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| 3/9/2006 L'Unione Europea concede all'Iran ancora una possibilit� nei negoziati sul nucleare: lo hanno stabilito i Ministri degli Esteri comunitari, riuniti in Finlandia. Mantenere la porta aperta nei confronti di Teheran, ma senza firmare cambiali in bianco. I 25 titolari degli Esteri europei portano la partita del nucleare ai tempi supplementari, dopo che il regime degli ayatollah ha lasciato passare la scadenza del 31 agosto -imposta dall'Onu- senza sospendere l'arricchimento dell'uranio. Ma questa volta, con gli Stati Uniti orientati a chiedere sanzioni, l'Europa intende incanalare i negoziati su un crinale pi� ristretto. Per il Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, la questione del nucleare iraniano sta arrivando alla "stretta finale": l'Alto Rappresentante Javier Solana ha ottenuto il mandato di chiedere risposte precise al negoziatore iraniano Ari Larijani nell'incontro che i due avranno a inizio settimana. All'orizzonte l'assemblea generale dell'Onu e un nuovo vertice dei Ministri degli Esteri europei, previsti per met� settembre, quando i nodi verranno al pettine. Da Teheran -intanto- all'ottimismo del segretario generale dell'Onu Kofi Annan, che dice di aver avuto discussioni costruttive, fa da contraltare la dichiarazione dell'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia per l'energia atomica, che minaccia di rivedere la cooperazione con l'Aiea in caso di sanzioni. 2/9/2006 L'Iran al centro della seconda giornata di vertice dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, riuniti in Finlandia. Tenere la porta aperta nei confronti di Teheran, ma senza firmare cambiali in bianco. I 25 titolari degli Esteri europei portano la partita del nucleare ai tempi supplementari, dopo che il regime degli ayatollah ha lasciato passare la scadenza del 31 agosto -imposta dall'Onu- senza sospendere l'arricchimento dell'uranio. Ma questa volta, con gli Stati Uniti proiettati a chiedere sanzioni, l'Europa intende incanalare i negoziati su un crinale ristretto. Come ha osservato il Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, la questione del nucleare iraniano sta arrivando alla "stretta finale": per questo l'Alto Rappresentante Javier Solana ha ottenuto il mandato di chiedere risposte precise al negoziatore iraniano Ari Larijani nell'incontro che i due avranno la prossima settimana. Occorre in sostanza capire se l'offerta di dialogo iraniana sul nucleare sia seria o se sia solo l'ennesimo escamotage per perdere tempo. Il tutto mentre all'interno dei 25 emergono divisioni sulla gestione del dossier: l'ultima risposta iraniana, hanno lamentato diversi Ministri degli Esteri, � stata visionata solo da Solana e dai rappresentanti di Francia, Germania e Gran Bretagna. Da Teheran intanto il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha ripetuto che � un diritto del suo Paese sviluppare energia atomica. 1/9/2006 Successo della conferenza di Stoccolma sul Libano, che si e' conclusa con un impegno complessivo -da parte degli Stati contributori- che supera i 940 milioni di dollari. "Il Libano ha scoperto di non essere solo": con queste parole il premier Fuad Siniora ha ringraziato ieri i 60 Paesi e ong che hanno contribuito a raccogliere fondi per la ricostruzione del Paese, martoriato da un mese di bombardamenti. Secondo il documento finale della conferenza l'importo promesso ieri, insieme ai contributi gi� ricevuti dal Libano, porta la cifra globale a pi� di un miliardo e 200 milioni di dollari. Oltre ai 400 milioni stanziati o promessi dai Paesi europei, ieri si sono aggiunti i 230 provenienti dalle casse di Washington, cui vanno sommate le donazioni provenienti dagli altri Paesi arabi. A giocare un ruolo determinante nella raccolta dei fondi � stato lo stesso premier libanese Siniora, che ha rivolto -in apertura di conferenza- un appello alla comunit� internazionale: "i bombardamenti hanno distrutto quanto costruito nei quindici anni successivi alla guerra civile", ha detto, dipingendo un quadro di morte e distruzione. Siniora ha chiarito che i fondi saranno spesi secondo la volont� dei donatori: i primi interventi riguarderanno l'allestimento di case provvisorie per i rifugiati, la ricostruzione delle infrastrutture, il miglioramento dei servizi pubblici e la bonifica dei terreni. Il premier ha quindi garantito che le donazioni saranno gestite dal Governo centrale e non finiranno ad Hezbollah. 31/8/2006 Successo della Conferenza dei Donatori per il Libano, in corso a Stoccolma. Il ministro degli Esteri svedese ha detto che i Paesi donatori hanno offerto oltre 900 milioni di dollari in aiuti, circa 700 milioni di euro, per la ricostruzione del Libano. Una cifra pari a quasi il doppio dell'obiettivo minimo: con quasi un miliardo di dollari in donazioni raccolte la Conferenza dei Donatori per il Libano si avvia alla conclusione configurandosi come un successo diplomatico. Europa e Stati Uniti tra i maggiori contribuenti della ricostruzione: l'Unione, con la Commissaria alle Relazioni Esterne Ferrero-Waldner, ha confermato l'ultimo stanziamento dalle casse di Bruxelles: 42 i milioni di euro messi sul piatto dalla Commissione, che si vanno ad aggiungere agli 80 gi� impegnati dai Paesi europei e ai 40 promessi. Poco meno di 200 milioni di euro i fondi stanziati dagli Stati Uniti. I fondi stanziati dai Paesi donatori si concentreranno su specifici obiettivi: la maggior parte sar� utilizzata per la ricostruzione delle strade, dei ponti e delle case. Il premier libanese Siniora, aprendo la conferenza, si � augurato che questa possa costituire un punto di ripartenza per il suo Paese. Siniora ha lanciato un appello alla comunit� internazionale, affinch� aiuti il Libano a ricostruire un'economia devastata dai bombardamenti, che hanno azzerato 15 anni di ripresa. Ha anche garantito che i fondi internazionali saranno gestiti dal Governo centrale, e non passeranno per le mani di Hezbollah. |
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