NEWS OF THE DAY
10/2/2009

Concluso oggi a Bruxelles il Consiglio Ecofin.

No al protezionismo, s� a un maggior coordinamento delle politiche economiche anticrisi: l'Europa prova a serrare in ranghi in vista di un periodo che sar� segnato da numerosi vertici internazionali, mettendo sul banco degli imputati ogni tentazione di chiusura nazionalistica. L'attacco, neppure troppo velato, � contro la Francia e i suoi aiuti alle case automobilistiche. "Vogliamo assicurare un chiaro "no" al protezionismo", ha detto il Ministro delle Finanze ceco Miroslav Kalousek, mentre la Commissione Europea -per bocca della titolare alla Concorrenza Neelie Kroes- ha criticato l'obbligo per i produttori francesi di mantenere la produzione Oltralpe. Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che a Bruxelles ha presentato il piano anticrisi da due miliardi, � intervenuto su aiuti di Stato e delocalizzazione. Altro discorso sull'approccio comune agli asset tossici presenti nelle banche, che possono potenzialmente inquinare ancora a lungo la finanza europea e mondiale. Come anticipato dal Commissario agli Affari Economici Almunia, ''nelle prossime settimane Bruxelles approntera' un documento che conterra' le linee guida necessarie". L'idea � quella di predisporre un ventaglio di soluzioni da cui i Paesi europei possano attingere. Tra questi, la costituzione di bad banks; una garanzia governativa sugli assets stessi; oppure ancora un ibdrido tra le due soluzioni.

10/2/2009

Potrebbe tenersi venerd� 27 febbraio il vertice straordinario europeo sulla crisi economica. Ieri l'Eurogruppo ha discusso di titoli tossici e a rischio, appellandosi alle aziende per evitare licenziamenti collettivi.

Liberare le banche europee dagli asset tossici e -soprattutto- coordinare meglio i piani anticrisi comunitari: mentre l'America si appresta a varare il maxipiano targato Barack Obama, l'Europa prova a tracciare una linea comune, dopo i tentativi pi� o meno riusciti del recente passato. In primo luogo la vexata quaestio del trattamento degli asset a rischio e dei titoli tossici ancora in circolazione. Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker � stato chiaro: "no a una misura unica per tutti", meglio una gamma di strumenti da cui pescare in base alle esigenze specifiche delle banche. Oggi l'Ecofin dovr� trovare un accordo, presumibilmente su un ventaglio di opzioni pi� ampio rispetto a quello della "bad bank". Ma la vera partita si gioca tutta intorno a una serie di vertici internazionali che -a partire dalla fine del mese- animeranno la scena economica mondiale: l'ultimo � stato annunciato ieri dalla presidenza ceca dell'Unione, dopo che l'asse franco-tedesco aveva insistito per un approccio coordinato. Apriti cielo: tutti i Ministri delle Finanze si sono detti d'accordo, ma hanno puntato il dito proprio contro il presidente francese Sarkozy e gli aiuti promessi alle case automobolistiche francesi, venati di clausole protezionistiche. Il Commissario Europeo all'Economia Joaquin Almunia si � fatto portavoce dell'appello europeo alle aziende, affinch� evitino licenziamenti di massa. Ieri sera primo esame anche per il piano di rilancio da due miliardi messo a punto dal Governo italiano.

9/2/2009

In corso a Bruxelles il vertice dell'Eurogruppo: al centro del summit la crisi economica internazionale. Ma si parler� anche di conti pubblici italiani.

C'� anche il programma di stabilit� italiano nel men� dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, in corso oggi e domani a Bruxelles, in un clima reso difficile dall'aggravarsi della crisi. Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha portato con s� in Belgio l'aggiornamento del programma, che prevede il debito schizzare a oltre il 110% del Pil gi� quest'anno, toccando il 112% il prossimo. In linea con le previsioni della Commissione Europea il calo del Pil nel 2009:-2%, con una ripresa lenta e anemica dello 0,3 a partire dal prossimo anno. L'Italia sforer� di sette e tre decimali i parametri di Maastricht rispettivamente quest'anno e il prossimo, per rientrare sotto il 3% solo nel 2011. In crescita fino a oltre l'8% la disoccupazione gi� dal 2009. Intanto a Bruxelles � palpabile la tensione sul difficile momento economico: se il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker torna a chiedere un maggiore coordinamento tra i Paesi europei, temendo una filosofia anticrisi da "ognuno fa per s�", la presidenza ceca dell'Unione Europea ricopia l'attivismo francese convocando, entro la fine di febbraio, un vertice informale straordinario dedicato proprio alla crisi. Per il presidente di turno europeo Mirek Topolanek, a determinare la convocazione del vertice � stata anche l'escalation protezionistica intrapresa proprio dal francese Nicolas Sarkozy, che potrebbe -testuali parole- portare a un prolungamento della crisi.
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