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| 17/11/2003 L'Iraq � stato uno dei temi al centro della prima giornata di lavori del Consiglio dei Ministri degli Esteri e della Difesa europei, riuniti a Bruxelles. Nella stessa riunione, i Ministri della Difesa hanno deciso il varo dell'Agenzia europea per gli armamenti. Una profonda solidariet� con l'Italia, per il brutale attacco terroristico del 12 novembre a Nassirya, e un incoraggiamento all'accelerazione del passaggio di poteri in Iraq. Sono queste le conclusioni dei Ministri degli Esteri europei, riuniti a Bruxelles per il Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne, che ha avuto al primo punto dell'ordine del giorno proprio la drammatica situazione nel Paese mediorientale. I ministri dell'Unione hanno inoltre condannato ogni tipo di attacco terroristico contro civili e militari, e hanno salutato con soddisfazione la transizione verso un vero e proprio governo iracheno, con l'annessa fase di elaborazione della carta costituzionale. I Ministri della Difesa europei, riuniti nella stessa sede, hanno invece preso un'importante decisione sull'agenzia per gli armamenti, come annunciato dal presidente di turno, il Ministro Antonio Martino. La sede dell'agenzia sar� a Bruxelles, e fra le proprie aree di competenza avr� quelle dello sviluppo e della ricerca. Martino ha infine annunciato che entro il 2010 sar� possibile una piena interoperabilit� delle forze europee, con una capacit� di pianificazione militare non in contrasto, ma complementare a quella della Nato. 11/11/2003 56 progetti ad alta priorit� nei quali l'Europa intende investire. La Commissione Europea ha presentato questa mattina l'atteso rapporto sulla quick list di avviorapido, relativa a una serie di progetti nei settori del trasporti, delle reti di trasporto e della ricerca, nella quale l'Unione pu� cominciare a investire gi� dal 2004. La notizia pi� significativa per l'Italia � che la Torino-Lione, dopo i gridi d'allarme delle ultime settimane, alla fine � entrata nella lista delle opere prioritarie da avviare nei prossimi tre anni. Si tratta di uno degli anelli mancanti del corridoio 5, asse intermodale la cui realizzazione � considerata vitale per la nostra economia. La Torino-Lione rientra in una lista di 56 progetti, 31 infrastrutturali, 17 nelle reti di trasporto di energia e 8 nella ricerca e sviluppo, che la Commissione ha presentato oggi, indicandoli come prioritari per la realizzazione del piano di azione per la crescita, la cui approvazione � prevista al prossimo Consiglio Europeo di dicembre. Insieme alla Torino-Lione figurano per l'Italia anche il tunnel del Brennero, le autostrade del mare e tre progetti di reti transeuropee per l'energia. Esclusa, a sorpresa, la tratta ferroviaria del Gottardo e -pi� prevedibilmente- il ponte sullo Stretto. La Commissione prevede investimenti per un totale di 62 miliardi di euro da qui al 2010, di cui 38 destinati alle reti di trasporto transeuropee, da coprire attraverso finanziamenti pubblici e privati. 7/11/2003 E' polemica fra la Commissione Europea e la presidenza italiana dell'Unione sulle conclusioni del vertice con la Russia, svoltosi ieri ha Roma. Oggi il portavoce della Commissione ha pubblicamente preso le distanze dal premier Silvio Berlusconi: "non condividiamo la sua posizione", ha detto. La Commissione Europea sceglie la linea della sconfessione pubblica nei confronti delle dichiarazioni del presidente di turno Silvio Berlusconi. La polemica ha uno scoppio ritardato rispetto al vertice di ieri, ma trapela gi� in mattinata, quando Romano Prodi afferma: "l'Unione Europea non ha cambiato atteggiamento verso la Russia, e continuer� a vigilare sia sul caso Yukos sia sulla crisi cecena". A rincarare la dose ci pensa il portavoce Rejo Kemppinen: "sulle due questioni non condividiamo il punto di vista del premier Berlusconi". La presa di distanza � marcata, e sfata il mito della collaborazione interistituzionale, fin qui sostenuta da entrambe le parti. Replica il sottosegretario Bonaiuti, secondo cui Prodi avrebbe dovuto sollevare prima questi problemi, e controreplica Bruxelles: "l'abbiamo fatto". Cos�, al presidente dell'Europarlamento Pat Cox non resta che commentare: "constato con disappunto l'assenza di un qualsiasi riferimento alla Cecenia e al protocollo di Kyoto nella dichiarazione finale del vertice". 5/11/2003 La Commissione Europea presenta oggi l'ultimo rapporto sui nuovi Paesi che entreranno dal prossimo anno a far parte dell'Unione. Un rapporto con molte luci e qualche ombra. Esiste un ritardo nella trasposizione delle normative comunitarie da parte dei 10 nuovi Paesi che dal maggio 2004 entreranno a far parte dell'Unione Europea. Ma si tratta di un ritardo circoscritto, che non impedir� loro di concludere il processo di adesione. E' quanto si appresta a comunicare il Commissario all'Allargamento Guenther Verhuegen, quando presenter� l'annuale rapporto al Parlamento Europeo. Il Paese con le maggiori difficolt� resta la Polonia, con nove aree a rischio, soprattutto in materia di sicurezza alimentare e amministrazione pubblica. Seguono Malta, Repubblica Ceca e Ungheria. La Slovenia, invece, � praticamente pronta. Se entro sei mesi queste inadempienze non verranno sanate, alcuni di questi nuovi Stati membri potrebbero incorre in sanzioni, come -ad esempio- limitazioni nell'accesso al mercato interno e tagli ai fondi strutturali. |
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