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| 26/1/2009 Medio Oriente. Dopo l'incontro -pochi giorni fa- con il Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, l'Unione Europea ha riunito ieri a Bruxelles i principali diplomatici dell'area, per discutere della crisi a Gaza. Preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza, necessit� di riconciliare le due anime palestinesi, quella cisgiordana e quella della Striscia, appoggio alla mediazione egiziana per una prosecuzione del cessate il fuoco, lavoro diplomatico per arrivare alla soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese. Cos� il presidente di turno dell'Unione Europea, il ceco Karel Schwarzenberg, ha riassunto i risultati della cena dei Ministri degli Esteri comunitari con i colleghi egiziano, turco, giordano e palestinese. Schwarzenberg � stato estremamente chiaro sulla posizione europea verso Hamas. "Potremmo avviare contatti solo se rinunciasse al terrorismo", ha detto. Intanto il Ministro degli Esteri Franco Frattini, a nome dell'Italia, ha portato a Bruxelles un piano in tre punti: interventi umanitari e ricostruzione nella Striscia di Gaza; riapertura dei valichi, con la riattivazione della missione europea, e appoggio allo sforzo diplomatico egiziano per una riconciliazione palestinese. Anche il titolare degli Esteri britannico David Miliband ha ribadito l'assoluta indispensabilit� della riunificazione del popolo palestinese. Da oggi sar� in Medio Oriente l'Alto Rappresentante Europeo Javier Solana, la cui missione si intreccer� con quella del nuovo inviato americano George Mitchell. 16/1/2009 Vertice straordinario oggi a Bruxelles dei Ministri Europei dell'industria. Al centro del summit le possibili misure straordinarie per sostenere il setrtore dell'auto, in profonda crisi. I dati tutt'altro che rassicuranti sulla vendita delle auto in Europa, con un calo a dicembre superiore al 17%, che ha portato il ribasso annuale a poco meno di otto punti, spingono l'Europa a chiamare a raccolta i propri Ministri dell'Industria, per fare il punto su quella che si profila come una vera e propria emergenza di settore. L'iniziativa � stata intrapresa dal Commissario all'Industria Guenther Verheugen: il quale, provenendo da un Paese dove il comparto automobilistico rappresenta un settore di peso nell'economia nazionale, ha tutto l'interesse ad allargare le maglie comunitarie in tema di aiuti di Stato. Anche a costo di aprire un conflitto interno con la collega alla Concorrenza Neelie Kroes, che sul tema preferisce procedere a piccoli passi. Nell'Unione Europea il Paese che ha mostrato maggiore decisione nella concessione di aiuti all'industria automobilistica appare la Francia, dopo che il premier Francois Fillon ha annunciato che il Governo transalpino sta considerano finanziamenti quasi diretti alle grandi case. L'Italia, che finora ha mantenuto un atteggiamento piuttosto immobile sulla crisi del settore, intende rimettersi al treno europeo, come ribadito ieri dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Secondo il quale la decisione per un eventuale sostegno al settore automobilistico pu� essere "oggettivamente europea". 15/1/2009 L'Europa minaccia di adire alle vie legali per imporre la ripresa delle forniture di gas russo, interrotre da oltre una settimana. Centinaia di migliaia le persone al freddo nell'est del Continente e nei Balcani. Non sembra apparire alcuna soluzione all'orizzonte della kafkiana disputa sul gas tra Europa, Russia e Ucraina. La proposta del presidente russo Dmitri Medvedev, avanzata ieri sera, per un vertice sabato fra le parti in causa, � stata rispedita al mittente da Kiev: per l'omologo ucraino Viktor Yuschenko non � ipotizzabile che uno degli attori protagonisti della contesa ospiti pure il summit della pace. Meglio organizzarlo in Europa, anche se da Bruxelles per ora non � arrivata alcuna risposta. Al momento i due avversari continuano a scambiarsi accuse reciproche: Mosca rinfaccia a Kiev di bloccare il transito del gas, l'Ucraina replica accusando la Russia di aver scelto una via di rifornimento che rende tecnicamente impossibile il flusso di metano. Le prime vittime di questa crisi sono i Paesi dell'Europa orientale e dei Balcani, dove sono ormai centinaia di migliaia le persone al freddo per mancanza di riscaldamento: la Bulgaria ha dovuto chiudere scuole e uffici pubblici, la Slovacchia ha riserve per dieci giorni. A rassicurare gli italiani � intervenuto il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola. L'Europa si mantiene per ora equidistante, puntando all'obiettivo della ripresa delle forniture: il presidente della Commissione Jos� Barroso ha minacciato il ricorso alle vie legali per risolvere una disputa "inaccettabile e incredibile". |
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