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| 15/7/2008 Estate 2008 in pieno svolgimento, ma al ritorno dalle vacanze all'estero c'� il rischio -soprattutto tra i teenagers- di vedere carte e abbonamenti dei cellulari prosciugati dai "messaggini" di testo, detti anche sms. L'Europa, dopo aver imposto tetti massimi per le chiamate in roaming, ha aperto oggi un altro fronte. "I costi pi� elevati per gli sms all'estero devono essere giustificati, altrimenti devono sparire": con questo monito oggi la Commissaria Europea alle Telecomunicazioni Viviane Reding ha lanciato la sua nuova crociata contro gli alti costi per l'utilizzo del cellulare negli altri Paesi dell'Unione: a circa un anno dall'entrata in vigore delle tariffe massime per le chiamate in roaming, che hanno fissato a 49 centesimi al minuto quella pi� alta, da oggi Bruxelles punta a limitare anche i costi dei cosiddetti "messaggini", fenomeno di costume entrato ormai nelle abitudini di tutti i possessori di telefono cellulare. Attualmente, rileva la Commissione Europea, spedire un sms dall'estero in roaming costa in media 29 centesimi, con punte massime in Belgio e in Olanda, dove la tariffa pu� raggiungere gli 80 centesimi, quattro o cinque volte in pi� rispetto al mercato domestico. L'Italia � in media con l'Europa: all'estero paghiamo 30 centesimi a sms, il doppio rispetto a uno nazionale. Viste le resistenze opposte dagli operatori, Viviane Reding intende introdurre, con un'iniziativa formale prevista per l'autunno, un nuovo regolamento europeo, che imponga un costo massimo per sms in roaming pari a soli 12 centesimi di euro. Ovviamente dovr� ottenere il via libera di Europarlamento e Stati membri, ma la proposta potrebbe divenire realt� gi� la prossima estate. Ma non finisce qui: Bruxelles intende frenare anche i costi del cosiddetto "data roaming", la navigazione su internet oltrefrontiera. Attualmente scaricare un megabyte di dati web costa -in media- 3 euro e 60 centesimi, ma si registrano picchi fino a 11 euro. Pure in questo settore, l'Europa sarebbe pronta a intervenire per garantire maggiore trasparenza. 11/7/2008 Con 336 s�, 200 e 77 astenuti l'Europarlamento ha approvato ieri una risoluzione che definisce "discriminatorie" le misure prese dal Governo italiano sui nomadi. No alla raccolta delle impronte digitali dei rom: l'Europa ha lanciato ieri un duro j'accuse contro le politiche italiane sui nomadi. Con una risoluzione votata da tutto il centrosinistra parlamentare, dalla sinistra ai liberaldemocratici, Strasburgo ha chiesto a Roma di non procedere alla raccolta delle impronte, incluse quelle dei minori, in attesa che la Commissione Europea si pronunci sulla sua compatibilit� con le disposizioni comunitarie. "La presa delle impronte costituirebbe" -afferma la risoluzione- "un atto di discriminazione fondato sulla razza". Ancora pi� duro il giudizio sulle norme relative ai minori: "inammissibile che -con l'obiettivo di proteggerli- si violino i loro diritti fondamentali e li si criminalizzi". Per Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi, e co-autrice della risoluzione, il dibattito europeo ha gi� provocato la retromarcia del Governo. Il Commissario alla Giustizia e Affari Interni Jacques Barrot, intervenuto prima del voto, ha dichiarato che l'Italia si � impegnata sia a stralciare ogni riferimento a etnia o religione dai formulari del censimento, sia a inviare un rapporto entro fine luglio. ''Occorre aiutare i rom, non stigmatizzarli'', ha concluso Barrot, assicurando di voler vigilare sulla questione. 10/7/2008 Con 336 s�, 200 e 77 astenuti l'Europarlamento ha approvato oggi una risoluzione che definisce "discriminatorie" le misure italiane sui rom. L'Europa boccia le misure italiane sui rom, in particolare la raccolta delle impronte digitali. Una larga coalizione, composta da socialisti, liberaldemocratici, verdi e sinistra ha avuto la meglio su un centrodestra europeo, che ha provato fino all'ultimo a far rinviare il voto sulla risoluzione. Il testo chiede all'Italia di non procedere alla raccolta delle impronte digitali per i nomadi, inclusi i minori, in attesa che la Commissione Europea si pronunci sulla loro compatibilit� con le disposizioni comunitarie. E proprio il Commissario alla Giustizia e Affari Interni Jacques Barrot, intervenuto poco prima del voto, ha dichiarato che le autorit� italiane hanno gi� inviato una prima risposta a Bruxelles, in seguito alla richiesta di chiarimenti inoltrata dagli uffici comunitari. Nello specifico, secondo Barrot, Roma si � impegnata a inviare un rapporto entro fine luglio. Il Ministro Maroni avrebbe inoltre preso l'impegno di stralciare qualsiasi riferimento a etnia o religione dai formulari distribuiti nei campi nomadi. ''Occorre aiutare i rom, non stigmatizzarli'', ha concluso il Commissario Europeo, assicurando di voler vigilare sulla questione. L'unico emendamento del centrodestra ad essere stato approvato sollecita gli Stati membri "a risolvere il fenomeno delle baraccopoli e dei campi abusivi". |
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