NEWS OF THE DAY
10/6/2008

Posizioni comuni su molte questioni di politica internazionale, ma poche misure concrete: George Bush si congeda dall'Unione Europea dopo il summit odierno in Slovenia.


Si chiude con un forte monito all'Iran l'ultimo vertice euroamericano con George Bush presidente: ''un Iran dotato di armi nucleari rappresenta un pericolo straordinario per la pace mondiale'', ha dichiarato il presidente statunitense, che ha posto Teheran di fronte a due opzioni: o abbandona il proprio programma di arricchimento dell'uranio, o rischia l'isolamento internazionale. Il documento congiunto aggiunge che Bruxelles e Washington lavoreranno per impedire che le banche iraniane -in particolare la Bank Melli- abusino del sistema creditizio internazionale al fine di sostenere il terrorismo. Sul clima, dove Europa e Stati Uniti hanno storicamente registrato ampie diversit� di vedute, soprattutto nell'era-Bush, si � intravista una timida apertura, proprio grazie alle parole dello stesso presidente americano, che non ha escluso un'intesa globale sul surriscaldamento climatico entro la fine dell'anno. Ma lo stesso Bush ha aggiunto che -senza l'appoggio di India e Cina- non si va da nessuna parte. Il summit, con un Bush sul viale del tramonto e mai davvero in sintonia con la Vecchia Europa, ha riservato poche altre sorprese: tra queste, il tentativo americano, inascoltato, di perorare l'adesione turca all'Europa, oltre a una promessa di cooperazione nella fase di transizione tra la supervisione Onu e quella europea in Kosovo.

6/6/2008

I 27 Ministri dell'Energia europei hanno raggiunto a Lussemburgo un accordo per la separazione delle reti di produzione e trasmissione.


E' un accordo -per il momento di massima- che potrebbe introdurre una rivoluzione nel settore dei grandi gruppi energetici europei, quello raggiunto al vertice in corso a Lussemburgo. Secondo fonti della presidenza slovena, l'intesa c'�, anche se Germania, Austria e Portogallo ancora nicchiano: anche perch� ben 24 Ministri di settore sono ormai concordi nell'appoggiare un compromesso che non prevederebbe -come inizialmente ipotizzato- un pieno "unbundling", ovvero una radicale separazione delle reti di produzione da quelle di distribuzione dell'energia, che avrebbe obbligato i giganti europei (quali Eon, Rwe e Gaz de France), a vendere interi settori aziendali. Piuttosto,  l'idea � quella di permettere a queste stesse compagnie di conservare la propriet� delle reti distributive, sottoponendone per� la gestione operativa a un ente indipendente. Questo nuovo gestore della rete, denominato "Independent trasmission operator", dovr� essere totalmente separato a livello contabile e societario dall'azienda madre: il suo livello di indipendenza sar� garantito da una serie ulteriore di regole e sistemi di controllo. Per il Ministro allo sviluppo economico  Claudio Scajola, sulla separazione delle reti ''c'e' un ampio accordo sugli elementi  essenziali''. Possibile gi� un via libera al Consiglio Europeo di met� giugno.

6/6/2008

La prima direttiva che fissa standard comuni in Europa per il rimpatrio dei clandestini ha ottenuto l'ok dei 27 Paesi comunitari: per il Ministro Roberto Maroni, il reato di immigrazione clandestina "resta la via giusta".


Luce verde dei Ministri dell'Interno europei alla direttiva per il rimpatrio dei clandestini, che affronter� tra dodici giorni l'esame dell'Europarlamento. La normativa, che si applicher� soprattutto agli immigrati gi� presenti sul territorio comunitario e non agli aspiranti rifugiati, prevede alcune misure minime fondamentali: tra queste la possibilit� di detenzione dei clandestini a rischio di fuga fino a un massimo di sei mesi, prorogabili a un anno e mezzo in casi eccezionali; l'espulsione forzata per chi rifiuta il rimpatrio entro quattro settimane e il conseguente divieto di ritorno per un massimo di cinque anni in territorio europeo; il diritto al patrocinio legale gratuito per i clandestini coinvolti. Resta invece controversa la possibilit� che queste misure si applichino ai minori, un'eventualit� che ha fatto scattare la protesta di Amnesty Intenational. Per il Ministro Maroni, la luce verde dell'Europa conferma la bont� delle scelte italiane. Il 18 giugno la direttiva affronter� l'esame di Strasburgo, dove al momento potrebbe passare in prima lettura, grazie all'appoggio di popolari, destra e liberali. Una volta approvata, dovr� essere operativa entro il 2010.
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