NEWS OF THE DAY
18/4 /2006

L'Italia non pu� uscire dall'Eurozona: la Commissione Europea scende in campo per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, attraverso una dichiarazione ufficiale.

E' una reazione secca, che non si presta a ulteriori interpretazioni, quella giunta ieri sera da Bruxelles: "non � possibile che l'Italia esca dall'euro. La moneta unica � una realta' e restera' tale". Cos� Ferran Tarradellas Espuny, portavoce della Commissione Europea, si � affrettato a sgombrare il campo da ogni possibile dubbio sul destino monetario dell'Italia. Secondo altre fonti comunitarie, perche' un Paese esca dall'euro e' necessaria una modifica dei Trattati, con una decisione presa all'unanimita' dagli altri Paesi dell'Eurozona: se quindi, in
linea teorica, l'Italia potrebbe persino lasciare l'euro, nei fatti questa ipotesi risulta per� impraticabile. Anche un economista esperto di cose europee come Daniel Gros, direttore del Ceps di Bruxelles, demolisce la tesi del Financial Times: "lo scenario di un'uscita dall'euro � poco credibile", sostiene, e "si basa su un'argomentazione un po' sballata". Convizione condivisa anche dal francese Jean-Paul Fitoussi, secondo il quale l'alto debito pubblico italiano non � affatto insostenibile, n� esiste alcun problema di insolvibilit�.

13/4 /2006

Le carte di credito costano troppo all'utenza italiana ed europea: lo denuncia la Commissione Europea, che � pronta a intervenire per ripristinare la piena concorrenza in un settore che -nella sola Europa- produce 23 miliardi di pagamenti annui e un giro d'affari pari a 1350 miliardi di euro.


E' un atto d'accusa contro il mondo delle carte di pagamento quello che la Commissaria Europea alla Concorrenza Neelie Kroes ha lanciato ieri da Bruxelles: carte di credito e di debito costano troppo a utenti e imprese, come rivela un rapporto comunitario. A finire nel mirino sono le banche e le principali societ� di carte di credito, Visa e Mastercard. Il quadro che emerge dipinge un mercato frammentato, ritagliato sui confini nazionali, dove cinque Paesi (Italia, Portogallo, Austria, Belgio e Finlandia) presentano accordi di monopolio tra le
banche sulle carte. "In Italia", rincara la Kroes, "un paio di banche e un paio di societ� emittenti stanno approfittando della situazione". Una situazione che -in Europa- produce barriere potenziali all'ingresso di nuovi soggetti e fa lievitare i prezzi in media del 2,5%. Ci� che stupisce � come -a seconda del Paese membro- il costo della carta di credito possa variare anche del 100%: le commissioni possono aumentare fino al 650% per le piccole e medie imprese. Il rapporto raccoglie il plauso del Codacons e dell'Autorit� per la Concorrenza. Ma l'Associazione Bancaria contesta: "in Italia c'� forte concorrenza".

12/4 /2006

Si aggrava la crisi tra l'Iran e la comunit� internazionale sul nucleare. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha annunciato ieri sera che il suo Paese � entrato nel "club delle potenze nucleari".

Sembra aver imboccato una strada senza uscita la contesa tra Iran e Occidente sul nucleare: "siamo riusciti a produrre uranio arricchito sopra la soglia del 3,5%", ha annunciato il presidente Ahmadinejad dalla citt� santa di Mashhad, di fronte a una folla esultante. Il passo avanti � significativo, in quanto permetterebbe a Teheran di alimentare le centrali atomiche, e apre la strada alla produzione su scala industriale di uranio arricchito. Tuttavia, Ahmadinejad ha insistito che la produzione ha scopo pacifico, e avverr� sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. L'annuncio iraniano suona come una sfida all'Occidente, ed � giunto proprio alla vigilia della visita del capo dell'Aiea Mohammed el Baradei. Immediata la reazione della Casa Bianca: "le affermazioni mostrano che l'Iran si sta muovendo nella direzione sbagliata", ha affermato il portavoce di Bush.
Solo il giorno prima i Ministri degli Esteri europei avevano chiesto a Teheran di ''sospendere qualsiasi attivita' collegata all'arricchimento e al trattamento dell'uranio", proponendo un ritorno al tavolo negoziale. Ma ormai � un dialogo tra sordi.
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