L'Europa, aggiungono le bozze, concorda sulla necessita' di ''proteggere il sistema finanziario da giurisdizioni non trasparenti, non cooperative e scarsamente regolate, compresi i centri off-shore''. Un processo che sar� messo in atto su impulso franco-tedesco e in tandem con l'Ocse. E che sar� anche oggetto di discussioni al G20.

13/3/2009

Sono cupe le prospettive economiche rese note ieri da alcuni dei principali istituti economici e monetari mondiali: da Washington a Francoforte, � una litania di previsioni al ribasso.

La peggiore recessione dagli anni '30, con un pil globale in flessione di uno o due punti nel 2009. Non usa mezzi termini il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick per fotografare lo stato dell'economia mondiale: "tempi pericolosi e gravi", li definisce, con l'Europa dell'Est particolarmente vulnerabile a questa ondata recessiva. Altra vittima il commercio, in caduta libera come mai da 80 anni a questa parte. Le stime di Zoellick hanno trovato immediato riscontro nelle dichiarazioni del portavoce dell'Fmi, che parla di previsioni globali in deterioramento e di una crescita economica probabilmente sottozero per la prima volta dal 1945. Le nuove stime sono giunte nel giorno in cui sono pervenuti nuovi dati negativi sul fronte della disoccupazione americana (con novemila posti di lavoro persi in una settimana), ma soprattutto in contemporanea col bollettino mensile della Bce, che non ha offerto ulteriori motivi di consolazione: l'economia mondiale "sta attraversando la pi� grave recessione da molti decenni", avverte la Banca Centrale Europea. Che lancia l'allarme conti pubblici: l'Italia e altri sei Paesi sfonderanno quest'anno il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil. Sul fronte dei tassi, invece, l'attuale uno e mezzo per cento assicurer� -per la Bce- la stabilit� dei prezzi sul medio termine, anche se -parola del presidente Trichet- nessuno ha mai detto che questa sia la soglia minima.

6/3/2009

E' stata una visita destinata a segnare una svolta nelle relazioni transatlantiche, quella compiuta oggi da Hillary Clinton a Bruxelles.

Il segretario di Stato americano ha incontrato una delegazione di giovani europei in un formato molto "made in Usa": una town hall, con domande e risposte a cui lei non si � sottratta. Poi si � vista con la troika europea, capitanata dal presidente di turno, il ceco Schwarzenberg. Il messaggio lanciato � stato chiaro: "Io e il presidente Obama intendiamo energizzare i legami tra Europa e Stati Uniti". Implicito il riferimento alle pesanti tensioni che hanno contrassegnato le relazioni durante la guerra in Iraq, con la spaccatura in due dell'Unione. E significativo pure il riferimento alla promozione di un'Europa forte per avere un partner forte al di l� dell'atlantico. Un cambio radicale rispetto alla dottrina del divide et impera praticata nell'era Bush. Per la Clinton sono numerosi i settori in cui Washington e Bruxelles possono collaborare: cambio climatico, lotta al terrorismo, contrasto della crisi economica. Il segretario di Stato americano vedr� questa sera a Ginevra la controparte russa Serghei Lavrov: gli Stati Uniti vogliono "cooperare" con la Russia, nonostante i molti punti di disaccordo tra le due potenze, ha detto la Clinton. Ieri i Ministri Nato, lo ricordiamo, hanno dato l'ok alla ripresa delle relazioni con Mosca.
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