NEWS OF THE DAY
19/7/2006

Senza troppo clamore l'Europa prepara una rivoluzione nel mercato comunitario della produzione di quella che Baudelaire defin� "ambrosia vegetale". Ieri i 25 Ministri dell'Agricoltura hanno discusso l'ultima proposta della Commissione Europea, che ha deciso di riformare il settore all'insegna dello slogan "maggiore competitivit�".

L'obiettivo � eliminare la sovrapproduzione, per concentrarsi sul vino di qualit�, recuperando le quote di mercato erose -negli ultimi anni- dai produttori sudamericani, australiani e africani. Questo incentivando l'estirpazione di 400mila ettari di vigneti, tagliando progressivamente i contributi alla distillazione delle eccedenze, ed eliminando il sistema dei diritti d'impianto. I soldi risparmiati finirebbero in campagne di commercializzazione e promozione dei vini europei. L'Italia, seconda produttrice in Europa dopo la Francia, ha messo in chiaro che l'estirpazione dei terreni vitivinicoli non pu� essere il perno della riforma. Domani a Roma gli Stati Generali del Vino costituiranno il trampolino verso la concertazione che il Governo avvier� con le parti interessate da settembre. Bruxelles presenter� solo nel 2007 una proposta definitiva. Davanti avr� un'Europa spaccata in due: i Paesi del nord appoggiano la versione pi� radicale della riforma, quelli del sud chiedono ammorbidimenti.

18/7/2006

Dal G8 di San Pietroburgo il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha lanciato ieri l'idea di una forza di interposizione internazionale di peacekeeping per riportare la calma nel conflitto israelo-libanese. Idea appoggiata dall'Italia e dall'Unione Europea.

Truppe di pace per evitare il degenerare della crisi nel sud del Libano: la comunit� internazionale, e in particolare l'Europa, sostengono l'idea di una forza di interposizione nella regione. Il premier Romano Prodi rivendica per Italia e Gran Bretagna il ruolo di motori dell'iniziativa tra i Paesi del G8. Con la benedizione dell'Onu. Prodi, che ipotizza un totale di 10mila soldati, ha detto che l'Italia � pronta a fare la sua parte, e ha lanciato un appello all'Europa, affinch� si prenda le proprie responsabilit� di fronte alla storia. La proposta ha ricevuto il via libera di Francia e Germania, oltre che della presidenza finlandese dell'Unione. Sempre ieri i Ministri degli Esteri dei 25, riuniti a Bruxelles, hanno chiesto l'immediata cessazione delle ostilit�, ricordando a Israele la necessit� di evitare un uso sproporzionato della forza e chiedendo a Hezbollah il rilascio dei prigionieri e la fine degli attacchi. Qualche riserva sul progetto di peacekeeping l'ha avanzata -a sua insaputa- il presidente americano Bush: in una conversazione con Blair, captata off-the-record al vertice del G8, Bush sintetizza il problema pi� o meno cos�: "far pressioni sulla Siria perch� fermi gli Hezbollah. E tutto finisce l�". La palla passa ora all'Onu.

17/7/2006

La crisi israelo-libanese sar� al centro del vertice dei Ministri degli Esteri europei, che si apre questa mattina a Bruxelles.

E' un'agenda stravolta dall'attualit� quella che si troveranno a fronteggiare oggi i 25 Ministri degli Esteri europei. Quello che doveva essere un incontro di routine prima dell'estate vedr� invece i titolari delle diplomazie comunitarie impegnati in una difficile opera di ricomposizione di quella "voce unica" di cui pi� di un esponente politico ha denunciato la mancanza negli ultimi, drammatici giorni di conflitto. Il punto di partenza sar� la relazione dell'Alto Rappresentante Javier Solana, che far� il punto sulla sua missione di ieri a Beirut. La stessa presidenza di turno finlandese ha ammesso la difficolt� di trovare una posizione comune sulla crisi: se il punto d'arrivo, cio� la cessazione delle ostilit�, � chiaro a tutti, l'analisi del conflitto e le possibili vie d'uscita registrano divergenze tra i Paesi membri. L'Italia, che sar� rappresentata dal sottosegretario Famiano Crucianelli, sosterr� la necessit� di un ritorno attivo dell'Europa sulla scena mediorientale. Roma intende sposare la linea della presidenza di turno, anche laddove definisce "sproporzionata" la reazione di Israele al rapimento dei suoi militari. La riunione odierna affronter� anche la questione del nucleare iraniano, la situazione nei Balcani e l'immigrazione.

14/7/2006

"Uso sproporzionato della forza": la presidenza di turno finlandese dell'Unione Europea ha condannato cos� l'attacco di Israele in Libano. L'Alto Rappresentante Javier Solana pronto a partire per la regione.


L'Europa esprime condanna e preoccupazione per l'escalation di guerra in Medio Oriente: l'ultima presa di posizione nella serata di ieri, quando l'Alto Rappresentante Javier Solana e il Ministro degli Esteri britannico Margaret Beckett si sono detti estremamente preoccupati per la crescente minaccia alla sicurezza della regione. Entrambi hanno chiesto l'immediato rilascio dei soldati rapiti, un maggior controllo del Governo libanese sugli hezbollah e -per Israele- una reazione meno cruenta. Al punto che la presidenza dell'Unione Europea ha esplicitamente criticato l'uso sproporzionato della forza da parte di Tel Aviv, definendo "ingiustificata l'imposizione di un blocco navale ed aereo al Libano". "Choccata" dagli avvenimenti si � detta la Commissaria alle Relazioni Esterne Benita Ferrero-Waldner. L'aggravarsi della situazione rappresenta un chiaro passo indietro per gli sforzi negoziali del cosiddetto Quartetto per il Medioriente, che negli ultimi anni ha lavorato per una soluzione diplomatica al conflitto israelo-palestinese: secondo fonti di Mosca, sia la Russia, che Stati Uniti, Unione Europea ed Onu starebbero conducendo consultazioni sulla crisi. Dell'aggravarsi della situazione hanno parlato anche George Bush e Angela Merkel: se il presidente americano riconosce ad Israele il diritto alla difesa e parla di situazione "molto triste", la cancelliera tedesca chiede ogni sforzo per evitare un degenerare della crisi.

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