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| 6/9/2006 Ancora allarme terrorismo in Europa. Nove sospetti sono stati arrestati ieri in Danimarca, con l'accusa di pianificare un attentato. Oggi intanto si riuniscono gli esperti europei per la sicurezza aerea. Hanno tutti fra i 18 e i 33 anni, e fino a ieri erano considerati degli insospettabili. Ma -secondo il Ministro della Giustizia Lene Espersen- stavano progettando l'attentato pi� grave nella storia della Danimarca. La polizia li ha prelevati con un blitz nel sobborgo della terza citt� del Paese, Odense: a far scattare l'allarme era stato l'acquisto di materiale esplosivo da parte del gruppo. Si tratta per lo pi� di giovani danesi di origini extracomunitarie, che abitavano nel sobborgo di Vollsmose, a maggioranza musulmana, e non avevano mai avuto problemi con la giustizia. L'allerta terrorismo sar� anche al centro della riunione odierna del comitato di esperti europei per la sicurezza aerea, che si terr� a Bruxelles: allo studio ulteriori restrizioni per i passeggeri. L'orientamento � infatti quello di bandire completamente il trasporto in cabina di liquidi come bibite e gel e di ridurre le dimensioni dei bagagli a mano per consentire controlli pi� approfonditi. Le raccomandazioni degli esperti potranno essere immediatamente applicate dalla Commissione Europea, che solo luned� aveva avviato consultazioni per migliorare i sistemi di prevenzione di atti terroristici. 5/9/2006 "Il problema dei clandestini che, provenienti dall'Africa, arrivano a Lampedusa e nelle Canarie, si e' ulteriormente aggravato: l'Unione Europea deve affrontarlo tenendo conto che riguarda tutti i Paesi e non solo queste isole". Cos� ieri il presidente del Parlamento Europeo Josep Borrell, aprendo la sessione plenaria a Strasburgo. Al collasso i centri di prima accoglienza nelle Isole Canarie. Diecimila clandestini a Lampedusa, ventimila alle Canarie: il tutto nel giro di poche settimane. Da Strasburgo giunge l'ennesimo appello all'Europa, affinch� si doti una vera e propria politica comune in materia di immigrazione. A lanciarlo � stato il Presidente dell'Europarlamento, lo spagnolo Josep Borrell, che definisce questa emigrazione un fenomeno strutturale, destinato a ripetersi anno dopo anno: proprio la Spagna vive in queste ore una drammatica emergenza clandestini. Nel weekend sono sbarcati alle Canarie, a bordo di imbarcazioni precarie -i cosiddetti cayucos- oltre 2000 immigrati: i centri di prima accoglienza dell'arcipelago sono allo stremo e completamente esauriti. Tenerife, Gran Canaria ed El Hierro le isole pi� colpite. Una situazione che ha portato la vicepremier De la Vega a dichiarare che Madrid non tollerer� ulteriori ondate migratorie. "Agiremo con fermezza", ha avvertito, denunciando il mancato rispetto degli accordi bilaterali firmati con i Paesi di origine. Si profila quindi un cambio di direzione nella politica di un Governo che aveva fatto proprio della regolarizzazione e dell'integrazione degli immigrati una bandiera, ma che appare ora deciso ad usare il pugno di ferro contro i clandestini. 4/9/2006 Pochi progressi nei negoziati tra la comunit� internazionale e l'Iran sul nucleare: il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha lasciato ieri Teheran senza alcuna garanzia circa la sospensione del processo di arricchimento dell'uranio. Si � chiusa con un sostanziale nulla di fatto la visita di Kofi Annan a Teheran: Annan ha potuto solamente raccogliere -da parte del presidente Mahmoud Ahmadinejad- la disponibilit� del regime iraniano a discutere il processo di arricchimento dell'uranio, ma non ha ottenuto alcuna garanzia su una sua sospensione in vista di una possibile ripresa dei negoziati. Il che, a fronte di un'esplicita risoluzione dell'Onu, che imponeva a Teheran lo stop dell'arricchimento entro la fine di agosto, equivale -in termini diplomatici- a un mezzo fallimento. Annan non ha potuto nemmeno incontrare il leader supremo Ali Khamenei, come inizialmente previsto. Le ultime carte diplomatiche restano quindi appese al sottile filo dei negoziati europei: all'inizio della settimana � previsto l'incontro tra l'Alto Rappresentante Javier Solana e il capo negoziatore iraniano Ali Larijani. Ma i 25 Ministri degli Esteri dell'Unione sabato sono stati espliciti nel definire il mandato di Solana "ristretto". Il tempo concesso a Teheran per evitare sanzioni sta quindi per scadere. Annan non ha per� perso l'occasione per riprendere Ahmadinejad sul tema dell'Olocausto: "� un fatto storico innegabile", ha sottolineato in conferenza stampa. |
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