NEWS OF THE DAY
15/6/2008

Difficile missione diplomatica dell'Alto Rappresentante Europeo Solana in Iran: sul nucleare Teheran rifiuta ogni compromesso che implichi uno stop all'arricchimento dell'uranio.


E' sempre pi� complessa la partita diplomatica che si gioca tra Teheran e la comunit� internazionale sul nucleare. L'alto rappresentante europeo Javier Solana si � recato ieri in Iran con sottobraccio un complesso pacchetto negoziale di offerte e proposte per cercare di risolvere la contesa: al centro del pacchetto la proposta di costruzione su suolo iraniano di centrali ad acqua leggera di ultima generazione, insieme agli sforzi per una piena normalizzazione delle relazioni. Solana, dopo aver incontrato il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki e il responsabile del dossier nucleare Said Jalili, si � detto ottimista: "spero di avere una risposta da Teheran presto. La nostra presenza qui dimostra che siamo interessati a buone relazioni con l'Iran". Peccato che da Teheran fosse gi� arrivata una doccia fredda: non solo Mottaki -a sua volta- chiedeva risposte al recente pacchetto iraniano, ma un portavoce governativo si spingeva pi� in l�, affermando che uno stop all'arricchimento dell'uranio era fuori discussione. Da Parigi il presidente americano George Bush reagiva duramente: "sono deluso dal rifiuto di questa offerta generosa". E' probabile che i negoziati proseguiranno, sebbene su binari molto stretti. L'alternativa sono nuove e pi� dure sanzioni contro Teheran.

14/6/2008

Teheran rispedisce al mittente le proposte avanzate dall'inviato dell'Unione Europea Javier Solana.

Nonostante l'ottimismo di facciata dell'Alto Rappresentante comunitario, che ha incontrato oggi il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki e il responsabile del dossier nucleare Said Jalili, difficilmente l'Iran accetter� il pacchetto negozialeofferto dalla comunit� internazionale, che includono benefici commerciali, politici e di cooperazione energetica sul nucleare civile. Un portavoce governativo ha solo apparentemente lasciato aperta la porta del negoziato, affermando che l'Iran esaminer� la proposta, per poi richiuderla immediatamente: "la sospensione dell'arricchimento dell'uranio non � in discussione". A sua volta il Ministro Mottaki ha rilanciato la posta, chiedendo una risposta della comunit� internazionale al pacchetto presentato da Teheran all'Onu. E' quindi probabile, come fanno ritenere alcune fonti, che il negoziato andr� avanti su binari molto stretti, anche se le prime reazioni non sono positive: il presidente americano George Bush, in visita a Parigi, si � detto deluso della risposta iraniana. "Inaccettabile che l'Iran sviluppi una bomba atomica", gli ha fatto eco l'omologo Nicolas Sarkozy. Il fallimento dei negoziati potrebbe portare a nuove sanzioni da parte della comunit� internazionale.

14/6/2008

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BOCCIATURA IRLANDESE DEL TRATTATO DI LISBONA. QUALI VIE D'USCITA ORA? L'ANALISI DI SERGIO NAVA +++ .

Al momento l'unica certezza sulla sorte del Trattato di Lisbona, o ex Costituzione Europea, l'ha snocciolata con la consueta franchezza il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker: "� chiaro che il Trattato non entrer� in vigore il primo gennaio, come previsto". Per il resto, i punti fermi sono due: innanzitutto 18 Paesi hanno finora ratificato il testo, uno l'ha bocciato, otto -tra cui l'Italia- ancora non si sono pronunciati. Secondo: la palla passa ora ai 27 leader europei, che gioved� si riuniranno a Bruxelles e decideranno sul da farsi. Posto che ufficialmente non esiste alcun "piano B", � lecito avanzare alcune ipotesi. La pi� probabile � che i pesi massimi europei, la Germania e la Francia prossima presidente dell'Unione, col supporto della Commissione, premeranno per chiudere il giro di ratifiche, al fine di isolare l'Irlanda e obbligarla a rivotare. Due i problemi, per�: altri Paesi, come la Repubblica Ceca, potrebbero dichiarare il Trattato "lettera morta" e infoltire il fronte del "no". Ma soprattutto: come giustificare un nuovo voto? E a prezzo di quali concessioni? Altra ipotesi, estenuante: rinegoziare pure il Trattato di Lisbona. Ma per trasformarlo in cosa? Terza e ultima ipotesi: abbandonare il progetto costituzionale e andare avanti con l'attuale Trattato di Nizza. A quel punto nascer� probabilmente un'altra Europa, fatta di cooperazioni rafforzate e alleanze variabili. E inevitabilmente meno coesa.
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