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| 18/2/2008 Ore cruciali per il riconoscimento internazionale del Kosovo: la partita si gioca partendo dall'Europa, che proprio oggi riunisce i suoi 27 Ministri degli Esteri a Bruxelles. Una riunione che non a caso arriva il giorno dopo l'indipendenza, ma dove il blocco comunitario si presenta diviso. I "big", Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, dovrebbero riconoscere il nuovo Stato, seguiti possibilmente da altri Paesi. Ma resta una minoranza, pari a sei nazioni, che non intende riconoscere il Kosovo. Si tratta di Paesi che hanno problemi secessionisti al loro interno: tra questi la Spagna, la Slovacchia e Cipro. Difficile dire quali conclusioni tireranno i 27: il rischio � un documento minimalista a nome della presidenza slovena, che si limiti a prendere atto dell'avvenuta dichiarazione kosovara. Un bel rompicapo diplomatico. L'Alto Rappresentante europeo Javier Solana chiede a tutti gli attori balcanici di agire in modo "calmo e responsabile". Una sola cosa � certa: l'Europa invier� a Pristina una missione civile di 2000 uomini, EULex, per accompagnare la formazione del nuovo Stato. 17/2/2008 L'Europa intanto schiera la sua missione per traghettare il Kosovo verso l'indipendenza. Ma sul riconoscimento i 27 restano divisi. La formula del silenzio-assenso ha fatto scattare ieri mattina una delle pi� importanti missioni nella storia dell'Unione Europea: EULex, composta da 2000 tra poliziotti, magistrati, doganieri e funzionari, si dispiegher� nel neonato Stato balcanico in un arco temporale di quattro mesi, contribuendo alla formazione della struttura amministrativa e alla creazione di un corpo giuridico. A guidare EULex, che conter� su un budget di poco superiore ai 200 milioni di euro, sar� l'ex generale francese Yves de Kermabon, mentre l'italiano Alberto Perduca supervisioner� il lavoro dei 250 magistrati europei. Il benvenuto serbo alla missione non si � fatto attendere: "un'iniziativa vergognosa", secondo Belgrado, mentre il leader dei serbo kosovari Ivanovic parla di "occupazione". Intervistata da Sergio Nava, Cristina Gallach, portavoce dell'Alto Rappresentante europeo Javier Solana, sostiene che nel lungo periodo saranno per� gli stessi serbo-kosovari a capire che EuLex ha proprio lo scopo di garantire la tutela dei diritti delle minoranze in Kosovo. Intanto per� l'Europa si trova ad affrontare -domani- un nuovo rompicapo diplomatico: quando i 27 Ministri degli Esteri si riuniranno a Bruxelles, chi riconoscer� il Kosovo? E' probabile che Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna romperanno gli indugi per primi, ma almeno sei Paesi dell'Unione potrebbero non allinearsi. 16/2/2008 L'Europa ha dato l'ok definitivo alla missione in Kosovo. Via libera definitivo questa mattina dai 27 Paesi europei alla missione EULex, la cui lunga e difficile gestazione diplomatica si � conclusa con la formula del silenzio-assenso: sopravvenuta la mezzanotte di ieri e in mancanza di obiezioni dalle capitali, l'Unione Europea ha varato la missione. Il cui corpo principale sar� costituito da 2000 tra militari, giudici e personale amministrativo: a loro il compito di vigilare sull'indipendenza pilotata del Kosovo e creare un embrione di Stato. Il budget stanziato dall'Europa � di 205 milioni di euro per i primi 16 mesi: a comandare EULex sar� l'ex comandante Nato Yves de Kermabon, mentre l'olandese Peter Feith � stato nominato rappresentante speciale dell'Unione Europea in Kosovo. Tra gli incarichi di rilievo, c'� anche quello all'italiano Alberto Perduca, che coordiner� il corpo internazionale di magistrati. L'annuncio formale del via libera alla missione comunitaria ha ricevuto la gelida accoglienza del leader serbo-kosovaro Milan Ivanovic: "questa missione ha le caratteristiche dell'occupazione. Noi non l'accetteremo", ha dichiarato, minacciando una dura opposizione. Il tutto mentre luned� i Ministri degli Esteri europei prenderanno atto della dichiarazione d'indipendenza kosovara: l'Italia, con Francia, Germania e Gran Bretagna, romper� gli indugi e riconoscer� il nuovo Stato. 16/2/2008 Atteso per questa mattina il via libera definitivo delle capitali europee alla missione comunitaria in Kosovo. Domani la provincia serba dovrebbe dichiarare l'indipendenza: luned� i Ministri degli Esteri europei ne prenderanno atto. L'Europa torna attore -si spera questa volta protagonista- nei Balcani: per un singolare ricorso storico, proprio nel decennio successivo al fallimento europeo nel controllo della disgregazione jugoslava, parte proprio da Bruxelles -con il robusto appoggio diplomatico americano- la missione che piloter� il Kosovo verso l'indipendenza. La punta di diamante sar� EULex, un dispiegamento di 2000 tra magistrati, militari e personale amministrativo, che partiranno nei prossimi giorni alla volta di Pristina. La missione, operativa a giugno, coster� 205 milioni di euro e si occuper� di formare l'embrione di Stato kosovaro, in particolare nel settore della giustizia, delle dogane e della lotta alla corruzione. A capo del team di magistrati ci sar� un italiano, Alberto Perduca. Il corpo militare, con l'eccezione di Malta, sar� costituito dai soldati di tutti i Paesi europei. Sul posto rester� attiva anche l'altra missione europea dell'International Civilian Office, che dovr� occuparsi dello status internazionale del Kosovo, mentre l'attuale missione Onu si dissolver� gradualmente. Fonti europee a Pristina, contattate da Radio 24, si sono dette ottimiste sulle prospettive di questa fase di transizione. "Non ci sono rischi di guerra civile", dicono, anche perch� -rilevano- "Belgrado sa bene che a sostenere Pristina ci sono la maggioranza dei Paesi europei e gli Stati Uniti". |
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