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| 5/2/2009 S� dell'Europarlamento all'estradizione di Cesare Battisti dal Brasile all'Italia. In un'aula deserta da Europarlamento in disarmo pre-weekend, 46 deputati favorevoli contro 8 contrari hanno chiesto al Brasile di riconsiderare la decisione sulla mancata estradizione in Italia di Cesare Battisti. "Il Brasile tenga conto della sentenza emessa da uno Stato dell'Unione Europea", recita la risoluzione, sostenuta trasversalmente da Popolari, Socialisti, Liberali e Destra europarlamentare. Nella risoluzione si menziona anche il fatto che la Francia ha autorizzato la sua estradizione in Italia, e che un ricorso dello stesso Battisti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo era stato dichiarato inammissibile. Il testo contiene pure un esplicito attacco al Brasile, che non sembra riporre fiducia nel sistema giudiziario italiano. Per gli eurodeputati questa decisione ''puo' essere interpretata come una manifestazione di sfiducia nei confronti dell'Unione europea. La Commissaria Europea Marianne Fischer Boel, intervenuta in Aula a nome dell'esecutivo comunitario, ha ribadito che ''non c'� per� alcun mandato a intervenire'' nel caso della mancata estradizione di Battisti. ''Il Trattato europeo e' molto chiaro: i nostri poteri in materia penale sono limitati ai Ventisette. Bruxelles" - ha osservato la commissaria - "puo' agevolare l'estradizione interna, ma non ha competenza nella cooperazione penale con paesi terzi''. 5/2/2009 Nessun ricorso dell'Europa, almeno per ora, all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro gli Stati Uniti, in merito alla contestata clausola "Buy American" contenuta nel maxipiano di salvataggio dell'economia attualmente all'esame del Congresso. Tregua, almeno per ora, nelle relazioni commerciali tra Europa e Stati Uniti: la Commissione Europea, per bocca della titolare al Commercio Catherine Ashton, ha deposto temporaneamente l'ascia di guerra verso Washington, incoraggiata dalle parole del presidente americano Barack Obama. Il quale, a proposito della clausola "Buy American" - "compra americano", contenuta nel progetto di piano economico anticrisi da 825 miliardi di dollari, ha rassicurato l'Unione Europea: "Sarebbe un grosso errore inviare un messaggio protezionista in un momento come questo'', ha detto Obama, raccogliendo il plauso -al di qua dell'Atlantico- della baronessa Ashton. "Sono incoraggiata dalle sue parole", ha dichiarato la Commissaria Europea. Sulla clausola Buy American, che prevede di riservare alle imprese americane, in particolare ai produttori di acciaio, una parte degli appalti pubblici legati al prossimo piano infrastrutturale, Bruxelles aveva fatto la voce grossa, lasciando intendere l'intenzione di ricorrere al Wto. Obama ha promesso di modificarla: l'Europa attende, conscia per� che le tentazioni protezionistiche dilagano anche al proprio interno. Bruxelles ha attaccato ieri pure la Francia, minacciando una procedura di infrazione, dopo che Parigi aveva ipotizzato una clausola a favore della componentistica auto "made in France". 4/2/2009 Il centro di prima accoglienza degli immigrati a Lampedusa ieri al centro di un dibattito all'Europarlamento. Forse in arrivo dall'Europa nuovi fondi per l'isola siciliana. "Se l'Italia lo riterr� necessario, la Commissione Europea � disposta ad esaminare la richiesta di nuovi fondi europei per il 2009, nell'ottica di un miglioramento delle strutture di accoglienza in Sicilia": le parole del Commissario alla Giustizia Jacques Barrot hanno riportato un po' di calma ieri nell'Europarlamento, rasserenando le polemiche incrociate tra centrosinistra e centrodestra italiani. Che, sulla questione del centro di accoglienza di Lampedusa, hanno innescato un acceso scontro politico. Il dibattito in sede europea, nato per portare alla luce la situazione preoccupante dell'isola siciliana, ha visto i deputati di centrosinistra suggerire a Barrot una visita a sorpresa del centro, che -denunciano- si trova in condizioni aberranti. Molti di loro hanno parlato di "fallimento del Governo Berlusconi" nel gestire l'emergenza. Di tutt'altro segno le dichiarazioni del centrodestra, che sottolinea invece come l'Italia paghi un prezzo sproporzionato in tema di immigrazione rispetto all'impegno complessivo dell'Unione Europea. Barrot, che ha ricordato anche come la Commissione ha approvato recentemente un aiuto d'emergenza da sette milioni di euro, ha toccato il nodo cruciale della cooperazione con la Libia sull'immigrazione, e ha ricordato i progressi dell'Europa nell'armonizzazione legislativa relativa ai rimpatri e alle richieste d'asilo. |
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