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| 3/2/2009 "Le probabilit� che Londra entri nell'euro sono molto elevate". Lo ha affermato da Madrid il Commissario Europeo all'Economia Joaquin Almunia. La dichiarazione ha fatto sobbalzare sulla poltrona pi� di un invitato al foro Abc di Madrid: Joaquin Almunia, il temuto guardiano del patto di stabilit� europeo, ha ipotizzato un ingresso a breve nell'euro della pattuglia di Paesi pi� euroscettici del Vecchio Continente: in testa la Gran Bretagna, seguita da Danimarca e Svezia. Quello che non � riuscito a Tony Blair negli anni pi� eurofili della Cool Britannia potrebbe prodursi come effetto della pesante crisi economica, fa intendere Almunia. Che contrattacca: "c'� una crisi finanziaria, ma non c'� una crisi dell'euro". Anzi, per Almunia l'euro ha rappresentato uno scudo verso una crisi che -ipotizza- per quanto profonda, durer� "uno o due anni, non cinque o sei". Il Commissario Europeo, che mette in guardia dal montare di tentazioni protezionistiche al di qua e al di l� dell'Atlantico, ha anticipato che al prossimo G20 di aprile sar� sul tavolo l'ipotesi -peraltro di difficile realizzazione- di creare delle banche spazzatura, in cui convogliare gli asset tossici attualmente in possesso degli istituti di credito. Ma lo "scudo Europa" appare ormai una tentazione che si manifesta persino a latidudini ben pi� settentrionali: � di ieri la notizia che l'Islanda, Paese a rischio bancarotta, intende modificare la Costituzione per entrare al pi� presto nell'Unione Europea. 30/1/2009 Anche oggi l'economia protagonista del World Economic Forum a Davos. Eurobond e de-tax per combattere la crisi: il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti sceglie il palco di Davos per rilanciare due suoi cavalli di battaglia. Sugli eurobond Tremonti ha riconosciuto come rappresentino una soluzione gi� proposta in passato, ma tornata d'attualit� negli ultimi tempi. La de-Tax, secondo il titolare di via XX Settembre, dovrebbe invece finanziare interventi a favore dell'Africa. Ironico Tremonti lo � stato nei confronti dell'Inghilterra, quando ha affermato che i nostri istituti non parlano inglese. Definendoli pi� solidi rispetto a quelli d'Oltremanica. Tremonti ha lanciato pure la proposta "pi� regole, anzich� pi� capitali", per uscire dall'attuale anarchia finanziaria. A Davos ha tenuto banco anche la situazione economica in Europa: se il presidente della Bce Jean Claude Trichet non ha escluso un ulteriore ribasso dei tassi di interesse sotto il 2%, il Commissario agli Affari Economici Joaquin Almunia ha tranquillizzato sugli scenari catastrofici di una spaccatura dell'Eurozona, sotto la spinta delle crescenti divergenze tra le economie nazionali. Infine l'intervento dell'ex presidente americano Bill Clinton: che ha ammesso le colpe statunitensi dell'attuale crisi, ma ha invitato gli altri Paesi a collaborare. Clinton ha espresso fiducia sulle capacit� del team scelto dal neopresidente Obama. 28/1/2009 Riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020, per un investimento globale pari a 175 miliardi di euro l'anno. La Commissione Europea accelera sui piani climatici: l'obiettivo � non permettere un riscaldamento terrestre superiore a due gradi rispetto a livelli preidnustriali. Si inserisce sulla scia del New Deal ambientale di Barack Obama la proposta della Commissione Europea sulle politiche climatiche in vista del vertice di fine anno a Copenhagen, quando i principali Paesi mondiali cercheranno di trovare un accordo sul periodo post-Kyoto. Il Commissario Europeo all'Ambiente Stavros Dimas ha presentato un pacchetto di iniziative persino pi� ambiziose rispetto al piano su clima ed energia varato a dicembre dai 27 leader comunitari: l'obiettivo � un taglio delle emissioni di gas serra pari al 30% da parte dei Paesi sviluppati entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. Un limite che per i Paesi in via di sviluppo potrebbe essere contenuto tra il 15 e il 30%. Gli investimenti globali per ridurre le emissioni dovrebbero essere pari a 175 miliardi di euro l'anno, oltre la met� dei quali andr� investita proprio nei Paesi in via di sviluppo. Per sostenere gli sforzi finanziari l'Europa propone l'istituzione -entro il 2015- di un mercato delle emissioni di carbonio, a copertura dell'Ocse. Un mercato che potrebbe pure costituire un'espansione dell'attuale sistema europeo di emissioni. Intanto il premio Nobel al Gore da Washington sammonisce il Congresso americano: il riscaldamento del pianeta sta per raggiungere un punto di non ritorno, che puo' provocare danni irreversibili. |
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