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| 8/2/2009 Svizzera oggi al voto per rinnovare o cancellare gli accordi di libera circolazione con l'Unione Europea. Una consultazione che interessa da vicino anche migliaia di italiani che vivono o lavorano oltre le Alpi. Probabile alta affluenza alle urne e risultato incerto fino all'ultimo: sono questi gli ingredienti di una domenica thriller nella solitamente tranquilla Svizzera. Lo strumento referendario, una tradizione di cui su fregia la Confederazione, potrebbe segnare una svolta -anche drammatica- nei rapporti con l'Europa. La consultazione non poteva arrivare in un momento peggiore, con i timori della crisi che contagiano ogni angolo del pianeta: cinque milioni di svizzeri dovranno decidere se confermare col "s�", estendendoli anche a Bulgaria e Romania, gli accordi di libera circolazione dei lavoratori con l'Unione Europea. Oppure rescinderli completamente, con un "no". L'Udc, primo partito svizzero, guidato dallo xenofobo Christian Blocher, soffia sul vento delle paure pi� nascoste: perdita del lavoro, abbassamento dei salari, aumento della criminalit�. Questo -sostengono- a causa dell'arrivo in massa di nuovi immigrati, soprattutto bulgari e rumeni. Il Governo e le organizzazioni imprenditoriali spingono invece per un rinnovo degli accordi con Bruxelles, ma le previsioni indicano solo un lieve vantaggio per i s�. Se vincessero i "no", i lavoratori europei transfrontalieri o residenti in Svizzera con permesso di soggiorno non perderebbero immediatamente i loro diritti: ma, una volta scaduto il permesso, dovranno ottenere un rinnovo ad personam. 7/2/2009 Il presidente francese Nicolas Sarkozy nella bufera in Europa per le sue dichiarazioni sulla crisi economica, rilasciate gioved�: dure reazioni da Londra e dalla presidenza dell'Unione Europea. Tempi duri, per Monsieur Sarkozy. Che, a forza di cavalcare l'onda nazionalista e protezionista, c'� rimasto impigliato. Il primo a infuriarsi per la sua intervista televisiva di gioved� sera � stato il premier britannico Gordon Brown. Quel riferimento del presidente francese agli errori inglesi nella gestione della crisi e le sue critiche al taglio dell'Iva, messo in atto dal Governo di Londra, hanno fatto storcere il naso alla diplomazia d'Oltremanica, che ha dovuto pure ingoiare le critiche francesi sulla gestione delle recenti proteste anti-italiani. Ieri mattina la linea telefonica tra l'Eliseo e Downing Street � stata particolarmente calda: alla fine, con tipica ironia anglosassone, un portavoce di Brown ha affermato che l'Eliseo ha rassicurato il Governo inglese circa le dichiarazioni di Sarkozy. Che non sottintendevano alcuna critica alla politica economica britannica. "Cos� va bene", ha chiosato il portavoce. Chiuso, a parole, un fronte, se ne apriva subito un altro: la presidenza ceca dell'Unione Europea, mai troppo amica di Parigi, coglieva l'occasione al volo per bastonare, un po' irritualmente, l'odiato Sark�: "il tentativo di usare la crisi finanziaria per introdurre forme di protezionismo pu� solo rallentare e minacciare la ripresa dell'economia europea", scriveva il premier Mirek Topolanek. 6/2/2009 Il Brasile tenga conto della sentenza italiana sul caso Battisti. Lo ha chiesto ieri l'Europarlamento con una risoluzione. In un'aula deserta, dover erano presenti appena 54 deputati su 785, l'Europarlamento ha approvato ieri una risoluzione che sostiene la richiesta italiana di estradizione di Cesare Battisti dal Brasile. Una maggioranza trasversale, cui si sono opposti solo Verdi e sinistra europea, ha chiesto allo Stato sudamericano di tenere conto della sentenza emessa dall'Italia, Paese dell'Unione Europea. Anche perch�, come lascia intendere il testo della risoluzione, una sfiducia verso il sistema giudiziario italiano pu� essere interpretata come una sfiducia verso l'Unione stessa. La seduta � stata caratterizzata pure dal minuto di silenzio chiesto dalla eurodeputata di An Roberta Angelilli in memoria delle vittime del terrorismo e dei loro famigliari. La Commissione Europea, nella persona peraltro un po' fuori posto della titolare all'Agricoltura Marianne Fischer Boel, ha ribadito la propria impotenza nel fare pressioni sul Brasile a nome dell'Europa: ''il Trattato europeo e' molto chiaro. I nostri poteri in materia penale sono limitati ai Ventisette. Bruxelles" -ha osservato la Fischer Boel- "pu� agevolare l'estradizione interna, ma non ha competenza nella cooperazione penale con Paesi terzi''. Dalla rappresentanza del Brasile a Bruxelles poco di nuovo. Solo una captatio benevolentiae all'Italia: la concessione dello status di rifugiato non rappresenta un atto di ostilit� tra Stati, � stato fatto sapere. |
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