NEWS OF THE DAY
26/1/2004

Il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Unione ha riaperto ieri il dibattito sulla costituzione europea, in stallo dopo il fallimento della Conferenza Intergovernativa, lo scorso dicembre. Il Ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, intanto, parlando col collega Franco Frattini, ha negato che la Germania intenda promuovere alcun direttorio in Europa.

Un cauto ottimismo torna a regnare nelle trattative sulla costituzione europea: il primo dibattito a 25, condotto ieri in seno al Consiglio dei Ministri degli Esteri, ha registrato la volont� comune di proseguire i negoziati, per chiudere -se ci saranno le condizioni- prima delle elezioni dell'Europarlamento, il prossimo giugno. Questo nella migliore delle ipotesi, ma resta la consapevolezza dei nodi ancora irrisolti, sui quali il movimento appare scarso. Un segnale incoraggiante � giunto da Madrid, dove il presidente di turno Bertie Ahern ha definito "molto positivo" il colloquio col premier spagnolo Jos� Maria Aznar. Ma la riunione di ieri a Bruxelles ha offerto anche altri spunti: i Ministri non hanno trovato l'accordo sullo statuto degli eurodeputati, ponendone in serio pericolo l'approvazione entro giugno. La discussione sulla situazione internazionale ha invece preso in esame diversi fronti caldi, come il Medio Oriente, per il quale occorre rilanciare la road map, mentre nel futuro dell'Iraq il Ministro Franco Frattini vede un ritorno dell'Onu.

26/1/2004

E' ripreso oggi a Bruxelles il dibattito sul trattato costituzionale dell'Unione, con il vertice dei Ministri degli Esteri europei. Per il presidente di turno, l'irlandese Brian Cowen, occorre concludere le trattative al pi� presto.


Un impegno a progredire sulla strada dei negoziati costituzionali e a chiudere -se possibile- in tempo per le elezioni del Parlamento europeo a giugno. E' denso di realismo politico, accompagnato da una discreta dose di ottimismo, il pensiero del Ministro irlandese Brian Cowen, che oggi ha riavviato la discussione sul trattato costituzionale, a pi� di un mese dal fallimento di Bruxelles."Siamo tutti azionisti dell'interesse europeo", dice Cowen, regista di un dibattito informale che ha visto riuniti a pranzo i Ministri degli Esteri dell'Unione. La discussione odierna non � scesa troppo nei dettagli, ma ha rilevato la volont� comune di fare progressi, attraverso il lavorio diplomatico che l'Irlanda sta conducendo mediante colloqui bilaterali. Sul fronte politico � da notare lo scambio di battute tra Franco Frattini e Joschka Fischer: "la Germania non vuole costituire un direttorio a tre
in Europa", ha assicurato il Ministro tedesco. Nella riunione del mattino invece il Consiglio non ha trovato l'accordo sul nuovo statuto degli europarlamentari, il cui varo entro giugno appare ora molto difficile.

26/1/2004

Si riuniscono oggi a Bruxelles i Ministri degli Esteri europei, nel primo vertice sotto presidenza irlandese. In agenda anche un dibattito informale sulla costituzione europea, dopo il fallimento di dicembre. L'Italia, col Ministro Franco Frattini, punta a un rapido riavvio delle trattative.


Sullo sfondo di un'Europa allarmata per le avvisaglie di un direttorio a tre anglo-franco-tedesco, riprendono oggi a Bruxelles le discussioni sulla costituzione comunitaria. Le acque appaiono pi� calme rispetto ai burrascosi giorni del fallimento dell'ultimo Consiglio, ma all'orizzonte si profilano nuovi ostacoli, come i futuri -delicati- negoziati sul bilancio comunitario, e il prossimo vertice Chirac-Blair-Schroeder, che inquieta diverse capitali, timorose di una possibile leadesrhip a tre. La presidenza irlandese sta lavorando dietro le quinte: la scorsa settimana a Dublino � arrivata Ana Palacio, Ministro degli Esteri spagnolo, giovedi il premier Bertie Ahern incontra l'omologo polacco Miller, nella speranza di ammorbidire le posizioni dei due Paesi finora pi� riluttanti nel fare concessioni in materia costituzionale. Ma sul tavolo della riunione odierna i Ministri troveranno anche altri temi: tra questi, il programma operativo del Consiglio nel 2004, lo statuto degli eurodeputati, la strategia di sicurezza europea e questioni di politica estera (Afghanistan, Iran, Medio Oriente e Cina).

24/1/2004

Prosegue lo scontro a distanza fra Silvio Berlusconi e il presidente della Commissione Europea Romano Prodi sull'euro. Prodi ha nuovamente difeso la moneta unica, e ha ribadito:"qualcuno in Italia non ha messo in atto i dovuti controlli".

"La polemica ora ha passato il segno": cos� Romano Prodi risponde all'affondo del premier Silvio Berlusconi, che venerd� aveva individuato nell'euro la causa dell'aumento dei prezzi, prima di respingere al mittente qualsiasi accusa di euroscetticismo. Prodi, ricordando come l'incremento nei prezzi in Italia sia stato equivalente a pi� del doppio rispetto alla media degli altri Paesi, pur in presenza di bassa crescita, accusa il Ministero dell'Economia. Prodi va al punto, ricordando come il controllo della transizione fosse una competenza nazionale, non comunitaria. Immediata la smentita del Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che nega di aver smantellato il Comitato Euro, presieduto nel 2002 da Vito Tanzi. Intanto, nell'intervista al Tg3 Prodi erge un'altra diga a difesa della moneta unica: "ci ha salvato da una crisi finanziaria sul modello argentino", ricorda il professore, citando lo scandalo Parmalat e le sue potenzialmente tragiche conseguenze finanziarie.
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