NEWS OF THE DAY
28/2/2009

Il difficile momento dell'economia sar� al centro del vertice straordinario dell'Unione Europea, in programma domani a Bruxelles.


Sar� un pranzo di crisi per un vertice di crisi quello imbandito domani a Bruxelles dalla presidenza ceca dell'Unione. Solo tre rapide portate per non far andare indigesto un men� politico sul quale potrebbero volare i piatti. Sul tavolo ci sar� ancora la questione del protezionismo, che sia la Commissione Europea sia la presidenza di turno condannano un giorno s� e l'altro pure, ma sul quale Paesi come la Francia fanno orecchi da mercante. Bruxelles punta pure a un approccio comune dei 27 sia sugli assets tossici posseduti dalle banche, sia su un monitoraggio pi� stretto dei mercati finanziari. Ma l'obiettivo primario alla fine � sempre lo stesso: darsi un'ordine di scuderia definito, per evitare che gli aiuti nazionali alle industrie danneggino gli altri partner europei. A complicare le cose c'� la profonda crisi che attraversa le economie dell'Europa centro-orientale, al punto da spingerle a bussare con sempre maggiore insistenza alle porte dell'Eurozona. Non � un caso che nove di questi Paesi terranno domani un pre-summit, ennesimo prodotto di questa epidemia di vertici. Intanto da Washington il Ministro degli Esteri Frattini, che ieri ha incontrato il segretario di Stato Hillary Clinton, ha escluso che le misure anticrisi americane possano andare contro gli interessi dell'Europa. Per Frattini domani i 27 diranno un chiaro "no" al protezionismo.

25/2/2009

Ok di Bruxelles al programma di stabilit� italiano, anche se l'Europa chiede di non perdere di vista l'aggiustamento dei conti pubblici. E la Commissione torna a chiedere ai 27 di evitare approcci nazionalistici all'industria automobilistica.

Via libera, come previsto, dell'Unione Europea al programma di stabilit� italiano: Roma deve ''attuare le misure di bilancio per il 2009 come previsto'' e ''portare a termine'' l'aggiustamento strutturale dei conti per tutto il trennio considerato dal Programma di stabilit�. Per Bruxelles, per�, le cifre previste su deficit e debito "potrebbero essere peggiori nel caso la crescita economica fosse inferiore al previsto o se si materializzassero eccessi di spesa". Altro rischio � rappresentato dalle possibili ricapitalizzazioni bancarie, che potrebbero ulteriormente incrementare il debito pubblico. Bruxelles ha fornito pure un sostanziale via libera al pacchetto di misure anticrisi varato dal Governo italiano, invitandolo per� a migliorare la governance di bilancio e a sviluppare un nuovo quadro per il federalismo fiscale. Oggi la Commissione Europea � intervenuta anche a proposito del settore automobilistico: il titolare dell'Industria Guenther Verheugen ha chiesto ai leader europei, il cui vertice straordinario � previsto per domenica, di puntare a un coordinamento preventivo delle misure di aiuto all'industria dell'auto, onde evitare nazionalismi. Sempre secondo Verheugen, l'Unione Europea prender� le misure necessarie per fronteggiare eventuali approcci protezionistici americani.

25/2/2009

La pesante crisi economico-finanziaria porta i Paesi dell'Europa centro-orientale a chiedere una corsia preferenziale per l'ingresso nella zona euro, accorciando la tradizionale anticamera pari a due anni e mezzo.


La corsa allo scudo della moneta unica europea assume contorni fino a pochi mesi fa completamente estranei all'orizzonte politico ed economico comunitario: ad accelerare in questa direzione � stato ieri il premier ungherese Ferenc Gyurcsany. Il quale, al termine dell'incontro col presidente della Commissione Europea Jos� Barroso, ha chiesto una velocizzazione delle proceeure per l'ingresso nell'Eurozona dei Paesi dell'Europa centro-orientale. La risposta di Barroso � stata tiepida: "capisco il desiderio legittimo di entrare nell'euro", ha detto in sostanza, "ma l'ok spetta a Stati membri e Bce". Evidente la consapevolezza che l'Unione Europea non pu� permettersi un nuovo allargamento di massa, questa volta dell'Eurozona, dopo quello -politico- del 2004, i cui effetti indigesti si fanno sentire ancora oggi. Barroso ha comunque escluso scenari catastrofici per il sistema bancario dell'est del Continente: sulla stessa linea Marek Belka, direttore del Dipartimento Europa dell'Fmi. Intanto Bruxelles ha dato l'ok alla seconda tranche del prestito da sei miliardi e mezzo, concesso all'Ungheria nell'ambito del piano di salvataggio.
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