NEWS OF THE DAY
10/1/2009

Ancora nessun segnale da Mosca per una ripresa delle forniture di gas all'Europa. Per Bruxelles l'Italia � tra i Paesi pi� colpiti dalla crisi, ma con una situazione gestibile, grazie anche alle misure prese.


Appare avviata a una conclusione positiva, dopo giorni di pesanti tensioni, la disputa del gas tra Russia, Ucraina e Unione Europea. L'accordo sulla ripresa delle forniture appare cosa fatta, almeno a parole, ma i flussi non sono ancora ripresi: ieri l'arrivo a Kiev di un primo team di osservatori europei ha sbloccato l'empasse, al punto che nel pomeriggio la Commissione annunciava soddisfatta: "tutte le condizioni sono soddisfatte per un'immediata ripresa delle forniture". Ottimismo eccessivo, frutto del ragionamento secondo cui un team di 20 persone, preposto al controllo dei volumi in ingresso e in uscita dall'Ucraina, potesse offrire a Mosca le garanzie necessarie. Cos� per� non era, al punto che poche ore dopo il presidente di turno dell'Unione, il ceco Mirek Topolanek, strappava all'omologo ucraino Yuschenko l'ok a consentire l'accesso anche a osservatori russi. Oggi Topolanek sar� a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Intanto a Bruxelles sono state decise misure d'emergenza per affrontare la crisi, quali l'incremento della produzione di gas in cinque Paesi europei e l'ottimizzazione dello sfruttamento delle riserve disponibili tra le nazioni pi� colpite. Le misure saranno esaminate luned� nel vertice straordinario dei Ministri europei dell'Energia. Ora si lotta contro il tempo: centinaia di migliaia di case nell'est Europa sono al freddo.

1/1/2009

La Francia cede il primo gennaio la guida dell'Unione Europea alla Repubblica Ceca. Ma a Praga soffiano venti euroscettici.

E' ancora l'est a segnare l'inizio d'anno nel Vecchio Continente: se dodici mesi fa fu la Slovenia il primo Paese dello storico allargamento del 2004 ad assumere la guida dell'Unione Europea, nel 2009 tocca alla Repubblica Ceca. Un evento che coincide con l'ingresso della Slovacchia nell'Eurozona, sedicesimo Paese ad adottare la moneta unica. Ma � su Praga che si concentra tutta l'attenzione politico-mediatica: in un clima da operetta e commedia degli equivoci uno dei Paesi pi� euroscettici del Continente si appresta -ironia della sorte- a prendere in mano le redini comunitarie in uno dei momenti pi� critici della storia europea. Le tre "E" -economia, energia e politica estera- faranno da bandiera al semestre ceco, che in realt� servir� quasi solo a traghettare l'Europa verso le elezioni dell'Europarlamento a giugno, il rinnovo della Commissione in autunno e l'auspicata entrata in vigore del Trattato di Lisbona a ottobre. Salvo emergenze, che di questi tempi sono all'ordine del giorno, e sulle quali la Repubblica Ceca tester� per davvero le proprie capacit� di leadership. Il burrascoso semestre francese insegna. Il tutto mentre dall'alto del Castello di Praga l'euroscettico presidente Vaclav Klaus cercher� di minare, giorno dopo giorno, l'azione di un Governo debole, che si prepara a un semestre vissuto pericolosamente.

24/12/2009

"L'Europa pu� uscire rafforzata dall'attuale crisi, affermandosi come un'unione politica oltre che economica".

E' un Lorenzo Bini Smaghi ottimista quello che, pur nei difficili frangenti dell'attuale fase di recessione, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. Il membro del comitato esecutivo della Bce, parlando a un forum dell'Agenzia Ansa, pone come condizione l'azzeramento del sistema della finanza, con un ritorno all'economia "solida", del capitale, al posto di quella dell'ingegneria finanziaria.Bini Smaghi sconsiglia ulteriori provvedimenti a sostegno della domanda, che potrebbero portare a sforamenti del patto di stabilit�, e bacchetta l'Italia sul mancato utilizzo del tesoretto, che -spiega- poteva essere impiegato per ridurre il disavanzo degli ultimi due anni. Se ci� fosse stato fatto, aggiunge, ora ci sarebbe spazio per una riforma degli ammortizzatori sociali. Bini Smaghi non si sbilancia sul possibile nuovo taglio dei tassi Bce a gennaio, ma prevede un calo dell'inflazione sotto il 2%. Infine uno sguardo al contesto internazionale: sar� l'asse euroamericano, per Bini Smaghi, a trascinare il mondo fuori dalla crisi.
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