NEWS OF THE DAY
20/9/2007

C'� un Paese in Europa il cui inno nazionale potremmo non sentire pi�, in futuro. Quel Paese � il Belgio.

Molti lo ricorderanno: nel dicembre 2006 il canale francofono Rtbf lanci� un'edizione straordinaria del telegionale, con il falso scoop della scissione in due del Paese. Il fatto � che ci� che solo pochi mesi fa pareva uno scherzo, ora non � pi� taboo. Il Belgio potrebbe veramente spaccarsi: da una parte i valloni, di etnia francofona, dall'altra i fiamminghi, di etnia olandese. Il Paese � da oltre 100 giorni senza Governo, dopo la sconfitta del premier liberale Verhofstadt alle ultime elezioni. A bloccare il panorama politico pi� veti incrociati, in questo caso non solo di schieramento, ma anche etnico: le Fiandre, pi� ricche, chiedono maggiori poteri di autogoverno, mentre la Vallonia, i cui fasti economici legati all'estrazione mineraria sono passati da tempo, gioca in difesa e chiede garanzie per i propri cittadini. In mezzo ci sono decenni di incomprensioni e scarso amore tra le due principali comunit�. Incomprensioni anche linguistiche: il Belgio non � uno stato bilingue. E' raro trovare chi parla perfettamente francese e fiammingo. Intanto le riforme in senso sempre pi� federale avanzano a grandi passi: il Paese ormai appare pronto a una rivoluzione di velluto. Con un grande punto di domanda: che ne sarebbe di Bruxelles, capitale d'Europa e sede di innumerevoli istituzioni comunitarie? E' qui che il problema belga diventa -in realt�- europeo.

19/9/2007

Il veto polacco fa fallire il tentativo di istituire la giornata europea contro la pena di morte.

La Polonia alla fine non ha ceduto: il 10 ottobre non sar� quindi in Europa la giornata contro la pena di morte. Irremovibile, ieri al Consiglio Europeo dei Ministri della Giustizia, la posizione del rappresentante polacco, Wladyslaw Stasiak. Varsavia contesta agli altri 26 Paesi dell'Unione la necessit� di allargare il significato della giornata a una pi� generale difesa della vita. "No alla pena di morte", sostiene la Polonia, e "no anche ad aborto ed eutanasia". Una posizione irricevibile dai partner europei, frutto anche di una campagna elettorale polacca che vede i due gemelli Kaczinsky, presidente e premier dell'ultraconservatore Governo di Varsavia, asserragliati in difesa di un esecutivo ormai di minoranza che punta alla rielezione tra circa un mese. Imbarazzo generale dell'Europa, che -per bocca della presidenza portoghese- si limita a un commento che suona goffo e impotente: "l'Europa", dice Lisbona, "continua nel suo impegno per l'abolizione della pena capitale". Unanimi le condanne comunitarie alla pecora nera polacca: infuriata la Gran Bretagna, esterrefatta l'Italia, con il Ministro Mastella che definisce "arrogante" la posizione di Varsavia e che, in linea col resto del Governo, ribadisce l'impegno di Roma a portare avanti l'iniziativa per la moratoria internazionale in sede Onu, in vista dell'Assemblea Generale.

18/9/2007

Una sentenza storica: il Tribunale di Primo Grado della Corte di Giustizia Europea ha respinto ieri l'appello di Microsoft contro la maxi-ammenda da 497 milioni di euro, inflittale nel 2004 dall'allora Commissario Europeo alla Concorrenza Mario Monti.

Confermata l'accusa di abuso di posizione dominante, scaturita da una denuncia presentata nel 1998 da Sun Microsystem. Bruxelles contest� al gigante di Redmond sia l'incorporazione obbligatoria del software Mediaplayer in tutti i programmi venduti, sia il rifiuto di condividere informazioni essenziali sul funzionamento di Windows con le aziende rivali. Accuse confermate in pieno dalla sentenza di ieri, che -come consolazione minima- ha annullato la decisione della Commissione di nominare un esperto indipendente per monitare l'ottemperanza di Microsoft alle richieste comunitarie. E se a Bruxelles hanno squillato le trombe -secondo la Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes Microsoft deve ora tener fede agli obblighi legali- l'azienda di Bill Gates non ha nascosto l'enorme disappunto e studia le contromosse. In teoria ci sono oltre due mesi per presentare ricorso, ma sul gigante dell'informatica pende un'ulteriore spada di Damocle: la multa da 280 milioni comminatagli un anno fa dalla Commissione per inottemperanza alla decisione del 2004, cui si potrebbe sommare quest'anno un'ulteriore ammenda. Il tutto potrebbe -in teoria- portare a una maximulta totale da un miliardo di euro. Per ora Microsoft annuncia di voler studiare bene la sentenza e pensa a misure supplementari per andare incontro a Bruxelles.

17/9/2007

Microsoft dovr� pagare all'Unione Europea la maximulta da quasi 500 milioni di euro per abuso di posizione dominante.

E' stata una vittoria quasi senza appello, che ha confermato in pieno la multa record inflitta dall'allora Commissario Europeo Mario Monti al gigante dell'elettronica. Il Tribunale di Primo Grado della Corte di Giustizia Europea ha confermato , al termine di tre anni di battaglie legali, l'ammenda da 497 milioni di euro. Una vera e propria Caporetto per l'azienda di Bill Gates, che si � vista dare torto su quasi tutti i punti del contenzioso, a parte un piccolo dettaglio tecnico: l'annullamento parziale della decisione di nominare un esperto indipendente per la verifica dell'adempienza di Microsoft ai propri obblighi legali. La Corte del Lussemburgo ha quindi confermato che l'azienda americana abus� della propria posizione dominante, sia includendo la versione Media Player all'interno dei pacchetti software, sia nascondendo ai produttori concorrenti le informazioni essenziali per realizzare programmi in grado di dialogare con i server collegatio a Windows. Ora Microsoft ha poco pi� di due mesi per fare appello, se lo riterr� opportuno, altrimenti rischia di pagare una multa di quasi 800 milioni di euro: un anno fa, infatti, Bruxelles aggiunse altri 280 milioni di ammenda di fronte alla mancata ottemperanza di Microsoft alle sue richieste. "Una sentenza che conferma la credibilit� della nostra politica di concorrenza", ha commentato il presidente della Commissione Barroso, mentre da Microsoft viene fatta trapelare l'enorme delusione.
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