NEWS OF THE DAY
13/6/2008

+++ Il referendum irlandese sul Trattato di Lisbona. Sull'Isola di Smeraldo il "no" ha prevalso con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del "s�". L'affluenza e' stata del 51,2% degli aventi diritto +++ .

Questo secondo "no" irlandese all'Europa, dopo quello pronunciato sette anni fa contro il Trattato di Nizza, pesa come un macigno sul processo di integrazione. L'Europa, � il caso di dirlo, sprofonda nuovamente nella crisi. Tra i primi a reagire il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso: "non dobbiamo affrettarci a tirare conclusioni. I 27 leader europei si riuniranno la prossima settimana e vedranno come procedere. Ma io credo che il Trattato non sia morto. Il Trattato � vivo. Dobbiamo ora trovare una soluzione". E se la presidenza slovena, in scadenza di mandato, si limita -come Barroso- a rinviare tutto al vertice europeo della prossima settimana, appare sempre pi� chiaro che a prendere l'iniziativa in questo clima di tempesta potrebbe essere il tradizionale motore franco-tedesco dell'Europa: Francia e Germania, in un comunicato congiunto, si sono dette dispiaciute per il 'no' e si augurano che il processo di ratifiche vada  avanti. Dall'Italia il commento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "non si puo' neppure immaginare di ripartire da zero. E' l'ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciando fuori chi -nonostante impegni solennemente sottoscritti - minaccia di bloccarla''.


13/6/2008

Si apriranno oggi alle 9 ora locale, le 10 in Italia, le urne per il referendum irlandese sul Trattato di Lisbona.

Gli occhi dell'Europa sono nuovamente puntati sulla piccola Irlanda, dove tre milioni di cittadini -sette anni dopo il "no" al Trattato di Nizza- potrebbero assestare un altro duro colpo alle ambizioni future dell'Unione Europea. Unico Paese a ratificare il Trattato di Lisbona per via referendaria, l'Irlanda ha votato nella giornata di ieri con lentezza: le percentuali di affluenza maggiore si sono registrate nelle aree urbane e nei quartieri borghesi. L'incertezza � totale, dopo che nelle ultime settimane i s� e i no hanno gareggiato testa a testa nei sondaggi. Intervistato da Sergio Nava l'ex presidente dell'Europarlamento Pat Cox, portavoce della campagna per il s�, nega che il suo sia un Paese euroscettico: "quando si svolge un referendum, gli elettori non rispondono solo alla domanda sulla scheda, ma anche a una serie di domande che nulla hanno a che vedere col referendum stesso. Cos� i pescatori esprimono il loro disagio sul prezzo del gasolio, i contadini sfogano le preoccupazioni per l'apertura dei mercati, eccetera". Ma Naoise Nunn, del campo del no, contesta: "c'� la sensazione generalizzata che questo Trattato porti l'Europa troppo lontano, troppo velocemente, troppo presto. Questo mette in pericolo il futuro dell'Unione Europea. Esiste un deficit democratico, i cittadini non sono stati coinvolti nel progetto" . Bruxelles resta col fiato sospeso: un eventuale "no" metterebbe a rischio la nuova architettura istituzionale e decisionale europea.

12/6/2008

L'Italia chiedera' una corsia preferenziale per una ratifica rapida del Trattato di Lisbona, che riforma l'Unione Europea. Lo ha indicato la Farnesina, nel giorno in cui il Trattato ha ricebuto l'ok dei Parlamenti greco, finlandese ed estone. Oggi per� tutti gli occhi sono puntati sull'Irlanda.


Il destino dell'Europa � nuovamente appeso al filo di un referendum: a poco pi� di tre anni dalla doppia bocciatura franco-olandese della Costituzione Europea, che affoss� il testo prodotto dalla Convenzione presieduta da Valery Giscard d'Estaing, tocca ora al Trattato di Lisbona (nato proprio sulle ceneri della Costituzione) affrontare le forche caudine referendarie. Oggi i cittadini irlandesi sono chiamati, unici in tutta Europa, ad esprimersi con un "s�" o con un "no": gli ultimi sondaggi danno un testa a testa tra i due schieramenti, con una leggera prevalenza dei contrari al Trattato. Un'ipotesi che fa rabbrividire l'Europa e le istituzioni comunitarie, anche perch� a quel punto gli scenari diverrebbero estremamente imprevedibili. Si potrebbe tentare di far rivotare gli irlandesi, come gi� avvenuto col Trattato di Nizza, da loro bocciato sette anni fa. Un'ipotesi imbarazzante ma percorribile, al prezzo per� di nuove concessioni a Dublino. Possibile anche l'avvio di un doloroso rinegoziato sul Trattato di Lisbona, che riaprirebbe il vaso di Pandora delle richieste nazionali, mentre appaiono meno probabili le ipotesi di un accantonamento definitivo del Trattato o di uno sganciamento dell'Irlanda dall'Unione Europea. "Non blocchiamo l'Europa": cos� il premier Brian Cowen si � rivolto agli elettori in un ultimo, drammatico appello alla vigilia del voto.
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