| NEWS OF THE DAY | |||||||||
![]() |
|||||||||
| 31/8
/2006 500 milioni di dollari: � la cifra che punta a raccogliere la Conferenza dei Donatori per il Libano, che si � aperta oggi a Stoccolma. Ricostruire il Libano, dopo che il mese di bombardamenti israeliani ha -nelle parole del premier Fouad Siniora- spazzato via 15 anni di ricostruzione post-guerra civile. Questo l'obiettivo della Conferenza dei Donatori, cui prendono parte a Stoccolma una sessantina tra Paesi e organizzazioni internazionali. Il premier libanese Fouad Siniora, aprendo il meeting, ha quantificato in "miliardi di dollari" i danni diretti dei bombardamenti, senza contare quelli indiretti, con le pesanti ricadute sul turismo e sull'industria locale. L'obiettivo � arrivare a raccogliere 500 milioni di dollari, circa 400 milioni di euro. L'Unione Europea ha reso noto di aver gi� impegnato 80 milioni di euro e di averne promessi altri 40. Tra i maggiori Paesi donatori figurano Gran Bretagna, Francia e Olanda. Ieri la Commissione aveva annunciato lo stanziamento di altri 42 milioni di euro. Intanto il premier libanese Siniora ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco: "tutte le donazioni per il Libano saranno gestite direttamente dal governo di Beirut'', ha dichiarato, negando che il flusso di denaro possa finire nelle mani di Hezbollah. 31/8 /2006 La Commissione Europea ha proposto l'adozione di dazi antidumping definitivi pari al 16,5% per le calzature in pelle provenienti dal Vietnam e del 10% per quelle provenienti dalla Cina. Alla fine Bruxelles ha optato per l'unica soluzione giudicata possibile: di fronte alla profonda spaccatura registrata tra i 25 Paesi membri, il Commissario Europeo al Commercio Mandelson ha convinto i colleghi a proporre l'imposizione di dazi quinquennali sulle calzature in pelle provenienti dall'Asia: il 16,5% per quelle importate dalla Cina e il 10% per quelle importate dal Vietnam. I nuovi dazi comporterebbero riduzioni pari rispettivamente a 3 e 6 punti percentuali rispetto a quelli temporanei, attualmente in vigore e in scadenza il prossimo 6 ottobre. La decisione della Commissione appare come il sasso lanciato nello stagno del sostanziale immobilismo delle nazioni europee: tra queste prevale attualmente il fronte nordico di quei Paesi -Gran Bretagna e Svezia in testa- che vogliono evitare l'imposizione di tariffe giudicate "protezioniste" sui prodotti asiatici, mentre Italia, Francia e Spagna puntano a difendere la produzione nazionale e proteggerla da quella -sottocosto- asiatica. Gli Stati membri avranno ora un mese per trovare un accordo in grado di riconciliare le differenti posizioni in campo, ponendo fine a una vicenda iniziata lo scorso aprile. 30/8 /2006 A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum imposto all'Iran sul nucleare, nuova provocazione del presidente Mahmoud Ahmadinejad, che ha sfidato -nel corso di una conferenza stampa- il presidente americano George Bush a un dibattito televisivo. Non sembra avere fine la capacit� provocatoria dell'Iran nei confronti della comunit� internazionale: dopo aver scritto alla cancelliera tedesca Angela Merkel per proporle un'inedita -quanto impossibile- alleanza in chiave anti-israeliana, il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha sfidato ieri il presidente americano Bush a un dibattito televisivo, per discutere i problemi internazionali e la loro risoluzione. Proposta immediatamente rifiutata da Washington. Ma, al di l� delle schermaglie diplomatiche, alcuni silenzi del presidente iraniano lasciano intravedere spiragli nei negoziati sul nucleare: domani scade il termine ultimo imposto dall'Onu per la sospensione dell'arricchimento dell'uranio. "Siamo pronti ad avere negoziati", ha detto Ahmadinejad, che ha per� ricordato come la tecnologia nucleare pacifica sia un diritto della nazione iraniana, e ha implicitamente alluso alle scarse probabilit� che Russia e Cina possano mai avallare sanzioni contro il suo Paese. Il tutto mentre si muove anche la diplomazia europea: l'Alto rappresentante Javier Solana ritiene ancora possibili ulteriori contatti con Teheran prima della scadenza dell'ultimatum delle Nazioni Unite. |
|||||||||
| MORE NEWS |
|||||||||