NEWS OF THE DAY
8/1/2007

Dopo l'allarmante rapporto sui rischi di catastrofe climatica che attendono l'Europa nel medio periodo, reso noto nel weekend, Bruxelles indicher� gi� questa settimana, mercoled�, una possibile strada per far fronte alle sfide del clima. Iniziando dall'energia.

La Commissione Europea si prepara a varare quello che a Bruxelles non si esita a definire come "il pi� ambizioso piano per l'energia" mai pensato per l'Europa integrata. La Commissione proporr� la creazione -tra gli altri- di un regolatore europeo, che armonizzi gli standard e coordini gli interscambi alle frontiere, punter� sulle fonti rinnovabili, per ritardare o evitare gli scenari catastrofici sul clima anticipati sabato, e su quelle a basso impatto ambientale. Ma insister� pure sulla necessit� di approvvigionamenti certi. Quasi certamente il pacchetto conterr� anche la controversa proposta suill'unbundling, vale a dire la separazione delle attivit� di fornitura da quelle di gestione della rete di distribuzione: � per� probabile che sar� pi� sfumata rispetto alle intenzioni iniziali, per evitare uno scontro frontale con Germania e Francia, schierate a difesa di campioni nazionali quali E.on, Edf e Gaz De France. Sui cui privilegi Bruxelles non potr� chiudere un occhio, considerato che -sempre mercoled�- la Commissaria alla Concorrenza Nellie Kroes presenter� i risultati di un'indagine durata 16 mesi sul settore europeo dell'energia, nella quale denuncer� serie deficienze e irregolarit� di un mercato non ancora completamente liberalizzato.

1/1/2007

Il cambio d'anno porta con s� un cambio anche alla guida dell'Unione Europea, con una presidenza di turno "pesante", quella tedesca, cui spetter� il compito di far uscire l'Unione dalla crisi. Ma non � l'unico cambiamento a Bruxelles.


E' un 2007 ricco di novit� quello che si apre per l'Europa: col nuovo anno l'Unione si allarga a 27 Paesi, con l'ingresso ufficiale di Romania e Bulgaria. Si estendono quindi i confini del Vecchio Continente, politicamente inteso, prima di una lunga pausa di riflessione. All'ultimo summit di dicembre i 25 leader hanno chiaramente fatto capire che d'ora in poi non baster� pi� essere in regola per entrare: occorrer� anche che l'Unione sia in grado di accogliere nuovi Paesi. Ma intanto si festeggia: otto milioni di bulgari e 21 milioni di rumeni diventano cittadini europei. Al microfono di Sergio Nava il neo-Commissario Europeo rumeno, Leonard Orban, afferma che "questo � un momento storico, dopo un percorso lungo e difficile siamo dalla parte giusta... torniamo in Europa!" Ma c'� un altro Paese che festeggia il nuovo anno con un avvenimento storico: cinque anni dopo il pi� grande changeover monetario della storia, anche la Slovenia adotta l'euro. 23 milioni di monete raffiguranti simboli e personaggi del Paese entreranno in circolazione, assieme alle tradizionali eurobanconote. Va quindi in pensione il tallero e si semplificano gli scambi commerciali nelle aree di confine con l'Italia. La Germania prende il timone di un'Europa cui manca ancora una visione di lungo termine, ma che intanto -per non scontentar nessuno- aggiunge col 2007 anche il gaelico alle lingue ufficiali.

28/12/2006

Si complica la crisi del gas tra Russia e Bielorussia: Gazprom minaccia lo stop delle forniture dal primo gennaio, Minsk ricambia ipotizzando un blocco del transito verso l'Europa.


C'� chi teme possa rappresentare un pericoloso deja v� della crisi del gas che ha contrapposto lo scorso inverno Russia e Ucraina, mettendo a repentaglio anche le forniture europee. Una lezione servita solo in parte al Vecchio Continente, che -nonostante abbia posto la questione energetica tra le priorit� assolute della politica comunitaria- ancora non � riuscito a dotarsi di una vera strategia comune. Gazprom ha ieri annunciato che chiuder� dal primo gennaio i rubinetti delle forniture verso Minsk, che si � decisamente opposta all'aumento del prezzo del gas. La Bielorussia, dove vige un regime semidittatoriale, non vuole rinunciare ai prezzi di favore riservatigli finora da Mosca, e controminaccia di impedire a Gazprom l'accesso alla propria rete di condutture di trasporto del gas, bloccando cos� l'export verso l'Europa. Rischia quindi di ripetersi -anche se su scala minore- la crisi di un anno fa: dalla Bielorussia arriva infatti nell'Unione solo il 20% del gas, contro l'80 che transita attraverso l'Ucraina. La Commissione Europea si � detta tranquilla, giudicando sufficienti le scorte di gas nei singoli Paesi. I pi� a rischio sono comunque Germania e Polonia, mentre l'Italia, come ha ricordato ieri il Ministro Bersani, sarebbe solo sfiorata da un'eventuale crisi tra Mosca e Minsk.
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