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| 5/12/2006 Il vertice di oggi tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Jacques Chirac potrebbe portare importanti novit� sulla Turchia. Una clausola di "rendez-vous" per il destino europeo della Turchia, con un orizzonte temporale di un anno e mezzo affinch� Ankara apra i suoi porti e aeroporti a Cipro, riconoscendo l'isola. E' questo l'orientamento dei due big dell'Unione, Francia e Germania, in vista dell'incontro odierno nella citt� tedesca di Mettlach, dove saranno raggiunti successivamente dall'imprevedibile presidente polacco Lech Kaczynski. L'idea franco-tedesca sarebbe quella di concedere 18 mesi di tempo alla Turchia, al termine dei quali rivedere la sospensione parziale dei negoziati, che i Ministri degli Esteri europei si apprestano a varare luned� prossimo. La mossa Merkel-Chirac, che assume una rilevanza ulteriore, se consideriamo che da gennaio sar� proprio la Germania a gestire la presidenza di turno dell'Unione Europea, sar� probabilmente discussa al summit di met� dicembre, ma ha gi� causato mal di pancia a Bruxelles e anche pi� a nord. ''Chiederei al cancelliere Merkel e al presidente Chirac di guardare a una soluzione equilibrata", ha dichiarato il Commissario all'Allargamento Olli Rehn, mentre la Gran Bretagna e il blocco scandinavo, tradizionalmente pi� benevole verso Ankara, sarebbero contrarie a imporre nuove scadenze e nuovi fardelli alla Turchia. 1/12/2006 E' una guerra sulle bevande alcoliche, in particolare la birra, l'ultimo conflitto che si aperto tra i Paesi dell'Unione Europea. Se � vero che l'Europa � in crisi, come si dice ormai da un anno e mezzo, lo si vede anche nei dettagli: � il caso della guerra sulla birra, che sta letteralmente spaccando a met� quell'Unione allargata che non sempre si trova unita nella diversit�, come proclama l'ormai congelato Trattato Costituzionale. La Repubblica Ceca ha fatto fallire l'ennesimo tentativo di allineamento al rialzo delle accise sulla birra, introdotte con una direttiva del '92. Accise peraltro mai applicate al vino, il cui settore per� subir� a breve una profonda trasformazione. Per quanto riguarda la birra, le tasse variano da Paese a Paese, con gli Stati produttori che le hanno mantenute al minimo e gli altri -soprattutto nel blocco Mediterraneo- che le hanno alzate. In Italia, denuncia Assobirra, il livello di tassazione � 2-3 volte superiore a quello dei Paesi limitrofi. La protesta dei produttori � guidata da Praga, che si oppone all'incremento proposto, pari al 4,5% delle accise. 30/11/2006 Cattive notizie per il futuro europeo della Turchia sono giunte ieri da Bruxelles. La crisi esplode all'improvviso, pur se attesa: a un solo anno dall'apertura del primo dei 35 capitoli negoziali per l'ingresso della Turchia nell'Unione, la Commissione Europea ha proposto la sospensione parziale delle trattative con Ankara. Otto capitoli, inerenti per lo pi� la sfera commerciale e doganale, saranno congelati, mentre gli altri 34 tuttora aperti non potranno venire completati prima di una soluzione allo stallo diplomatico. La decisione della Commissione segue la rinuncia della presidenza finlandese, che luned� aveva gettato la spugna diplomatica: Ankara non ne vuole sapere di riconoscere Cipro, uno dei 25 Paesi europei, con il quale ha un contenzioso decennale per il controllo dell'isola. Ma il Commissario all'Allargamento Olli Rehn non chiude la porta: "i negoziati devono continuare, seppur a ritmo ridotto", dice. Poi, da ex-calciatore, chiede un "golden goal" alla Turchia, affinch� torni in carreggiata. Ma da Ankara la risposta � poco incoraggiante: il premier Erdogan rifiuta di fare ulteriori concessioni ma non chiude la porta al negoziato, dopo aver definito "inaccettabile" la decisione della Commissione. Decisione che dovr� essere avallata l'11 dicembre dai Ministri degli Esteri europei, i quali sono gi� divisi: per Cipro � troppo morbida, piace a Francia e Germania, ma trova l'opposizione britannica. 29/11/2006 Cattive notizie per il futuro europeo della Turchia. Sospensione parziale dei negoziati: la Commissione Europea congela -a un solo anno dalla loro apertura- le trattative per l'ingresso del gigante anatolico nell'Unione, aprendo formalmente una crisi con Ankara. Bruxelles ha proposto di bloccare l'avvio di otto capitoli negoziali, collegati alle dogane e agli affari commerciali: gli altri ventisei potranno invece restare aperti ma prima di venire portati a termine dovranno comunque attendere uno sblocco nelle trattative. La raccomandazione dell'esecutivo comunitario era praticamente inevitabile, dopo che per ben due anni la Turchia si era di fatto rifiutata di riconoscere uno Stato membro, quella Repubblica greca di Cipro che da trent'anni divide il suolo dell'isola mediterranea con la comunit� turca. N� ha aiutato l'ultimo rapporto sullo stato delle riforme ad Ankara, che a novembre segnalava rallentamenti. "Una decisione inaccettabile", ha tuonato il premier turco Erdogan dal vertice Nato, appena dopo aver ricevuto la notizia da Prodi, mentre l'Europa si divideva: la cancelliera tedesca Merkel e il francese Chirac appoggiavano Bruxelles, il premier britannico Blair giudicava la sospensione "un errore" e il Ministro degli Esteri D'Alema gettava acqua sul fuoco: "nulla � compromesso". |
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