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| 9/7/2008 Accoglienza tiepida, ieri all'Ecofin, per la proposta del Ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti, che ha suggerito di utilizzare l'articolo 81 del Trattato Europeo -quello contro i cartelli e le intese collusive- per combattere le speculazioni petrolifere, in particolare quelle compiute da operatori extracomunitari. La presidente di turno dell'Ecofin, la francese Christine Lagarde, ha messo la proposta sullo stesso piano di tante altre ancora da esaminare, citando un lungo elenco di soluzioni possibili. Ma i freni maggiori sono giunti dal cuore della Commissione Europea: se luned� la titolare alla Concorrenza Neelie Kroes metteva le mani avanti, sostenendo che occorrono le prove della collusione, ieri il suo collega al Mercato Interno Charlie McCreevy definiva marginale il fattore speculazione sui rincari del petrolio, mentre quello all'Economia Joaquin Almunia tirava il freno a mano: "noi abbiamo la responsabilit� di applicare gli articoli del Trattato, meglio non spalancare troppe finestre senza aver ben presenti le priorit�". Dal canto suo Tremonti incassava, affaermando che "non � detto che le idee che non passano siano sbagliate", poi rincarava, suggerendo di far scendere in campo contro gli speculatori anche le Antitrust e le Consob nazionali. Come prima misura, intanto, i Ministri finanziari hanno concordato di pubblicare settimanalmente le riserve petrolifere degli Stati membri. Un passo in avanti sul fronte della trasparenza. 8/7/2008 L'Europa pubblicher� settimanalmente il livello delle riserve di scorte petrolifere. Una mossa, secondo Bruxelles, che porter� chiarezza sulla situazione del mercato del greggio. Prima misura dei Ministri europei delle finanze contro il caro petrolio: L'Ecofin ha raggiunto un accordo politico, oggi, per la pubblicazione settimanale delle scorte petrolifere degli Stati membri comunitari. Lo ha annunciato la presidente di turno, la francese Christine Lagarde. La pubblicazione settimanale degli stock, ha spiegato Lagarde, ''risponde ad esigenze di trasparenza e consentir� di dare una buona lettura dei fenomeni da parte di tutti gli attori''. Ma al vertice odierno dei Ministri finanziari si � parlato anche del piano antispeculazione del Ministro italiano Giulio Tremonti, che ha presentato la sua idea di utilizzare l'articolo 81 del Trattato europeo per punire cartelli e intese collusive, che possano alimentare speculazioni sul greggio. Per combattere il fenomeno della speculazione l'Europa potrebbe ''coinvolgere le autorita' Antitrust e le Consob nazionali'', ha rincarato Tremonti. Per la Lagarde il piano italiano sar� esaminato, al pari di tutte le altre proposte, mentre pi� fredda � stata l'accoglienza da parte della Commissione Europea: per il responsabile del Mercato Interno Charlie McCreevy, le speculazioni incidono solo sul breve termine, mentre sul lungo periodo il problema resta quello della domanda e dell'offerta. Cauto anche il suo collega all'Economia Joaquin Almunia: "bisogna evitare di spalancare troppe finestre senza avere ben presenti le nostre priorit�". 8/7/2008 L'Europa lancia l'allarme crescita: l'alto livello dell'inflazione, sospinto dall'incremento del prezzo del petrolio e delle materie prime, minaccia l'economia. Il Commissario Europeo all'Economia Joaquin Almunia non usa mezzi termini: "I rischi al ribasso sono pi� forti rispetto alle nostre previsioni di aprile", ha detto in conferenza stampa. Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker gli d� manforte: "dopo un primo trimestre di buona crescita", dice, "ora si moltiplicano i segnali di rallentamento". Come reagire? Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti una ricetta l'ha presentata, col suo piano antispeculazione: utilizzare l'articolo 81 del Trattato Europeo, che sanziona i cartelli e le intese collusive sul mercato, anche per punire gli speculatori extraeuropei, che -in questo caso- starebbero trascinando al rialzo i prezzi del petrolio. Per la Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes, il cui incontro con Tremonti � stato annullato, l'articolo pu� essere applicato solo se esiste una prova della collusione. E se la presidente di turno dell'Ecofin, la Ministra francese Christine Lagarde, definisce l'idea di Tremonti "creativa", quello dell'Eurogruppo Juncker spiega: "se qualcosa andr� fatto, sar� la Commissione Europea a farlo". Per poi aggiungere: "il problema principale del petrolio, pi� che la speculazione, � quello della domanda e dell'offerta". Un accenno anche ai tassi Bce: per Juncker il rialzo di gioved� scorso non � stato il primo di una serie. 7/7/2008 La Commissione Europea lancia oggi una proposta di direttiva per tagliare l'Iva su alcuni prodotti e servizi di largo consumo. Bruxelles ci riprova: sull'onda di una presidenza francese appena iniziata, ma dichiaratamente favorevole alla questione, la Commissione Europea rilancia oggi la propria proposta per ridurre in tutta Europa l'Iva sui cosidetti servizi ad alta intensit� di manodopera. Al di l� della definizione fin troppo generale , Bruxelles propone di abbassare l'Iva su un'impressionante gamma di prodotti e servizi, dai ristoranti al catering, dalle ristrutturazioni delle case a quelle dei monumenti, dalle pompe funebri ai servizi per il trattamento dei rifiuti e della pulizia delle strade. Le massaie potrebbero imvece essere interessate dal taglio proposto sull'iva di pannolini, assobenti e cd-rom. Per il Commissario alla Fiscalit� Laszlo Kovacs, che oggi presenta la proposta, un taglio dell'Iva potrebbe non solo far emergere l'economia sommersa e dei pagamenti in nero, ma potrebbe avere effetti benefici anche sulla crescita economica, con un incremento dei consumi, e sulla creazione di posti di lavoro nei settori a bassa formazione. Quel che � certo � che questo tentativo di armonizzazione dell'Iva non avr� vita facile: in Europa le decisioni in materia fiscale si prendono all'unanimit� dei 27 Stati membri. E il blocco scandinavo potrebbe opporre un "niet" definitivo. |
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