NEWS OF THE DAY
12/12/2006

I 25 Ministri degli Esteri europei hanno raggiunto ieri sera un accordo per la sospensione parziale dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea.

Rallenta il cammino della Turchia verso l'Europa: al termine dell'ennesima maratona negoziale sulle sorti europee di Ankara, i 25 hanno trovato un'intesa che riproduce quasi per intero la proposta avanzata a fine novembre dalla Commissione: l'Europa congela quindi otto dei 35 capitoli negoziali che compongono il complesso mosaico di requisiti necessari a entrare nell'Unione: questo a causa del rifiuto di Ankara di riconoscere Cipro, un Paese membro. L'accordo include anche una clausola, che affida alla Commissione il monitoraggio del rispetto degli accordi doganali sottoscritti un anno fa dalla Turchia. Tra i capitoli congelati, quello appunto sull'unione doganale, quello sul libero movimento delle merci, quello sul diritto di stabilimento e servizi, e quello sui trasporti.
In un'intervista esclusiva con Sergio Nava, il presidente della Commissione Jos� Barroso spiega che quello proposto "� un approccio bilanciato, non � "o bianco o nero". A volte � pi� facile assumere un approccio manicheo: ma noi cerchiamo di essere credibili", afferma. E dice di vedere un futuro europeo per la Turchia. Ma dovr� superare anche le molte diffidenze interne: fonti qualificate hanno riferito che Cipro, Grecia e Austria ieri hanno osteggiato fino all'ultimo il varo di un accordo che ritenevano troppo morbido.

11/12/2006

Potrebbe slittare a fine settimana una decisione dell'Europa sul dossier turco: la riunione dei Ministri degli Esteri comunitari, attualmente in corso a Bruxelles, vede un'Europa spaccata in due, con una replica quasi perfetta delle tradizionali posizioni in campo.

L'Olanda, col Ministro Ben Bot, si � fatta portavoce della linea dura, arrivando a invocare il congelamento di ben 10 capitoli negoziali: con L'Aja ci sono anche Francia, Grecia, Cipro e Austria. L'Italia, schierata nel campo dei Paesi pi� morbidi verso il destino europeo della Turchia, preme invece per la sospensione di soli tre capitoli negoziali. Ancora una volta l'Europa si spacca sui numeri e registra la terza crisi con la Turchia in soli tre anni. N� a risolvere l'empasse aiuta la posizione di Ankara: in un articolo pubblicato oggi sull'International Herald Tribune il Ministro degli Esteri Abdullah Gul ammonisce sui rischi conseguenti a un deragliamento del processo negoziale. Ma proprio Ankara, con l'offerta ambigua di apertura a Cipro presentata gioved�, ha alimentato la confusione. Volenti o nolenti, a doversi occupare dello scottante dossier saranno probabilmente i 25 leader europei, che arriveranno gioved� nella capitale belga.


11/12/2006

Giornata forse decisiva per il futuro europeo della Turchia: a Bruxelles si riuniscono i 25 Ministri degli Esteri dell'Unione Europea.

Negoziati Europa-Turchia nel caos, dopo che l'ultima proposta di Ankara per una soluzione della questione cipriota ha prodotto pi� confusione che certezze. La Turchia � stata troppo ambigua: ha s� presentato la proposta di apertura di un porto e di un aeroporto al commercio con Nicosia, ma solo a livello verbale e senza mettere alcunch� per iscritto. Con un effetto boomerang: l'Europa ha infatti chiesto chiarimenti sulla reale consistenza dell'offerta. Offerta che sarebbe per� -neanche troppo velatamente- condizionata a una soluzione internazionale della trentennale divisione dell'isola cipriota e alla fine dell'isolamento di Cipro Nord. Le ultime piroette negoziali hanno diviso sia l'Europa che la stessa Turchia: nell'Unione un blocco di Paesi, tra cui l'Italia, preme per ammorbidire la sospensione dei negoziati, riducendo i capitoli congelati a 3 su 35, mentre un altro schieramento -che include Francia, Grecia e Cipro- non � disposto a fare sconti. La posizione tedesca, finora rigida, semba invece ammorbidirsi. In Turchia, invece, il presidente della Repubblica Sezer � seccato: nessuno dal Governo l'aveva informato dell'offerta fatta gioved� a Bruxelles. Se oggi i Ministri degli Esteri non trovassero un accordo, la patata bollente passerebbe ai 25 leader europei, che si riuniscono gioved� a Bruxelles.
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