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| 12/1/2009 Dovrebbero riprendere domani mattina alle 8 ora italiana le forniture di gas russo all'Europa. L'annuncio � arrivato nel primo pomeriggio. E' giunta forse al capolinea la disputa del gas tra Russia e Ucraina : l'annuncio a Bruxelles del numero due di Gazprom, Alexandr Medvedev, che ha finalmente fornito una data e un'ora precisa per la ripresa delle forniture, potrebbe spazzar via -condizionale d'obbligo- gli ultimi ostacoli alla risoluzione di una crisi che ha tenuto al freddo per una settimana decine di migliaia di case nell'est europeo, facendo scattare l'allarme anche in Occidente. Risolutiva l'ennesima firma -si spera l'ultima- del patto per il monitoraggio del transito di gas. Sempre che, ha precisato Medvedev, Kiev non riprenda a sottrarre metano. Il patto era gi� stato concluso ieri, ma era stato stracciato da Mosca dopo l'apparizione di una sgradita postilla ucraina, provvidenzialmente ritirata prima della firma di un nuovo accordo. L'annuncio di Gazprom � giunto in contemporanea al vertice straordinario dei Ministri europei dell'Energia: il Ministro alle Attivit� Produttive Claudio Scajola ha previsto un arrivo del gas in Europa e in Italia entro due o tre giorni, tempo tecnico necessario all'attraversamento del territorio ucraino. Scajola ha pure annunciato che l'Italia si candida ad ospitare un vertice tra le parti coinvolte per porre fine una volta per tutte alla controversia, che si trascina ormai da tre anni. 11/1/2009 Il presidente russo Dmitri Medvedev ha bloccato l'attuazione del protocollo sul monitoraggio del gas russo per l'Europa via Ucraina finche' non saranno chiarite alcune presunte contraddizioni nel documento. ''Siamo costretti a considerare il documento firmato non valido..." Mosca sostiene che al documento sono state aggiunte a Kiev alcune postille non concordate con la parte russa. Ha quindi assunto i contorni di una farsa, politicamente manipolata, la crisi del gas tra Russia ed Ucraina, con l'Unione Europea nel ruolo di terzo incomodo, sebbene suo malgrado. Per Bruxelles � tutto pronto alla ripresa delle forniture: un messaggio che l'Europa sta urlando ai quattro venti, prima con un comunicato della presidenza ceca, nel quale si mette nero su bianco come il testo dell'accordo per il monitoraggio del transito del gas sia stato recapitato a entrambi i contendenti, poi con un comunicato della Commissione Europea, che dice senza mezzi termini: "non c'� alcun motivo per ulteriori ritardi". Il presidente russo Dimitry Medvedev ha fatto melina per tutta la giornata, ponendo due nuove condizioni meramente formali. L'ennesima prova di forza russa nasconde i veri obiettivi della manovra dell'establishment del Cremlino: mettere le mani sulla privatizzazione dei gasdotti ucraini, come affermato in un'intervista dal premier Vladimir Putin. 11/1/2009 Accordo raggiunto tra Europa e Russia sulla guerra del gas. Manca ora la firma di Kiev. Intanto il governo slovacco ha deciso di far fronte alla crisi energetica riattivando un secondo reattore della centrale nucleare di Jaslovske Bohunice, arrestato il 31 dicembre scorso. L'accordo c'�, dopo una settimana vissuta pericolosamente, soprattutto nei Paesi pi� orientali dell'Europa continentale: il presidente di turno comunitario Mirek Topolanek � volato ieri a Mosca, dove ha sottoscritto con il russo Vladimir Putrin un protocollo per il monitoraggio internazionale del gas in transito verso l'Unione, di passaggio attraverso l'Ucraina. Il protocollo definisce le modalit� del monitoraggio stesso e la la composizione della commissione che vigiler� sul rispetto degli accordi: vi parteciperanno esperti russi, ucraini ed europei, insieme a rappresentanti delle compagnie importatrici. Nella conferenza stampa, seguita a un incontro durato cinque ore, Putin ha annunciato che i rubinetti delle forniture riapriranno non appena il meccanismo di controllo entrer� in vigore. Putin non ha risparmiato nuovi attacchi contro Kiev, minacciando ulteriori riduzioni di forniture in caso di altri furti di gas da parte ucraina e accusando l'ex repubblica sovietica di aver provocato il blocco delle forniture. Restano intanto aperti gli interrogativi su quando il gas riprender� effettivamente a fluire all'altro capo delle condutture, quelle europee. Non prima di due o tre giorni, si stima, una volta riattivato il flusso. Ora manca solo la firma dell'Ucraina per porre la parola fine alla crisi del gas. |
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