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| 8/12/2008 E' una settimana decisiva quella che si apre oggi in Europa per le sorti dell'ambiente: gioved� e venerd� il Consiglio Europeo che dovr� varare l'ambizioso pacchetto clima-energia. L'asse franco-tedesco suona la carica in vista del rush finale per il negoziato sul pacchetto clima-energia dell'Unione Europea: in una nota, il francese Sarkozy e la tedesca Merkel hanno ribadito la volont� di veder sancito con un accordo il maxipiano per ridurre le emissioni di gas serra del 20%, aumentando della stessa percentuale sia l'efficienza energetica che la quota di rinnovabili: il tutto entro il 2020. Berlino nasconde per ora sotto il tappeto le proprie recriminazioni, relative soprattutto ai costi per le industrie derivanti dai permessi per le emissioni: l'attenzione politica resta quindi tutta concentrata su nove Paesi dell'Est, che chiedono pi� tempo e maggiori quote di allocazioni gratuite per i propri impianti a carbone, superinquinanti. Sabato il presidente di turno europeo Sarkozy ha presentato loro a Danzica un'offerta, che concederebbe forti sconti sul pagamento delle quote fino al 2016. Ma ufficialmente i progressi sono stati minimi. Sembra invece giocare una partita a s� l'Italia, che concentra i suoi sforzi diplomatici sui tavoli di Bruxelles: Roma difende in particolare gli interessi del settore manifatturiero, per evitare che costi eccessivi spingano le aziende alla delocalizzazione, mentre appare totalmente isolata sulla richiesta di una clausola di revisione relativa alle quote di energie rinnovabili. 6/12/2008 Via libera ieri dell'Unione Europea ai finanziamenti all'Italia, per tre grandi progetti infrastrutturali: la Torino-Lione, il traforo del Brennero e la linea Trieste-Divaca. Oltre un miliardo e 700 milioni di euro stanziati su undici progetti, otto dei quali riguardano da vicino il nostro Paese. Un intervento che -per il Commissario Europeo ai Trasporti Antonio Tajani- rappresenta solo l'inizio. Il grosso della somma, 845 milioni, saranno destinati al corridoio 1, per finanziare la galleria del Brennero che collega Italia e Austria; 676 si concentreranno invece sulla linea ferroviaria Torino-Lione, perno del corridoio 5. Sempre sulla stessa tratta confluiranno altri 70 milioni, che andranno a finanziare progetti tra Friuli e Slovenia, mentre gli ultimi cinque saranno dirottati a modernizzare il nodo ferroviario di Genova. Come ha sottolineato Tajani, Bruxelles intende dare un segnale forte, in tempi di crisi, in materia di investimenti nelle infrastrutture. Ma chiede ora una reazione positiva anche da parte degli Stati e dei privati. Solo sette mesi fa il suo predecessore Jacques Barrot aveva denunciato una situazione fallimentare sulle reti transeuropee: su 30 progetti prioritari lanciati nei primi anni 2000, solo un terzo risultava completato, e una parte significativa rischiava di mancare l'obiettivo finale del completamento nel 2020. Barrot parl� anche di costi in ascesa di oltre il 15%, a 263 miliardi di euro. 5/12/2008 Via libera dell'Unione Europea ai finanziamenti all'Italia, relativi a tre grandi progetti infrastrutturali: la Torino-Lione, il traforo del Brennero e la linea Trieste-Divaca. Un miliardo e 700 milioni di euro per undici progetti, di cui otto riguardano l'Italia. Un intervento che -nelle parole del Commissario Europeo ai Trasporti Antonio Tajani- rappresenta solo l'inizio. 676 milioni si concentreranno sulla linea ferroviaria Torino-Lione, perno del corridoio 5, la quasi totalit� dei quali dar� devoluta a studi e opere per la sezione transfrontaliera; 845 finiranno invece al corridoio 1, per finanziare la galleria del Brennero che collega Italia e Austria. Poco pi� di 70 resteranno sul corridoio 5, ma andranno a finanziare progetti tra Friuli e Slovenia, mentre cinque saranno dirottati a modernizzare il nodo ferroviario di Genova. Come ha sottolineato Tajani, Bruxelles intende dare un segnale forte, in tempi di crisi, in materia di investimenti nelle infrastrutture. Gi� a maggio il suo predecessore Jacques Barrot aveva denunciato una situazione fallimentare: sui 30 progetti prioritari lanciati nei primi anni 2000, solo un terzo risultava completato, e una parte significativa rischiava di mancare l'obiettivo finale del 2020. Barrot parl� anche di costi in ascesa, passati da 225 a 263 miliardi di euro, cui faceva da contraltare un calo di due terzi nella spesa per le infrastrutture di trasporto. Annunciando l'impegno finanziario europeo, Tajani ha chiesto "un impegno forte anche degli Stati membri e dei privati". |
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