| NEWS OF THE DAY | ||||||||||
| 1/7/2008
Al via da oggi i sei mesi di presidenza francese del'Unione Europea. Parigi raccoglie il testimone dalla Slovenia, nel bel mezzo di un ennesimo periodo di crisi nell'integrazione comunitaria. Una Torre Eiffel illuminata con i colori dell'Europa ha fatto ieri da icona benaugurante al semestre di presidenza francese dell'Unione. Nicolas Sarkozy affronta l'esame pi� ostico del suo primo anno come massima carica transalpina, prendendo il timone di un Continente ancora scosso dall'ennesimo fallimento di riforma istituzionale, arrivato a colpi di "no" referendari dall'Irlanda. Proprio la bocciatura del Trattato di Lisbona ha azzoppato in partenza la presidenza Sarkozy, che gi� si preparava alle grandi manovre in vista della nomina del primo presidente europeo. A questo punto la priorit� delle priorit� sar� trovare una via d'uscita, gi� a ottobre, all'empasse istituzionale. Ma Parigi cercher� comunque di portare avanti anche altri dossier: su tutti quello relativo al cosiddetto "patto europeo sull'immigrazione", che punter� ad evitare le regolarizzazioni di massa, insistendo invece su corsie preferenziali per gli immigrati - forza lavoro. Priorit� pure al varo del pacchetto "clima ed energia", che -una volta superate le divergenze interne all'Unione- ridurr� le emissioni di gas serra e svilupper� le fonti rinnovabili. Caro petrolio e riforma della politica agricola comune tra gli altri punti cardine del semestre. Parigi dovr� invece ridurre -dopo il "no" irlandese"- le proprie ambizioni sulla politica europea di difesa e sull'armonizzazione della base imponibile per le imposte societarie. 28/6/2008 Alta tensione ieri tra Roma e Bruxelles sul caso della schedatura delle impronte dei bambini nomadi. Il prefetto di Roma annuncia: "non prenderemo le impronte digitali ai bambini rom". La polemica per ora � chiusa, ma la tensione sull'asse Roma-Europa resta alta in merito alla proposta del Ministero dell'Interno di prendere le impronte digitali ai nomadi, minorenni e non. Il parere che conta arriva all'ora di pranzo da Bruxelles, quando il portavoce della Commissione Europea Pietro Petrucci, incalzato dai giornalisti, afferma che non � lecito prendere le impronte di una parte della popolazione comunitaria solo sulla base dell'appartenenza etnica. Immediata la risposta del Ministro dell'Interno Maroni, che definisce "infondati" i rilievi europei. Segue un pomeriggio di intensi contatti diplomatici tra Roma e Bruxelles: in un'intervista con Sergio Nava il neo ambasciatore italiano all'Unione Europea Ferdinando Nelli Feroci parla di "equivoco". In serata la nota di un altro portavoce europeo chiude -almeno per il momento- il caso, rimandando ogni giudizio della Commissione al varo di misure concrete da parte dell'Italia. Intanto per� il fiume di reazioni non si arresta: il segretario generale del Consiglio d'Europa rievoca analogie storiche inquietanti; persino dal Vaticano trapela preoccupazione. Fino a quando, in serata, il prefetto di Roma Carlo Mosca dichiara: "nel censimento dei nomadi nella capitale non prenderemo le impronte ai bambini rom". 27/6/2008 Il caso della schedatura delle impronte dei bambini nomadi: tensione sull'asse Roma-Bruxelles. Intanto il segretario del Pontificio consiglio della Pastorale dei migranti e degli itineranti, monsignor Agostino Marchetto, ha espresso "sorpresa, disagio e tristezza", di fronte alla decisione annunciata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Ha assunto i contorni di un vero giallo il botta e risposta tra Italia e Commissione Europea sulla schedatura dei minorenni nomadi. Dopo le dure critiche del Commissario ai Diritti Umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg, anche dalla Commissione Europea di Bruxelles � giunta, all'ora di pranzo, quella che � parsa una prima condanna da parte dell'istituzione comunitaria: un portavoce, dopo aver precisato che nessuna presa di posizione ufficiale � possibile prima dell'adozione ufficiale del provvedimento, ha aggiunto per� che una simile norma non sarebbe in linea con le leggi europee. In un'intervista con Sergio Nava il neo ambasciatore italiano all'Unione Europea Ferdinando Nelli Feroci rispondeva: "avrei preferito che si fosse evitata questa presa di posizione". Nel pomeriggio, mentre il Viminale rincarava la dose, citando il regolamento europeo sulla cui base la schedatura delle impronte sarebbe possibile, giungeva a sorpresa la smentita ufficiale di un altro portavoce europeo, Michele Cercone, che riportava la palla al centro: "Non e' consuetudine della Commissione rilasciare commenti su intenzioni od opinioni dei responsabili politici nazionali. Se e quando l'Italia introdurra' misure concrete, la Commissione ne esaminer� la compatibilit� con la legislazione comunitaria", diceva Cercone. |
||||||||||
![]() |
||||||||||
| MORE NEWS |
||||||||||