NEWS OF THE DAY
29/2/2008

Doppia procedura di infrazione della Commissione Europea contro l'Italia: oggetto del contendere le pompe di benzina e l'olio d'oliva.


Italia ancora nel mirino di Bruxelles: l'infrazione pi� grave riguarda questa volta le stazioni di servizio. Per la Commissione Europea il mercato delle pompe di benzina e gasolio non � abbastanza aperto agli operatori stranieri, con riflessi negativi sulla concorrenza e -in ultima analisi- sul prezzo stesso dei carburanti: di qui la decisione di portare il nostro Paese davanti alla Corte di Giustizia. Troppe le restrizioni, denuncia il Commissario Charlie McCreevy: dalla programmazione regionale del mercato dei distributori agli obblighi di superficie o distanza minima, dalle restrizioni sugli orari di apertura ai costi aggiuntivi, dovuti a pratiche burocratiche da evadere. Tutte limitazioni che -per paradosso- sarebbero gi� state eliminate in buona parte, se il decreto Bersani sulla terza ondata di liberalizzazioni avesse superato l'ostacolo del Senato. Bruxelles ha concesso altri quattro mesi al nostro Paese per mettersi in regola e garantire ai gruppi stranieri -come Auchan, la cui denuncia ha fatto scattare la procedura- pari opportunit� con quelli nazionali. Sempre Bruxelles ha aperto un'altra procedura contro l'Italia, contestando la regolarit� del decreto che impone l'indicazione in etichetta dell'origine dell'olio di oliva. Ma il Ministro De Castro avverte: "non torniamo indietro sulla decisione".

28/2/2008

Italia deferita alla Corte di Giustizia Europea per le restrizioni nel mercato dei distributori di carburanti.


Mentre il gasolio vola al proprio record storico, l'Europa punta il dito contro l'Italia per le mancate liberalizzazioni nel mercato dei carburanti. Un mercato che impone, secondo Bruxelles, una serie di restrizioni che rende impossibile o estremamente difficile per i nuovi concorrenti -proveninenti dall'estero- poter avere accesso al settore. Troppi, secondo il Commissario al Mercato Interno Charlie McCreevy, gli ostacoli di natura burocratica: dalla programmazione regionale del mercato dei distributori agli obblighi di superficie minima, dalle restrizioni sugli orari di apertura ai costi aggiuntivi, dovuti a pratiche burocratiche da evadere. Gi� lo scorso anno Bruxelles aveva invitato Roma a muoversi, ricordando che la procedura di infrazione era stata aperta nel 2005. Ma dall'Italia, fa notare la Commissione, sono arrivate solo promesse, cui non sono seguiti fatti. Quegli stessi fatti che, ha commentato il Ministro allo Sviluppo Pierluigi Bersani, si sarebbero potuti concretizzare, se solo il Parlamento avesse approvato la terza ondata di liberalizzazioni, attualmente bloccata in Senato. L'infrazione in sede europea � nata con la denuncia del gruppo francese Auchan, attivo nel settore della grande distribuzione.

27/2/2008

Volano i prezzi delle materie prime per gli alimentari, mentre dall'Europa arriva un monito sui costi di pane, pasta e latte.

Mentre il grano segna nuovi record, toccando per la prima volta i 12 dollari a bushel a Chicago, l'Europa lancia l'allarme prezzi: i prodotti alimentari costano troppo. Basta un esempio: se prendiamo una fetta di pane, dice Bruxelles, il prezzo dei cereali per produrla ammonta solo al 5% del totale. Gli aumenti non sono quindi giustificati dal costo degli ingredienti. Intervistato da Sergio Nava, Michael Mann, portavoce della Commissione, precisa: "la scorsa estate abbiamo osservato un forte incremento nei prezzi del latte, soprattutto in Germania, cui � seguito un aumento di quelli del pane. Per quanto riguarda l'Italia" -conclude- "abbiamo notato aumenti del prezzo della pasta". La Commissione ha adottato provvedimenti per limitare i rincari, permettendo agli agricoltori di incrementare la produzione, consentendo un aumento delle quote latte da aprile, ed eliminando le tariffe di importazione per i cereali. Decisioni che stanno cominciando ad avere effetti ora, e che in teoria potrebbero portare a un calo dei prezzi degli alimentari. Ma per il resto Bruxelles ammette di avere le mani legate: gli unici a poter sanzionare eventuali cartelli sui prezzi tra le catene di supermercati sono infatti gli antitrust nazionali.

20/2/2008

Giornata di incidenti ai checkpoint tra Serbia e Kosovo.

E' tornata la calma ieri sera in Kosovo, dopo gli scontri ai posti di confine di Jarinje e Brnjak : 2000 serbo kosovari dell'enclave di Kosovksa Mitrovica, che si oppongono all'indipendenza proclamata dal nuovo Stato, hanno incendiato e saccheggiato gli uffici e le guardiole dell'Onu, delle dogane e della polizia. Con un messaggio chiaro: no a nuovi confini tra Serbia e Kosovo. A riportare l'ordine c'� voluto l'intervento delle forze della Kfor, che hanno disperso i dimostranti. Oggi inizier� anche uno sciopero giornaliero degli studenti serbo kosovari di Mitrovica Nord. Intanto l'Alto Rappresentante Europeo, Javier Solana, � stato il primo esponente della comunit� internazionale a visitare Pristina, capitale di uno Stato tutto da costruire. Accompagnato dai due proconsoli europei nella regione, il capomissione Yves de Kermabon e il rappresentante comunitario Pieter Feith, Solana ha assicurato che la missione EULex sar� dispiegata in tutto il Kosovo, anche se da Bruxelles � stato precisato che le enclaves serbe saranno coperte per ultime. Da Solana anche una rassicurazione: "l'Europa � amica del Kosovo". A conferma di ci� la Commissione ha parladto di unostanziamento di oltre un miliardo di euro in aiuti fino al 2010. Ma la Russia minaccia: la posizione europea sul Kosovo avr� riflessi sui rapporti tra Mosca e il Vecchio Continente.
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