NEWS OF THE DAY
17/6/2008

Punta a porre le basi di una politica comune di immigrazione la comunicazione odierna della Commissione Europea, che il neotitolare alla Giustizia Jacques Barrot ha presentato all'Europarlamento.


Coincidenza interessante, la comunicazione � giunta alla vigilia del voto europarlamentare sulla controversa direttiva relativa al rimpatrio degli immigrati clandestini, che sar� votata domani a Strasburgo. La proposta della Commissione si basa su tre pilastri: aiutare l'immigrazione legale, attraverso l'introduzione di una "Carta Blu" per favorire l'impiego di lavoratori qualificati nei settori chiave dell'economia; l'avvio di partenariati economici e commerciali con i Paesi di origine dell'immigrazione; Infine, il rafforzamento della gestione comune ed integrata delle frontiere, attraverso un potenziamento dell'agenzia comunitaria Frontex, la tolleranza zero contro la tratta degli esseri umani e misure di rimpatrio dei clandestini sostenibili ed efficaci. Presentando la comunicazione, Barrot, ieri al centro di una polemica su presunte dichiarazioni contrarie all'introduzione del reato di clandestinit� in Italia, ha mantenuto un atteggiamento sostanzialmente pilatesco: "no" a un'aggravante di clandestinit� per i cittadini europei, ma per gli extracomunitari ogni Paese fa da s�, ha detto.

16/6/2008

Audizione oggi del nuovo Commissario Europeo Tajani al Parlamento Europeo.

Giornata di esami per il neo Commissario ai Trasporti Antonio Tajani, che a Strasburgo affronta il giudizio della Commissione europalamentare. Tajani, che ha sostituito il dimissionario Franco Frattini, dovr� sostenere l'audizione con il collega Jacques Barrot, da cui ha ricevuto il portafoglio dopo passaggio del francese alla Giustizia e Affari Interni. In un questionario scritto inviato all'Europarlamento, Tajani ha gi� messo alcuni punti in chiaro: si � -di fatto- detto pronto a dimettersi in caso di esito negativo dell'audizione, si � dichiarato pronto a rispettare l'indipendenza della Commissione Europea e ha affrontato due questioni chiave del suo mandato come eurocommissario, che scadr� nell'autunno del 2009: ha definito "cruciale" la questione del finanziamento delle Reti transeuropee di trasporto, aggiungendo di ritenere "essenziale" la partecipazione del settore privato nell'attuazione dei progetti stessi. E sul controllo degli aiuti di Stato, questione che tocca da vicino anche il dossier Alitalia, ha scritto di voler assicurare un controllo rigoroso del rispetto delle regole in materia, per garantire una concorrenza leale e un'applicazione imparziale delle regole alle compagnie aeree. Tajani si � infine impegnato a fare della sicurezza stradale una sua "priorit� personale".

15/6/2008

"Nessuna soluzione rapida ed evidente" � in vista per il Trattato di Lisbona, bocciato venerd� dagli irlandesi. L'ammissione � giunta dal premier gaelico Brian Cowen. Domani riunione di crisi dei Ministri degli Esteri europei.


Almeno una certezza c'�: non � chiaro come il Governo irlandese e l'Unione Europea procederanno, dopo la bocciatura referendaria del Trattato di Lisbona. Brian Cowen, primo ministro da un mese ed erede del dimissionario Bertie Ahern, non ha fornito alcuna rassicurazione ai colleghi europei, che incontrer� nel fine settimana a Bruxelles. Cowen, che ha parlato nel corso di un'intervista con la radio pubblica Rte, ha ammesso di doversi prendere la propria parte di responsabilit� per il fallimento. "Siamo in una terra di nessuno", ha quindi ammesso, aggiungendo: "� una terra che dobbiamo esplorare". Poi per�, � sbottato: "non esistono soluzioni evidenti". Il primo banco di prova per l'Irlanda sar� al vertice dei Ministri degli Esteri di inizio settimana, dove -a parte la benevola e un po' ipocrita indulgenza inglese- con il Ministro degli Esteri Miliband che lascia volentieri a Dublino la responsabilit� della scelta sul destino del Trattato ("tocca all'Irlanda dare o meno l'estrema unzione", ha detto), l'irlandese Micheal Martin dovr� vedersela con gli infuriati colleghi tedesco, francese e spagnolo, che insistono per una ripetizione del voto referendario.
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