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| 23/11/2006 Il consumo di cocaina tra gli italiani � in crescita e pone ormai il nostro Paese al terzo posto in Europa, dopo Spagna e Gran Bretagna. E' quanto emerge dal rapporto 2006 presentato oggi a Bruxelles dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Cala il prezzo degli stupefacenti in Europa: il rapporto annuale del centro europeo sulle droghe e tossicodipendenze lancia l'allarme sul consumo di cannabis, anfetamine e cocaina, incentivato anche dalla costante diminuzione dei prezzi. Se per comprare una dose di ecstasy a fine anni Novanta servivano 25 euro, oggi ne bastano 3. Ma non solo: anche eroina e cocaina vedono i costi abbassarsi fino al 50%. Il rapporto dell'agenzia, che ha sede a Lisbona, evidenzia come sia soprattutto la cocaina la droga pi� in ascesa nel nostro Paese: l'Italia � ormai terza per consumo in Europa, dopo Spagna e Gran Bretagna. Il 2,5% degli italiani di et� compresa tra i 15 e i 34 anni afferma di aver fatto uso di cocaina nell'ultimo anno, mentre il 6,2% ammette di averla provata. Proprio l'uso della cocaina preoccupa il direttore dell'agenzia comunitaria, Wolfgang Gotz, secondo cui la polvere bianca � ormai seconda per consumo in Europa dopo la cannabis. Gotz ha lanciato anche l'allarme sui funghi allucinogeni: "sono aumentati consumo e disponibilit�", ha avvertito. 23//11/2006 Emergenza immigrazione nel Mediterraneo al centro del vertice euroafricano, che si chiude oggi a Tripoli. Gestione delle quote europee di immigrazione a Bruxelles e creazione di un fondo euroafricano per affrontare l'emergenza: sono le proposte portate al vetrtice di Tripoli dal vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini: per Frattini, in primo luogo, se � giusto che le quote migratorie restino una prerogativa nazionale, � per� Bruxelles a doverle gestire. Questo per evitare trattative separate tra gli Stati membri e le molteplici controparti africane: l'idea � quella di sviluppare anche in questo settore una vera politica comune, per evitare il ripetersi di crisi come quelle che questa estate hanno colpito Lampedusa e le Canarie. In secondo luogo la Commissione propone la creazione di un fondo euroafricano per l'immigrazione, alimentato da finanziamenti comunitari e privati. La proposta ha trovato il pieno appoggio del Ministro dell'Interno Giuliano Amato, mentre il titolare degli Esteri Massimo D'Alema ha chiesto il varo di una road-map euroafricana per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. In serata i partecipanti, Ministri da oltre 50 Paesi, sono stati ricevuti in gran segreto e lontano dai riflettori dal leader libico Gheddafi, che ha chiesto all'Europa di governare i movimenti migratori. "Non � possibile fermarli", ha detto Gheddafi. 22/11/2006 Accordo raggiunto a Bruxelles sulla riforma delle attivit� di pesca nel Mediterraneo. Armonizzare l'attivit� dei pescatori che operano nel Mediterraneo per garantire la sostenibilit� a lungo termine delle risorse ittiche del Mare Nostrum. Con questi obiettivi ieri i 25 Ministri della Pesca europei hanno siglato la cosiddetta "riforma del Mediterraneo", ponendo fine a tre anni di negoziati. I punti principali della riforma prevedono il mantenimento delle attivit� di pesca tradizionali fino al 31 maggio 2010, tre anni in pi� rispetto al compromesso iniziale, confermano la regola generale per la pesca a strascico -un miglio e mezzo dalla costa- ma concedono all'Italia una deroga per dimezzare la distanza, a patto che ci siano almeno 50 metri di profondit�. Un "salvagente" per i pescatori del Tirreno, che rischiavano di vedersi penalizzati. Tra gli altri punti, il debutto dal primo luglio 2008 della nuova dimensione delle maglie quadrangolari per le reti di pesca, mentre per la pesca della sardina viene fissata la nuova taglia minima di 11 centimetri. "Un accordo positivo, soprattutto se consideriamo i rischi di una mancata intesa", ha commentato il Ministro alle Politiche Agricole Paolo De Castro. I 25 hanno anche raggiunto un accordo sulle quote di pesca ad alta profondit�, che introduce nuovi limiti per alcune specie. |
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