NEWS OF THE DAY
19/6/2008

La normativa europea sui rimpatri dei clandestini � direttiva: 369 i s� ieri all'Europarlamento, contro i 197 no. 106 gli astenuti. Ma quali i cambiamenti che introduce?

La prima direttiva europea che fissa linee comuni nel campo dell'immigrazione, un settore finora gelosamente custodito da Governi e parlamenti nazionali, ha visto la luce ieri a Strasburgo. Un battesimo segnato dalle polemiche: quasi tutto il centrosinistra comunitario ha votato contro, definendola "direttiva della vergogna". Cinque i pilastri su cui si basa: un limite massimo di un anno e mezzo per la detenzione dei clandestini su suolo nazionale; un tetto di 30 giorni per il periodo massimo di rimpatrio volontario, pena l'allontanamento forzato; la possibilit� di rimpatrio dei minori, anche non accompaganti; il divieto di ritorno nell'Unione Europea per cinque anni ai clandestini espulsi e -infine- la possibilit� di rimpatrio anche verso un Paese di transito, non solo quindi verso quello di origine. La normativa dovr� essere tradotta in legge nazionale entro il 2010: il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha gi� anticipato che ne chieder� l'immediato recepimento. La direttiva, che costituir� la base d'appoggio per il cosidetto "patto europeo sull'immigrazione", uno dei perni della prossima presidenza francese dell'Unione Europea, ha diviso il centrosinistra italiano a Strasburgo (con l'astensione del PD) ed � stata duramente criticata dall'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Louise Arbour.

18/6/2008

Si annuncia battaglia oggi all'Europarlamento sulla direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini.

La normativa, criticata dall'ala di centrosinistra a Strasburgo per misure considerate eccessive, quali la detenzione degli irregolari fino a 18 mesi e la sua applicazione ai minori, sar� oggetto di una guerra a colpi di emendamenti, che potrebbero dar luogo a qualche sorpresa. Il tutto il giorno dopo la presentazione della comunicazione della Commissione Europea, che ha proposto alcune linee guida per una politica comune in materia di immigrazione e asilo. Tre i pilastri: aiutare l'immigrazione legale, attraverso l'introduzione di una "Carta Blu" per favorire l'impiego di lavoratori qualificati nei settori chiave dell'economia; l'avvio di partenariati economici e commerciali con i Paesi di origine dell'immigrazione. Infine, il rafforzamento della gestione comune ed integrata delle frontiere, attraverso il potenziamento dell'agenzia comunitaria Frontex, la tolleranza zero contro la tratta degli esseri umani e misure di rimpatrio dei clandestini sostenibili ed efficaci. Un approccio equilibrato tra un'Europa "fortezza" e un'Europa senza frontiere, secondo il Commissario alla Giustizia Jacques Barrot.

18/6/2008

Le cooperative italiane al centro di un'indagine comunitaria su presunte agevolazioni fiscali.


Italia nel mirino della Commissione Europea per gli sgravi fiscali concessi alle cooperative nei settori dei servizi bancari e della distribuzione. La Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes ha inviato una lettera alle nostre autorit� per chiedere spiegazioni sui benefici riservati alle cooperative di grandi dimensioni: benefici che potrebbero prefigurare aiuti di Stato illegali, incompatibili con le norme comunitarie, poich� in grado di falsare o minacciare la concorrenza. Le norme contestate sarebbero -in particolare- quelle che permettono alle coop di abbattere il reddito imponibile, insieme a quelle che regolano la riduzione fiscale degli interessi versati dalle cooperative ai propri membri per i depositi a breve termine. L'indagine comunitaria, che esclude le coop di piccole e medie dimensioni, potrebbe preludere all'apertura di una procedura di infrazione contro il nostro Paese. Dall'Italia, mentre Confcooperative si dice soddisfatta a met� dell'iniziativa di Bruxelles, Legacoop chiede al Governo una tutela delle buone ragioni della cooperazione italiana in sede europea.
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