| NEWS OF THE DAY | ||||||||||
![]() |
||||||||||
| 11/4/2008 Un Paese depresso, in declino, che -come scrive il maestro di giornalismo Enzo Biagi- � auspicabile possa finalmente diventare un Paese normale. Voglia di cambiare", il libro di Salvatore Giannella uscito in questi giorni, � la fotografia di un'Italia che si guarda allo specchio e si scopre infelice: uno studio dell'Universit� inglese di Cambridge ci colloca addirittura all'ultimo posto nella classifica della felicit� degli europei, dietro Grecia e Portogallo. Come loro abbiamo il sole e il mare, beni preziosi e bramati dalle popolazioni nordiche. Per il resto arrossiamo, guardando ai nostri cugini europei: arrossiamo leggendo che in Spagna -Paese latino quanto noi e fino a ieri dietro di noi- se un treno ad alta velocit� ritarda di oltre cinque minuti ti rimborsano il biglietto intero. Arrossiamo pensando alla Svezia, dove un'operaia nota delle falle nei sistemi di sicurezza e blocca l'intera produzione: nel bergamasco per un caso analogo un uomo � stato sospeso dal lavoro. Arrossiamo immaginando la Danimarca, dove dopo un licenziamento si riceve un sussidio pari all'80% dello stipendio ed entro tre mesi si ottiene un piano di ricerca di lavoro dal centro per l'impiego. Arrossiamo leggendo che la Francia ci ha surclassati come potenza turistica. Di casi come questi ce ne sono tanti nel libro di Giannella, impietoso nel suggerire che un altro mondo � possibile. Un mondo dove le idee, le visioni e l'efficienza esistono. Qui sono in pochi a vederlo. 3/4/2008 E' stata riaperta questa mattina al transito pedonale una delle strade simbolo della divisione in due di Nicosia, capitale di Cipro. E si riaccendono le speranze per un'accelerazione nei negoziati di riunificazione tra la comunit� greca e quella turca. Ci sono voluti 45 anni perch� ci� accadesse: oggi � stato il gran giorno per Ledra Street, porta Lkmaci in turco. Un simbolo, uno dei tanti, ma sicuramente uno dei pi� storici e significativi della divisione etnica, religiosa e politica, che da decenni separa le comunit� greca e turca che condividono la splendida isola mediterranea, leggendaria patria di Afrodite. Ledra Street � stata, in passato, la via commerciale per eccellenza della capitale Nicosia, attualmente divisa -come il resto del Paese- in una parte greca, appartenente alla Repubblica di Cipro, e quella turca, appartenente a Cipro Nord, riconosciuta solo da Ankara. Lunga ottanta metri e larga otto, Ledra Street, la via Montenapoleone di Nicosia, rappresentava -nell'immaginario collettivo- il muro divisorio tra le due comunit�: solo all'inizio del marzo 2007 quel muro era fisicamente caduto sotto i colpi delle ruspe, ma per una serie di problemi burocratici non era stato possibile, agli abitanti delle due comunit�, attraversare il valico per mesi. Una cristallizzazione di uno status quo perdurante dal 1963, anno in cui, a seguito delle violenze interetniche esplose tra le due comunit�, Ledra Street era stata chiusa. A rendere possibile quella che potremmo definire come la nuova primavera cipriota, � stata la recente elezione a presidente del comunista Dimitris Christofias, che ha immediatamente riavviato e ravvivato i negoziati per la riunificazione con la controparte turca Mehmet Ali Talat. In soli due incontri i capi negoziatori hanno messo nero su bianco sei gruppi di lavoro e sette comitati tecnici, che dovranno gettare le basi per la ripresa -entro giugno- dei colloqui ad alto livello tra i presidenti. Da Bruxelles il Commissario Europeo all'Allargamento Olli Rehn ha detto di vedere, con la riapertura di Ledra Street, "una luce in fondo al tunnel". E' forse il commento migliore per questo storico evento. 2/4/2008 Nel bel mezzo del caso della mozzarella italiana, da ieri l'Europa ha concesso un incremento generalizzato nelle quote latte pari al 2%. E' scattato ieri in tutta l'Unione Europea l'incremento delle quote di produzione del latte: +2%, pari a quasi tre milioni di tonnellate di latte in pi�. Per i produttori italiani, protagonisti in passato di dure lotte e proteste contro le sanzioni, inviate regolarmente da Bruxelles per gli sforamenti nelle quote nazionali, si tratta di oltre 200mila tonnellate in pi�. L'Italia � stata storicamente penalizzata da una sottovalutazione delle quote assegnate al nostro Paese, figlia di negoziati sbagliati -in sede europea- nei primi anni '80. Per il Ministro all'Agricoltura Paolo de Castro, l'incremento delle quote latte non dovrebbe far crollare i prezzi. Paradossalmente, la novit� giunge proprio nel pieno della crisi della mozzarella: un peccato, anche perch� l'idea era proprio quella di usare questo 2% in pi� per incrementare la produzione dei formaggi di eccellenza italiani. La mossa si inserisce nel contesto della progressiva liberalizzazione delle quote latte, che saranno abolite nel 2015. |
||||||||||
| MORE NEWS |
||||||||||