NEWS OF THE DAY
24/8/2008

Georgia. Il presidente di turno dell'Unione europea, Nicolas Sarkozy, ha deciso -su richiesta di diversi Paesi europei- di convocare il primo settembre a Bruxelles un summit straordinario dei 27 paesi membri.

L'Europa reagisce con un vertice d'emergenza alla crisi georgiana: a sorpresa, ma nemmeno troppo, l'iperattivo Sarkozy, dopo aver portato a casa a inizio agosto l'accordo di tregua con il duo Medvedev-Putin, ha convocato per inizio settembre un vertice straordinario dei 27 leader europei, per discutere delle relazioni con la Russia e degli aiuti alla Georgia. L'eccezionalit� del vertice fa intendere la gravit� della situazione, in un momento storico che sta velocemente ridisegnando gli equilibri geopolitici alle porte dell'Unione Europea. Tantopi� che i 27 non sono allineati sulla crisi: i Paesi dell'ex Patto di Varsavia, ora membri del club comunitario, seguono pedissequamente la linea americana e antirussa, mentre i rappresentanti della Vecchia Europa restano pi� attenti ai rapporti, anche commerciali, con Mosca. Il tutto mentre oggi una nave da guerra americana ha attraccato al porto georgiano di Batumi, portando un carico di aiuti. E un treno merci che trasportava gasolio � esploso nei pressi della citt� di Gori, apparentemente dopo essere saltato su una mina. Sul fronte diplomatico, invece, il Ministro degli Esteri tedesco Steinmeier ha chiamato la controparte russa Lavrov, chiedendo l'osservanza, da parte di Mosca, dell'accordo di cessate il fuoco.

23/7/2008

L'arresto di Radovan Karadzic apre nuovi scenari sul futuro europeo della Serbia. Di questo hanno discusso ieri a Bruxelles i 27 Ministri degli Esteri dell'Unione Europea. Presente anche il collega serbo Jeremic.

Il Ministro degli Esteri Vuk Jeremic ieri � stato chiaro: l'obiettivo della Serbia � l'adesione all'Unione Europea. Proprio il futuro dei rapporti tra Belgrado e Bruxelles � stato al centro del vertice dei Ministri degli Esteri: tre mesi fa la firma dell'Accordo di Stabilizzazione e Associazione apr� infatti, per poi subito richiuderla, la porta di una maggiore cooperazione tra i due blocchi nei settori dell'economia, del commercio e della liberalizzazione dei visti. Belgrado si vide insomma recapitare, in vista delle imminenti elezioni politiche, un regalo appetibile, senza per� poterne usufruire. L'Italia, col Ministro Franco Frattini, guida il fronte di chi vuole rendere finalmente operativo quell'accordo. La linea ufficiale a Bruxelles � quella di discutere -entro la fine del mese- almeno l'entrata in vigore delle intese commerciali e sui visti, contenute nell'accordo: per una partnership pi� stretta tra i due blocchi sar� comunque decisivo il parere del procuratore del Tribunale Penale Internazionale dell'Aja, Serge Brammertz, che dovr� riferire sul grado di cooperazione di Belgrado. La sua opinione potrebbe convincere le recalcitranti Belgio e Olanda. E per un'adesione piena della Serbia all'Europa occorrer� aspettare: la guerra fredda sul Kosovo e l'incertezza istituzionale che grava sull'Europa pesano infatti come macigni.

22/7/2008

L'arresto di Radovan Karadzic ha fatto irruzione al summit dei 27 Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, svoltosi oggi a Bruxelles.


L'Europa offre un'apertura di credito a Belgrado, dopo la cattura a sorpresa di Radovan Karadzic: il colpo di scena, arrivato proprio alla vigilia di un vertice comunitario, ha ricevuto l'accoglienza soddisfatta e il plauso da parte dei 27, pur se con gradazioni diverse. La linea ufficiale, tracciata dal Ministro francese Bernard Kouchner, prevede che entro la fine di questo mese venga discussa la possibilit� di dare attuazione all'Accordo di Stabilizzazione e Associazione, siglato ad aprile, ma mai messo in pratica, considerati gli scarsi progressi serbi sul fronte della cattura dei ricercati di guerra. A guidare il fronte degli entusiasti � l'Italia, col Ministro Franco Frattini, che a settembre sar� a Belgrado: Frattini punta a una ratifica veloce dell'accordo, associata a una chiara prospettiva di adesione all'Unione Europea per Belgrado. Sulla stessa linea l'Alto Rappresentante Europeo Javier Solana. Pi� cauti gli altri Paesi: per il britannico Miliband, altri due criminali di guerra mancano ancora all'appello, per lo svedese Bildt  si tratta di un passo in avanti. Il Ministro serbo Vuk Jeremic intanto rilancia: "l'arresto dimostra che lavoriamo seriamente per un futuro in Europa".
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