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| 23/9/2008 Oggi la Commissione Europea presenta una proposta di regolamento che -se approvata- ridurr� sensibilmente i costi degli sms inviati dall'estero a partire dal prossimo luglio. La crociata questa volta riguarda gli sms. La Commissaria Europea alle Telecomunicazioni Viviane Reding, dopo aver imposto lo scorso anno un tetto unico alle chiamate effettuate in roaming all'estero, concentra ora il suo obiettivo sui messaggini di testo. Bruxelles intende tagliarne i costi del 60%, portando l'attuale media comunitaria da 29 a 11 centesimi massimi per sms, inviato da uno qualsiasi dei Paesi dell'Unione. La mossa ha un duplice obiettivo: da un lato realizzare un vero mercato unico della telefonia, completando il puzzle avviato con i tetti alle chiamate. Dall'altro avvicinare i costi reali sostenuti dagli operatori telefonici a quelli presentati ai consumatori in bolletta. Costi che rappresentano una miniera d'oro per gli operatori: nel solo 2007 due miliardi e mezzo di messaggini hanno popolato l'etere continentale, per un valore pari a 800 milioni di euro. Ma le novit� non si fermano qui: Bruxelles punta anche a una maggiore trasparenza nei prezzi relativi alla trasmissione di dati internet in roaming. L'idea � che l'utente possa ricevere automaticamente un messaggio con le tariffe praticate dall'operatore locale, non superiori comunque a un euro per megabyte. E sempre Viviane Reding intende abbassare ulteriormente, rispettivamente a 34 centesimi e 10 centesimi, i costi per le chiamate effettuate e ricevute all'estero in roaming. 18/9/2008 Italia nuovamente nel mirino della Commissione Europea: il 112, numero unico delle emergenze, non funziona. Sommerso da una selva di altri "telefoni rossi". Il 112 non fa il suo dovere. E l'Italia, insieme a Romania e Bulgaria, finisce nuovamente sul banco degli imputati a Bruxelles. A diciassette anni dalla sua introduzione, il numero unico europeo per le emergenze continua a non rivelarsi all'altezza degli standard comunitari, almeno nel Belpaese. Secondo la Commissione Europea chi compone le tre cifre del numero telefonico di emergenza difficilmente viene messo in contatto col servizio di cui ha bisogno, come polizia, ambulanze o pompieri. Questo perch� sopravvivono centralini distinti, facenti capo a numeri diversi. E' interessante notare come -secondo gli esperti della Commissione- il nostro sia l'unico Paese in Europa dove questo accade. Forse anche a causa dell'ingombrante presenza del 118, che attualmente fa spesso le veci del 112. Senza contare i i vari 113, 117, 115, 1515 e 1530, che affollano la rubrica telefonica di un'Italia dai mille campanili del soccorso. Un'Italia pronta a finire un'altra volta di fronte alla Corte di Giustizia del Lussemburgo, se la procedura d'infrazione aperta da Bruxelles non dovesse ricevere risposte soddisfacenti entro due mesi. 15/9/2008 I 27 Ministri degli Esteri europei hanno approvato la missione comunitaria in Georgia. Ma arrivano le critiche del segretario generale della Nato Scheffer: che, in un'intervista al Financial Times, ha dichiarato: "troppe concessioni a Mosca nell'accordo siglato dall'Europa". Via libera da Bruxelles alla missione europea in Georgia: i 200 osservatori comunitari, tra cui 40 italiani, si dispiegheranno entro il primo ottobre sul territorio georgiano per un'operazione di "stabilizzazione, normalizzazione e riduzione delle tensioni", per dirla con il Ministro degli Esteri Franco Frattini. Diciannove i Paesi che hanno offerto il proprio contributo. E' l'Italia, dopo la Francia, a fare la parte del leone. Gli osservatori saranno disarmati, dovranno monitorare l'implementazione dell'accordo in sei punti tra Unione Europea e Russia e contribuiranno a facilitare un progressivo ritorno allo stato di diritto. Il vero punto della discordia resta il dispiegamento della missione all'interno delle repubbliche separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud: Bruxelles vorrebbe poter inviare i suoi osservatori anche l�, ma l'Alto Rappresentante Javier Solana ha affermato che prima occorrer� vedere come evolve la situazione sul campo. In mattinata la Commissione Europea aveva annunciato un finanziamento di 500 milioni di euro per aiutare la ricostruzione. I 27 hanno infine ratificato la nomina del francese Pierre Morel come rappresentante speciale per la Georgia, hanno dato l'ok all'inchiesta internazionale indipendente sul conflitto e alla conferenza dei donatori per la ricostruzione del Paese. |
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