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| 11/11/2008 E' atteso per domani il verdetto finale della Commissione Europea sul dossier Alitalia. Leggiamo cosa dir� Bruxelles, salvo sorprese dell'ultim'ora. S� alla vendita degli assetti di Alitalia a Cai, no al prestito ponte: � su questi binari che la Commissione Europea si appresta a chiudere domani il dossier relativo alla compagnia di bandiera. Le conclusioni di Bruxelles sarebbero frutto di un compromesso tra le direzioni interne alla Commissione, dopo il tentativo, arrivato dalla sezione dei Trasporti guidata dal Commissario Antonio Tajani, di ottenere un via libera totale. La bocciatura del prestito-ponte appare netta: i 300 milioni versati dal Governo in primavera per garantire la continuit� economica della compagnia costituiscono un aiuto di Stato, per cui andranno rimborsati ai contribuenti dalla bad company. Via libera invece alla vendita di Alitalia a Cai, che dovr� per� essere sorvegliata da un comitato indipendente europeo, incaricato di verificare che l'acquisizione avvenga a prezzo di mercato, senza favori e rispettando gli impegni presi, in particolare quelli relativi alla discontinuit� tra la vecchia e la nuova aerolinea. La procedura del trustee indipendente aiuterebbe inoltre a togliere qualche dubbio residuale che ancora circola a Bruxelles, considerata la modalit� di assegnazione di Alitalia alla Compagnia Aerea Italiana, avvenuta con trattativa privata e procedura bilaterale. 25/10/2008 Allarme recessione dall'Ocse: a lanciarlo � il capo economista dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Klaus Schmidt-Hebbel prevede che saranno molti i Paesi le cui economie faranno retromarcia. Anche se, aggiunge, � "altamente improbabile" una depressione globale come quella degli anni Trenta. Intanto l'Europa si muove: ieri la Commissione ha aperto all'idea del presidente di turno comunitario Nicolas Sarkozy di istituire un fondo pubblico di intervento a favore delle aziende strategiche e in difficolt�. Una sorta di fondo sovrano, sul modello russo o cinese. Proprio in Cina, intanto, i leader dei 27 cercavano di convincere le controparti asiatiche a evitare reazioni protezionistiche o isolazioniste di fronte alla crisi. Nel dibattito generale la mossa della giornata l'ha fatta il Fondo Monetario Internazionale, che ha detto s� a un prestito d'emergenza da 2,1 miliardi di dollari all'Islanda, Paese a rischio bancarotta e con l'economia a pezzi, travolta dalla crisi. Un prestito necessario a stabilizzare la valuta e sostenere il sistema finanziario: secondo l'agenzia di stampa Bloomberg questo potrebbe rappresentare solo il primo passo di un programma d'emergenza. Il piano prevederebbe aiuti straordinari ai mercati emergenti, attraverso prestiti della durata di tre-sei mesi, che avrebbero importi fino a cinque volte superiori ai contributi che questi stessi Paesi versano al Fondo. 23/10/2008 I lavoratori interinali nell'Unione Europea potranno godere degli stessi diritti e delle medesime condizioni di lavoro dei dipendenti veri e propri, fin dal primo giorno di lavoro. Lo prevede la direttiva che l'Europarlamento ha approvato ieri. In tempi di flessibilit� pagata a caro prezzo soprattutto dai pi� giovani, pu� avere un effetto rivoluzionario la direttiva approvata ieri dall'Europarlamento. Che prevede, per i lavoratori temporanei, stimati fra i tre e gli otto milioni in tutta l'Unione, pari dignit� con quelli dipendenti. La direttiva si applica ai lavoratori assunti dalle numerose agenzie interinali: prevede che -per tutto il tempo di impiego presso l'impresa utilizzatrice- gli interinali godano di identiche condizioni di lavoro e occupazione rispetto agli assunti. Il che include parit� di salario, orari, periodi di riposo e congedi maternit� per le le donne. La direttiva stabilisce pure che il lavoratore interinale venga informato dei posti vacanti all'interno dell'impresa utilizzatrice, per poter aspirare a un'assunzione in pianta stabile; impone la sua libert� di accesso alle strutture collettive utilizzate dagli altri dipendenti (quali mense, asili nido aziendali o servizi di trasporto); infine gli concede le stesse opportunit� formative offerte ai dipendenti in pianta stabile. La direttiva approvata ieri in codecisione pone fine a sei anni di battaglie diplomatiche interne all'Europa: gli Stati membri avranno ora tre anni di tempo per mettersi in regola. Il commissario all'Occupazione Vladimir Spidla ha auspicato che questa decisione spiani la strada anche all'approvazione della ben pi� controversa direttiva sull'orario di lavoro. |
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