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| 17/11/2006 Una guerra russo-polacca sulla carne rischia di bloccare sul nascere i negoziati tra Europa e Russia sul nuovo partenariato, che include anche il capitolo energetico. Che la Polonia sarebbe stato un Paese pronto a tutto pur di difendere i propri interessi nazionali in Europa lo si era capito presto, fin dai complessi negoziati sulla Costituzione Europea. Ma il nuovo Governo Kaczinsky, conservatore ed euroscettico, ha notevolmente accentuato la tendenza: Varsavia ha portato all'interno dell'Unione le difficili relazioni con Mosca, e ora minaccia di bloccare sul nascere le trattative tra Europa e Russia sul nuovo accordo di partenariato, gi� discusso da Vladimir Putin con i 25 hanno iniziato nell'ultimo Consiglio Europeo. Partenariato che includerebbe i fondamentali accordi sulla fornitura di gas e risorse energetiche russe all'Unione Europea, la cui importanza � gi� stata abbondantemente sottolineata dalla crisi del gas dello scorso inverno, quando il Vecchio Continente si trov� a corto di risorse. La Polonia pone due condizioni: che la Russia revochi l'embargo -definito "politico"- sui propri prodotti agroalimentari, e che ratifichi la Carta dell'Energia. Oggi il presidente di turno dell'Unione, il finlandese Matti Vanhanen, � a Varsavia per cercare di sbloccare l'empasse, mentre la Commissione Europea ha inviato una squadra di esperti in Polonia per valutare la situazione. Ma il tempo � poco: al summit Europa-Russia manca solo una settimana. 17/11/2006 Il presidente francese Jacques Chirac e il premier spagnolo Zapatero hanno annunciato ieri un'iniziativa a tre, che vede coinvolta l'Italia, per la pacificazione del Medio Oriente. Un'iniziativa a tre che appare gi� come una prima cooperazione rafforzata tra Paesi europei: Italia, Francia e Spagna lanciano un nuovo piano per il Medio Oriente, che mira a sbloccare l'empasse in cui si trova il processo negoziale israelo-palestinese. L'iniziativa punta innanzitutto a lanciare una missione internazionale a Gaza e ad organizzare una conferenza internazionale di pace. In secondo luogo l'obiettivo � quello di giungere a uno stop immediato di ogni violenza in Palestina e Israele, formare un governo di unita' nazionale in Palestina ''riconosciuto a livello internazionale", e organizzare uno scambio di prigionieri. Ad annunciare il piano ieri nella citt� catalana di Girona il premier spagnolo Zapatero e il presidente francese Chirac: quest'ultimo alla ricerca di un'iniziativa che chiuda con onore una presidenza ormai in declino, e che proprio ieri ha individuato nei 3 Paesi mediterranei pi� la Germania gli unici in grado di assicurare il buon funzionamento dell'Europa. L'iniziativa a tre � stata accolta con favore in Palestina ma ha suscitato il gelo di Israele. Il premier italiano Prodi ha mostrato un entusiasmo contenuto, auspicando "un'azione pi� vasta". Il piano sar� presentato al Consiglio Europeo di dicembre. 14/11/2006 E' sempre pi� incerto il destino europeo della Turchia: il vertice dei Ministri degli Esteri dell'Unione, ieri a Bruxelles, non ha fatto ulteriori passi avanti. Europa e Turchia sempre pi� vicine a un deragliamento del processo negoziale per l'ingresso di Ankara nell'Unione: la presidenza finlandese dell'Unione ha avvertito i Ministri degli Esteri europei che non c'� alcuna certezza a riguardi di una soluzione della questione cipriota entro met� dicembre, quando a Bruxelles si terr� il Consiglio Europeo. Intanto in Europa si fa sempre pi� stradal'ipotesi di un congelamento dei negoziati, ormai incagliati da mesi sul mancato riconoscimento di Cipro da parte del Governo di Ankara. Proprio il Ministro degli Esteri cipriota Lillikas parla gi� di un piano "B" dell'Europa verso la Turchia, svelando che la Finlandia intende darsi altre due settimane per risolvere l'empasse. Per l'Italia lo stesso premier Romano Prodi avverte che senza il rispetto degli adempimenti, la Turchia non pu� ottenere la membership, mentre il Ministro degli Esteri austriaco Plassnik parla apertamente di una "pausa" nel processo di adesione. Intanto la palla passa alla Commissione Europea, pressata da pi� parti a fornire un'indicazione concreta su quale strada l'Unione debba intraprendere: il responsabile del dossier, il finlandese Olli Rehn, avrebbe acconsentito a pubblicare il nuovo rapporto entro l'inizio di dicembre. |
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