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7/10/2008 ''Nessuna banca europea di carattere sistemico fallir� se gli Stati se ne faranno garanti": il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ha cercato ieri di nascondere le divisioni interne all'Europa, nella conferenza stampa seguita al vertice dell'Eurozona. Oggi tocca all'Ecofin. Nulla di fatto: il topolino partorito ieri sera dall'Eurogruppo ha visto materializzarsi solo un consenso di massima a favore di interventi pubblici tempestivi a sostegno delle banche in crisi, per evitare fallimenti. Sotto il tappeto � finita, almeno per ora, la proposta italo-francese, rilanciata ieri dal nostro Governo, di un fondo europeo di salvataggio delle banche e delle istituzioni finanziarie, pari al 3% del Pil, sulla falsariga di quello americano. Invalicabili i "no" tedesco e britannico, con Berlino preoccupata di dover pagare i costi delle banche estere. Ma anche la Spagna � scettica. E' cosi' al presidente di turno dell'Unione Europea Nicolas Sarkozy non e' rimasto che ribadire, in un comunicato, la determinazione a prendere tutte le misure necessarie ad assicurare la stabilit� del sistema finanziario e i risparmi dei cittadini, aggiundendo che "l'Europa protegger� le istituzioni finanziarie, con iniezioni di liquidit� attraverso le banche centrali". E se il Commissario Europeo Almunia ha richiamato i 27 ad un maggior coordinamento, evitando soluzioni unilaterali, il presidente della Bce Trichet ha provato a gettare acqua sul fuoco. "Occorre, da parte di tutti, sangue freddo, responsabilit� e fiducia. Inietteremo nei mercati tutta la liquidit� di cui si ha bisogno", ha assicurato Trichet. 6/10/2008 E' stata una dichiarazione dai toni forti quella rilasciata nel pomeriggio dal presidente di turno dell'Unione Europea Nicolas Sarkozy. "I Governi dei 27 Paesi europei" sono "uniti, solidali e determinati di fronte alla crisi", "ciascuno di noi prender� tutte le misure necessarie per assicurare la stabilit� del sistema finanziario", ha detto Sarkozy. Una dichiarazione dettata anche dal fallimento a catena dei tentativi politici di rassicurare i mercati: n� il piano Paulson, n� il piano Merkel e neppure il fumoso G4 del weekend hanno evitato il crollo odierno degli indici. Sempre secondo Sarkozy, "i Governi dell'Unione proteggeranno le istituzioni finanziarie, fornendo un supporto di liquidit� attraverso le banche centrali". I leader europei, ha concluso, "riconoscono il bisogno di un maggiore coordinamento e cooperazione". Quest'ultima frase rappresenta una risposta indiretta all'appello odierno del Commissario Europeo all'Economia Joaquin Almunia, che ha chiesto una risposta coordinata degli Stati membri alla crisi, al fine di evitare decisioni unilaterali da parte dei Governi. Tutto questo avviene mentre i Ministri delle Finanze dell'Eurozona sono riuniti in queste ore a Lussemburgo per un vertice di crisi: per ora l'accoglienza alla proposta italiana di un fondo europeo di sostegno alle banche � stata giudicata "difficile" dallo spagnolo Solbes, mentre Almunia si � limitato a un "non ne so nulla". 2/10/2008 E' partita puntuale ieri la missione di osservazione dell'Unione Europea in Georgia, che dovr� prendere il posto dei soldati russi nelle cosiddette zone cuscinetto attorno ai confini di Ossezia del sud e Abkhazia. Gli osservatori europei, tra cui 35 italiani, sono disarmati e avranno il compito di pattugliare le zone attorno ai due confini per monitorare il graduale ritiro delle forze russe. Sergio Nava ha intervistato Juri Laas, portavoce della missione europea. LAAS: Gli osservatori hanno cominciato il loro monitoraggio. Hanno preso i primi contatti con le autorit� georgiane, l'esercito russo e la popolazione locale: abbiamo potuto entrare nella zona cuscinetto che circonda il confine con l'Ossezia del Sud. I nostri osservatori hanno passato tre check point russi, alle quattro del pomeriggio georgiano. Anche in Abkhazia i nostri osservatori hanno oltrepassato i check point russi. Tutto � proceduto peril meglio. Per quanto riguarda gli osservatori italiani, si trovano nell'ovest della Georgia, a sette ore da Tbilisi. |
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