NEWS OF THE DAY
15/6/2006

''L' Europa deve rimettersi in movimento'': � il messaggio del presidente del Consiglio Romano Prodi ai 24 partner europei, che invita gli altri Paesi membri a superare l�attuale fase di euroscetticismo. Oggi l�apertura del summit, dedicato a Costituzione Europea e allargamento.

Romano Prodi torna nel cuore delle istituzioni europee con un messaggio chiaro agli altri partner comunitari: �l�Europa deve ricominciare a svolgere il ruolo che le compete sullo scenario mondiale�. Dopo aver speso la prima parte della settimana a lanciare segnali di un ritorno dell�Italia sul palcoscenico comunitario, Prodi rincara la dose, invitando tutti a una sveglia: �dal Consiglio Europeo odierno mi attendo una forte e decisa ripresa del dibattito politico in Europa e sull�Europa�, riferisce in una nota alla stampa, e accusa di disattenzione e distrazione gli altri Paesi membri, Italia compresa. �Europa come bisogno e necessit��, secondo Prodi, che oggi e domani proseguir� il proprio giro di meeting bilaterali, incontrando prima il premier greco Costas Karamanlis, poi il collega spagnolo Zapatero. Il messaggio di Prodi rischia per� di restare lettera morta �almeno per il momento- in un vertice volutamente tenuto alla camomilla dalla presidenza di turno austriaca. Oggi sul tavolo i temi della Costituzione e dell�allargamento: sulla prima si decider� di non decidere, rinviando ogni iniziativa alla presidenza tedesca del 2007, con un orizzonte di rilancio definitivo non prima della fine del 2008; sul secondo tema invece si comincer� a porre concretamente il problema della capacit� di assorbimento dei nuovi Stati membri.

15/6/2006

''L'Europa deve rimettersi in movimento'', anche ''combattendo'' la ''vena di euroscetticismo'' che si e' avuta in questi anni. Questo il messaggio di debutto del presidente del Consiglio Romano Prodi, oggi a Bruxelles, all' inizio del summit europeo, cos� come ha riferito il suo portavoce. Prodi � arrivato puntuale alle 16.30 all�edificio Justus Lipsius: in questi due giorni il premier proseguir� il giro di incontri bilaterali con i partner, oggi l�incontro con il primo ministro greco Costas Karamanlis, domani invece vedr� il premier spagnolo Jos� Luis Rodriguez Zapatero. Sar� comunque un summit di basso profilo quello apertosi un quarto d�ora fa a Bruxelles: in agenda la Costituzione europea, il cui rilancio effettivo non dovrebbe per� vedere la luce prima del 2008 o 2009, ma anche l�allargamento: la domanda a cui i 25 leader dovranno rispondere sar�� �� possibile definire una capacit� di assorbimento dei nuovi Paesi membri, prima di procedere al loro ingresso in Europa�?


15/6/2006

S� al finanziamento europeo per ricerca sulle cellule staminali embrionali: con 284 voti favorevoli e 249 contrari l�Europarlamento ha votato un emendamento al settimo programma quadro sulla ricerca.

E� stato un dibattito sofferto, ma alla fine da Strasburgo non sono arrivate sorprese: l�Europa finanzier� la ricerca sulle cellule staminali, attraverso il settimo programma quadro, che avr� una durata di sette anni e una dotazione di poco superiore ai 50 miliardi di euro. Il via libera di Strasburgo contiene per� alcuni inderogabili paletti: l�Europarlamento dice s� alla ricerca senza limitazioni per la produzione degli embrioni, ma solo con il rispetto del contesto giuridico esistente in ciascun Stato membro. Istituzioni, organismi e ricercatori saranno soggetti a un sistema rigoroso in materia di licenze e controlli. Vietato inoltre il finanziamento con fondi comunitari delle "attivit� di ricerca volte alla clonazione umana a fini riproduttivi", delle attivit� "volte a modificare il patrimonio genetico degli esseri umani� e di quelle "mirate a creare embrioni esclusivamente a fini di ricerca o per l'approvvigionamento di cellule staminali". Il segnale giunto da Strasburgo ha una valenza al momento per lo pi� simbolica: i finanziamenti comunitari costituiscono solo il 6% della spesa europea in ricerca. Solo Belgio, Svezia e Gran Bretagna hanno finora autorizzato ricerche sulle staminali: otto i progetti finanziati dall�Unione Europea.
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